Apple archivia un trimestre da record grazie agli iPhone 17

Il logo di Apple

Il logo di Apple | Unsplash @Laurenz Heymann - Cryptohack.it

Alessandro Bolzani

2 Febbraio 2026

Apple ha chiuso un trimestre straordinario, con ricavi trainati dagli iPhone 17. Il successo nasce da una strategia collaudata: nuovo design, autonomia eccellente, prestazioni elevate e una variante di colore accattivante, senza affidarsi a promesse esagerate o funzioni ancora acerbe. Il risultato è un prodotto concreto e rifinito, capace di attirare gli utenti più tradizionali e consolidare la leadership dell’azienda.

Un lancio prudente che ha convinto il mercato

A settembre, al debutto della gamma, Apple ha scelto la cautela: niente annunci di AI incompleta o funzionalità sperimentali. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, il focus sulla sostanza, più che sugli slogan, ha fatto la differenza rispetto al 2024, quando gli iPhone 16 erano stati presentati come “pronti per l’AI” senza offrire strumenti realmente funzionanti. La prudenza si è tradotta in fiducia da parte degli utenti, molti dei quali non cambiavano smartphone dal 2020.

Numeri record e domanda ancora superiore alla produzione

I dati ufficiali parlano chiaro: 85 miliardi di dollari solo dalla linea iPhone, con la crescita trimestrale più rapida dal 2021. La domanda è stata così elevata che Apple fatica ancora a soddisfare la produzione completa a quattro mesi dal lancio. Per il trimestre in corso, l’azienda prevede un aumento del fatturato fino al 16%, superando le stime di Wall Street.

L’ecosistema Apple resta un pilastro

Il successo non è solo hardware: l’App Store e i servizi Apple hanno contribuito a superare per la prima volta i 30 miliardi di dollari di ricavi trimestrali. Hardware, software e servizi integrati continuano a costituire un ecosistema solido e affidabile, alla base della crescita dell’azienda negli ultimi venticinque anni.

Il successo che nasconde sfide future

Tuttavia, questa sicurezza potrebbe essere illusoria. Gurman osserva che l’attuale slancio commerciale rischia di coprire un ritardo importante: Apple è indietro nella tecnologia di AI generativa rispetto ai principali concorrenti della Silicon Valley. Storicamente, l’azienda ha costruito i propri successi attorno alle grandi rivoluzioni tecnologiche, e l’intelligenza artificiale sarà la prossima sfida critica.

L’evoluzione dell’esperienza utente

Gli utenti iniziano a chiedere interazioni più naturali e servizi gestiti da agenti intelligenti, piuttosto che icone da toccare. Il modello centrato sulle app potrebbe non bastare a lungo, e l’esperienza complessiva rischia di diventare obsoleta senza un’integrazione significativa dell’AI.

L’AI ancora in ritardo

Il CEO Tim Cook non ha ancora delineato una visione chiara sull’intelligenza artificiale. L’ingresso di John Giannandrea nel 2018, per guidare l’AI, non ha prodotto i risultati sperati, e oggi la responsabilità è passata a Craig Federighi, che ha scelto di collaborare con Google per integrare i modelli Gemini. Una soluzione utile nel breve termine, ma difficile da considerare strategica per il futuro.

I concorrenti accelerano

Intanto, Meta investe massicciamente e ha già lanciato occhiali smart AI-native, mentre OpenAI sfrutta risorse e talenti anche sottraendoli ad Apple. L’obiettivo dei rivali è sviluppare dispositivi progettati fin dall’inizio per l’AI, dagli auricolari intelligenti fino a prodotti simili agli smartphone, mettendo Apple in una posizione delicata.

Il problema non è l’hardware, ma come l’intelligenza artificiale venga incorporata nell’esperienza utente. Senza AI integrata, il modello Apple, che ha sostenuto la crescita fino ad oggi, potrebbe iniziare a perdere appeal nel mercato.

La strada per restare competitivi

Per mantenere la leadership, Apple dovrà sviluppare tecnologie proprietarie, infrastrutture robuste e attirare i migliori talenti nel campo dell’AI. Senza un cambio di marcia deciso, anche i traguardi record degli iPhone 17 rischiano di rimanere isolati, mentre il settore evolve più rapidamente di quanto i numeri possano far sembrare.

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