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Bitcoin crolla sotto 88.000 dollari in vista di decisioni chiave su tassi e rischio shutdown USA

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
26 Gennaio 2026
in Crypto

New York, 26 gennaio 2026 – Bitcoin ha aperto la settimana in netto calo, scendendo sotto la soglia degli 88.000 dollari. Una frenata che ha colto alla sprovvista gli investitori. Il crollo è avvenuto nelle prime ore del mattino a New York, tra le 7 e le 8, proprio mentre i mercati asiatici si chiudevano e quelli europei si preparavano ad aprire. L’atmosfera resta tesa: con l’attesa per una decisione chiave sui tassi di interesse della Federal Reserve, il rischio di un nuovo shutdown negli Stati Uniti e un quadro economico sempre più incerto, la principale criptovaluta torna sotto pressione.

Il momento critico: tassi, shutdown e nervosismo

La discesa di Bitcoin arriva in un momento molto delicato. La Federal Reserve, guidata da Jerome Powell, dovrebbe annunciare la sua prossima mossa sui tassi mercoledì 28 gennaio. Gli analisti di Goldman Sachs si aspettano che i livelli restino invariati, ma non si possono escludere sorprese. “La pressione si sente – spiega Mark Liu, trader a Hong Kong – molti stanno riducendo le posizioni in attesa di annunci che potrebbero non essere scontati”.
Nel frattempo, a Washington cresce la paura di un nuovo shutdown federale: dopo lo stallo di oltre venti giorni dello scorso novembre, il Congresso rimane diviso sul bilancio. Da qui il nervosismo che pesa anche sulle criptovalute. “Non riguarda solo Bitcoin – sottolinea Emma Torres, analista per The Block – tutto il settore digitale si muove con prudenza”.

I numeri: dai massimi alla correzione

Solo pochi giorni fa, Bitcoin navigava sopra i 90.000 dollari, sostenuto dalle speranze legate ai nuovi flussi istituzionali. L’ok della Securities and Exchange Commission (SEC) ai primi ETF spot sul Bitcoin – arrivato due settimane fa – aveva spinto al rialzo i prezzi. Ma il picco è durato poco. Secondo CoinMarketCap, dal massimo del 19 gennaio a 91.300 dollari il prezzo ha perso oltre il 4% in pochi giorni. Il ritorno sotto gli 88.000 dollari segna il punto più basso dallo scorso 10 gennaio.
Volumi intensi nelle ultime ore: sono stati chiusi contratti futures su Bitcoin per circa 480 milioni di dollari, dicono i dati Glassnode. Un chiaro segnale di prese di profitto e stop loss scattati in sequenza.

Reazioni contrastanti: prudenza e attese nei mercati

Le Borse europee hanno aperto contrastate dopo il tonfo notturno della criptovaluta. Francoforte e Parigi hanno iniziato in leggero rialzo, mentre Milano e Londra sono rimaste deboli. Gli investitori preferiscono la cautela: “C’è molta incertezza su più fronti – commenta Riccardo Amadori di Intesa Sanpaolo – nessuno vuole esporsi troppo prima delle decisioni della Fed”.
Non sono solo tassi e shutdown a pesare: domani sarà pubblicato il Pil Usa del quarto trimestre, con aspettative intorno al +2%.
Il nervosismo si riflette anche sulle altre grandi cripto: Ethereum ha perso il 3% nelle stesse ore, Solana quasi il 6% dal massimo settimanale.

Lo sguardo è rivolto a Washington

Ora tutti guardano verso Washington e la Fed. Le parole di Powell saranno analizzate fino all’ultima virgola: i mercati vogliono capire se la stagione dei rialzi sia davvero finita o se bisognerà attendersi altre strette monetarie. “Un taglio troppo presto potrebbe far risalire l’inflazione – avverte Paul Krugman sul New York Times – ma non intervenire rischia di frenare troppo l’economia”.
Sullo sfondo resta poi la questione dello shutdown, con scadenza al 31 gennaio. Solo allora si capirà se gli Stati Uniti eviteranno una nuova paralisi degli uffici federali, che avrebbe effetti immediati anche su Wall Street e quindi sulle criptovalute.

Nel frattempo, tra scambi veloci e tensione palpabile, il settore tiene gli occhi aperti sul prossimo passo. “L’incertezza fa parte del gioco”, ammette con un sorriso amaro Brian Lee, gestore a New York. E mentre gli schermi delle sale trading continuano a lampeggiare in rosso, c’è chi aspetta un rimbalzo o almeno una tregua temporanea.

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