World Economic Forum riconosce XRP di Ripple: rivoluzione nei pagamenti delle banche globali

Corrado Pedemonti

21 Gennaio 2026

Zurigo, 21 gennaio 2026 – Il World Economic Forum ha inserito XRP, il token digitale di Ripple Labs, tra le soluzioni chiave per migliorare l’efficienza dei pagamenti internazionali. La conferma arriva dal rapporto presentato ieri a Davos, nel corso del summit annuale che riunisce capi di stato, leader economici e analisti del settore. La scelta si basa sulla capacità di XRP di garantire trasferimenti quasi istantanei e con commissioni molto basse. Un segnale importante, che indica un cambio di passo nell’atteggiamento delle istituzioni verso le criptovalute, finora guardate con molta cautela.

XRP cambia le regole dei pagamenti internazionali

Il World Economic Forum sottolinea come la tecnologia sviluppata da Ripple colmi le lacune dei sistemi tradizionali, specialmente nelle transazioni tra paesi diversi. Oggi i trasferimenti tra banche o società come Western Union possono richiedere dai 24 ai 72 ore, e spesso costano anche l’1% dell’importo inviato, o più quando si tratta di valute meno comuni. In questo quadro, il rapporto del WEF evidenzia come l’uso di XRP permetta “pagamenti quasi immediati e costi molto più bassi rispetto a quelli attuali”.

I dati portati dagli esperti a Davos mostrano che una transazione tramite il XRP Ledger viene confermata in pochi secondi e con spese spesso sotto al centesimo di dollaro. Una differenza che non passa inosservata non solo ai grandi nomi della finanza — come JP Morgan e Santander che stanno già valutando soluzioni simili — ma anche alle persone comuni e alle imprese che mandano denaro all’estero.

Pareri dagli esperti e reazioni sui mercati

“Non è solo una questione tecnica,” ha spiegato ieri pomeriggio Annette Müller, responsabile fintech del Forum, durante un panel gremito al centro congressi di Davos. “Ci ha colpito soprattutto la combinazione fra rapidità, sicurezza crittografica e superamento delle barriere valutarie. Sono tre elementi che poche piattaforme oggi riescono a offrire insieme.” Le sue parole sono state subito riprese dalle principali agenzie finanziarie: nei forum specializzati e sui canali Telegram dedicati alle criptovalute è esplosa una nuova ondata di discussioni su XRP, segno che la notizia ha già acceso l’interesse degli operatori e degli investitori.

Anche i mercati hanno risposto rapidamente: durante la sessione asiatica notturna il prezzo di XRP è salito di oltre il 5% in meno di due ore. Uno degli aumenti più veloci degli ultimi mesi, sebbene permangano forti oscillazioni legate al clima generale sulle criptovalute. Ma secondo gli analisti sentiti da Reuters e Bloomberg, la menzione positiva da parte del World Economic Forum ha dato a Ripple “una credibilità difficile da ignorare”, aprendo la strada a possibili collaborazioni con grandi network bancari.

Normative in bilico: le sfide sul tavolo

Non mancano però ancora dubbi e ostacoli. Il rapporto WEF ricorda che lo sviluppo di XRP dipende anche dall’evoluzione delle regole in materia: negli Stati Uniti la battaglia legale tra Ripple Labs e la Securities and Exchange Commission (SEC) ha tenuto gli investitori con il fiato sospeso per mesi. Solo lo scorso autunno, dopo una sentenza in parte favorevole a Ripple, il clima sembra essersi un po’ rasserenato. Resta comunque alta l’attenzione dei regolatori sul mondo crypto.

A Davos alcuni funzionari — tra cui la vicegovernatrice della Banca d’Inghilterra Sarah Latham — hanno ribadito quanto sia importante “armonizzare a livello globale le norme sull’emissione e lo scambio dei token digitali”. Il rischio di trovare scappatoie normative o usi impropri è concreto. Per questo motivo il WEF propone una governance condivisa, affidata a organismi sovranazionali capaci di mettere insieme regole comuni.

Futuro in bilico tra innovazione e regole

Mentre i lavori proseguono nei padiglioni di Davos — poco lontano dagli chalet dove si incontrano informalmente i leader mondiali — il rapporto del World Economic Forum invita a guardare oltre: quale spazio potranno avere criptovalute come XRP nel sistema globale dei pagamenti nei prossimi cinque o dieci anni? Al momento molte banche centrali giocano ancora d’attesa: dalla Svezia al Brasile sono tanti i progetti pilota sulle valute digitali pubbliche (le cosiddette CBDC).

Gli autori del documento WEF sottolineano che “partnership tra aziende private come Ripple e istituzioni finanziarie pubbliche potrebbero essere la chiave per sistemi più veloci ed equi”. Resta però da trovare il giusto equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela degli utenti finali. Solo allora si potrà capire se questo riconoscimento ufficiale segnerà davvero l’inizio di una nuova era nei pagamenti internazionali.

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