Banca d’Italia, Panetta: “Il futuro della moneta sarà solo digitale, stablecoin marginali”

Cristina Manetti

22 Gennaio 2026

Roma, 22 gennaio 2026 – Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha definito “marginale” il ruolo delle stablecoin durante un intervento a Via Nazionale, disegnando così un quadro chiaro sul futuro di una moneta completamente digitale. “In un sistema in cui la moneta sarà solo digitale – ha spiegato Panetta di fronte a economisti e banchieri alle 11 del mattino – strumenti come le stablecoin avranno un ruolo secondario, se non del tutto inutile”. Queste parole arrivano proprio mentre il dibattito sulle valute digitali, con in primo piano l’euro digitale promosso dalla BCE, si fa sempre più acceso in Europa.

Stablecoin: un ruolo da comprimarie nel futuro della moneta digitale

Panetta, che segue da tempo il progetto sull’euro digitale, è chiaro: le stablecoin “non avranno lo spazio che molti oggi si immaginano”. Queste criptovalute ancorate a un asset stabile – come l’euro o il dollaro – “possono rispondere a esigenze temporanee del mercato”, ma “con una moneta digitale della banca centrale pienamente operativa, saranno sempre più confinate a una nicchia”.

Nel suo discorso, il governatore ha sottolineato che le monete emesse dalle banche centrali offrono “sicurezza e fiducia”, mentre le stablecoin, “anche se legate a asset stabili, restano comunque strumenti privati con rischi che non si possono eliminare del tutto”. Un concetto che ricalca i timori già espressi dalla BCE e dall’ESMA.

Euro digitale: avanti con cautela e sfide regolamentari

Negli ultimi mesi la spinta verso una vera moneta digitale europea è diventata concreta. La BCE ha avviato la fase preparatoria per l’euro digitale, lavorando fianco a fianco con le principali banche centrali nazionali, Italia compresa. “Vogliamo garantire ai cittadini una moneta elettronica sicura, accessibile e pubblica”, ha rimarcato Panetta. In questo scenario, l’importanza delle stablecoin cala inevitabilmente.

Il governatore mette in guardia sui rischi legati alle stablecoin: “Possono frammentare il mercato dei pagamenti e creare instabilità finanziaria se gli emittenti privati vanno in difficoltà”. Un riferimento velato ma netto alle recenti crisi vissute da alcune piattaforme di criptovalute negli ultimi due anni.

Reazioni dal mondo finanziario: prudenza e dubbi

Le parole di Panetta hanno attirato molta attenzione tra gli esperti presenti. Numerosi analisti hanno ricordato che il passaggio alla moneta solo digitale non sarà semplice. “La vera sfida sarà mantenere la fiducia delle persone e costruire un’infrastruttura tecnologica robusta”, ha commentato Carlo Mazzaferro, docente di Economia all’Università di Bologna. In sala non sono mancate perplessità da parte di qualche banchiere privato. Uno di loro, senza voler farsi riconoscere, ha osservato: “Non si può imporre la digitalizzazione dall’oggi al domani; serve accompagnare i cittadini in questo cambiamento”.

Tra gli operatori fintech invece l’approccio è più cauto. Alcune startup vedono nelle stablecoin uno strumento valido per innovare i pagamenti internazionali e le rimesse transfrontaliere. Tuttavia anche loro sono prudenti: “Se l’euro digitale funziona bene e entra nelle abitudini quotidiane di famiglie e imprese – ammette Marco Sarti, ceo di una startup romana – lo spazio per alternative sarà molto limitato”.

Europa al lavoro: regolamentazione e tempi in vista

A Bruxelles il tema della regolamentazione delle valute digitali resta caldo. Il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), atteso nella seconda metà del 2026, punta a mettere regole più severe soprattutto sulle stablecoin e sui token privati. La Commissione Europea segue con attenzione le dichiarazioni delle banche centrali nazionali. Intanto in Italia la Banca d’Italia prepara per marzo un rapporto tecnico sugli effetti della digitalizzazione della moneta.

Fabio Panetta – che negli ultimi anni è diventato uno dei protagonisti della svolta digitale nel sistema bancario europeo – ha chiuso il suo intervento con un richiamo alla prudenza: “La transizione deve essere graduale. Evitiamo corse troppo veloci ma anche resistenze senza motivo”. Fuori dalla sala i dibattiti continuavano tra gruppetti di operatori e giornalisti, con una certezza che emergeva chiaramente: nel prossimo futuro delle finanze europee, le stablecoin rischiano davvero di restare ai margini.

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