Bitcoin crolla del 22% nei primi 50 giorni del 2026: peggior inizio anno mai registrato

Cristina Manetti

22 Febbraio 2026

Milano, 22 febbraio 2026 – Nei primi cinquant’ giorni del 2026, bitcoin ha perso il 22%, segnando il peggior avvio d’anno mai registrato per la criptovaluta più famosa al mondo. Un dato che, a mercato chiuso e dopo settimane di tensione sui principali exchange, mette nero su bianco uno scenario inedito per investitori, analisti e piattaforme digitali.

Bitcoin crolla: i numeri raccontano una crisi senza precedenti

La discesa è partita già nella seconda settimana di gennaio, con un calo continuo e senza veri rimbalzi. Alle 9 del mattino del 22 febbraio, il valore di bitcoin si aggirava intorno ai 33.500 dollari, molto distante dal picco di quasi 43.000 dollari toccato a fine dicembre. Secondo CoinMarketCap, si tratta della peggior partenza d’anno dalla nascita di bitcoin nel 2009. Mai prima d’ora la criptovaluta aveva subito un crollo simile così all’inizio dell’anno.

Da alcune fonti interne ai grandi exchange – come Binance e Coinbase – è arrivata conferma ad alanews.it: la pressione sulle vendite è aumentata soprattutto tra il 10 e il 19 gennaio. In quei giorni il volume degli scambi ha raddoppiato la media degli ultimi sei mesi. “Molte balene hanno iniziato a liberarsi delle loro posizioni”, spiega un broker londinese che ha chiesto l’anonimato.

Cosa ha scatenato il tracollo?

Gli esperti puntano a più cause: l’incertezza geopolitica, soprattutto la tensione commerciale tra Stati Uniti e Cina, una politica monetaria più rigida della Federal Reserve e la corsa a incassare i guadagni dopo i rialzi di fine 2025. “In molti speravano in un nuovo rally, ma alla fine ha vinto la paura”, dice Carlo Rovati, consulente finanziario di Milano. “Molti investitori hanno preferito spostare i soldi su liquidità o bond a breve termine”.

A pesare ci sarebbero anche le nuove regole imposte da alcuni Paesi europei sulla tracciabilità dei wallet digitali. Parigi e Berlino hanno fatto da apripista con norme più severe che, secondo una nota di Bloomberg del 20 febbraio, hanno raffreddato le aspettative degli operatori.

Mercato nervoso: paura tra i piccoli investitori

Nei gruppi online si respira frustrazione. “Non mi aspettavo un altro -20%, ora ho paura di vendere in perdita”, scrive alle 16:45 su Reddit ‘CryptoLuca’, uno tra quelli rimasti intrappolati nel calo. L’indice Fear & Greed pubblicato da Alternative.me mostra chiaramente lo stato d’animo: è sceso fino a quota 23 su 100, segno di “paura estrema”.

Dagli Stati Uniti arrivano segnali contrastanti. La SEC non ha ancora definito le regole per i nuovi ETF su bitcoin, mentre diverse piattaforme online segnalano un calo del 18% nei nuovi iscritti a gennaio rispetto allo stesso mese del 2025.

Effetti domino: altre criptovalute in affanno

Il tonfo di bitcoin non si è limitato alla sua quotazione. Anche Ethereum, Solana e Avalanche hanno perso terreno tra il 15 e il 27% nello stesso periodo. Il valore complessivo del mercato crypto, secondo CoinGecko al 21 febbraio, è sceso sotto i 1.300 miliardi di dollari.

“Siamo tornati indietro di quasi nove mesi in termini di capitalizzazione”, osserva Luigi Serra, analista di CryptoCompare. Per ora non ci sono ripercussioni sulle borse tradizionali, ma l’umore resta teso tra gli investitori.

E adesso? Le incognite per i prossimi mesi

Sul futuro pochi si sbilanciano davvero. “Bitcoin ha sempre recuperato dopo cadute simili”, dice Rovati, “ma la rapidità con cui sta scendendo spaventa”. Gli ultimi cinque anni offrono qualche speranza solo nei grafici. Molti guardano al prossimo halving previsto per maggio – quando le ricompense ai miner saranno dimezzate – sperando che possa segnare una svolta.

Per ora rimane un dato chiaro: bitcoin apre il 2026 con il peggior inizio della sua storia. E nelle chat Telegram degli appassionati le domande restano aperte, senza risposte certe all’orizzonte.

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