San Francisco, 8 gennaio 2026 – Nelle prime ore di questa mattina in California, una notizia ha fatto subito il giro delle community crypto e ha scosso i canali finanziari: gli sviluppatori storici di Zcash, una delle criptovalute più note per la privacy, hanno lasciato la Electric Coin Company (ECC), la società che gestisce ZEC. Contestualmente, hanno annunciato la nascita di una nuova realtà. La reazione del mercato non si è fatta attendere: nel giro di poche ore il token ZEC ha perso oltre il 22% del suo valore, scendendo a 16,3 dollari sugli exchange principali alle 11:15 ora locale.
Crisi improvvisa per Electric Coin Company
La rottura è avvenuta tra la sera del 7 e la notte dell’8 gennaio. Il team di ingegneri e sviluppatori, che da anni lavorava sul cuore tecnico di Zcash, ha annunciato su GitHub il suo addio alla ECC. Già nella tarda serata precedente circolavano voci nei forum specializzati: alcune chat interne avevano segnalato tensioni con il management, dovute a “divergenze sulla strategia futura e sulla governance”.
La ECC ha cercato di rassicurare i possessori di ZEC con un comunicato diffuso alle 8:45 (ora del Pacifico), assicurando che “lo sviluppo del protocollo continuerà senza interruzioni”. Ma i mercati non hanno gradito. Nel giro di due ore le vendite hanno superato i 110 milioni di dollari. Nel messaggio alla community, Zooko Wilcox-O’Hearn, fondatore della ECC, ha parlato chiaro: “La separazione è stata dura”, ma ha aggiunto che “la nostra missione per Zcash resta ferma”.
Una nuova società prende forma
A guidare l’uscita è stato Nathan Wilcox, ex CTO della ECC e fratello del fondatore. Insieme a cinque sviluppatori chiave — tra cui Paige Peterson e Daira Hopwood — ha annunciato la creazione di una nuova azienda focalizzata su “soluzioni decentralizzate per la privacy finanziaria e nuove applicazioni blockchain”. Al momento non sono stati forniti altri dettagli operativi, ma fonti vicine all’ambiente crypto californiano parlano di un progetto pensato per superare limiti tecnici e regolamentari che nelle ultime settimane hanno rallentato Zcash.
Contattata da alanews.it, Paige Peterson ha commentato così: “Serve spazio nuovo per innovare. La comunità chiede trasparenza e strumenti aggiornati; la direzione fin qui presa non rispondeva più a queste esigenze”. Nessun nome ufficiale per la neonata società — solo la promessa di aggiornamenti nelle prossime settimane.
Mercati in subbuglio e timori tra gli investitori
La fuga del team tecnico non è passata inosservata tra gli investitori. Tra le 9:00 e le 11:00 il prezzo di ZEC è crollato da 20,8 a 16,3 dollari. Un calo netto del 22% che ha portato la capitalizzazione sotto i 280 milioni di dollari, un livello mai visto dallo scorso settembre. Nei gruppi Telegram sono spuntati messaggi preoccupati: “Adesso chi si occuperà delle patch?”, scrive un utente noto come ‘anonblock’. Altri temono un effetto domino sulle altre privacy coin.
Gli analisti di Glassnode segnalano un aumento insolito dei trasferimenti verso exchange centralizzati nelle ultime 12 ore. Questa volatilità potrebbe spingere a nuove vendite nei prossimi giorni. “È un colpo duro”, dice Mark Hutten dell’Osservatorio Crypto di Stanford. “Non solo per il prezzo ma per la reputazione stessa del progetto”.
Il futuro della privacy finanziaria resta incerto
Da tempo Zcash è considerata una pietra miliare della privacy finanziaria su blockchain grazie al suo protocollo Zero-Knowledge Proof. Però concorrenza agguerrita (Monero su tutti) e crescenti pressioni normative in Usa ed Europa avevano già messo alla prova la governance interna. Ora con questa spaccatura nel team tecnico e l’uscita dei volti storici si apre una fase incerta.
Nel comunicato ufficiale diffuso oggi dalla ECC si parla di nuove assunzioni e del “rafforzamento della missione originaria”. Ma non si fa cenno a chi guiderà concretamente lo sviluppo tecnico d’ora in avanti. La Zcash Foundation — partner storico della ECC — in un tweet delle 12:07 (ora italiana) invita intanto tutti a “restare uniti e non cedere al panico”.
Nei prossimi giorni saranno decisivi i movimenti dei principali validatori della rete e le mosse dei nuovi team tecnici. Solo allora capiremo se questa crisi sarà solo una battuta d’arresto o l’inizio di una nuova era per tutte le criptovalute orientate alla privacy.
