Wall Street crolla e Bitcoin sfida un supporto chiave: focus sull’inflazione USA di oggi

Corrado Pedemonti

15 Febbraio 2026

Milano, 15 febbraio 2026 – Ieri le borse internazionali hanno chiuso in forte calo. Il Nasdaq 100 ha lasciato sul terreno più del 2%, mentre quasi tutti gli indici europei e americani sono finiti in rosso. La giornata era partita già con qualche dubbio a Piazza Affari, ma la situazione è peggiorata nel pomeriggio, dopo l’apertura di Wall Street. Così, tra analisti e investitori si è fatta largo la domanda: siamo all’inizio di una correzione più profonda o si tratta solo di una fase di normale volatilità?

Mercati in caduta libera: cosa sta succedendo

Il crollo non ha tardato ad arrivare. Intorno alle 17.30, il Nasdaq 100 segnava un calo superiore al 2,3%, trascinato soprattutto dai titoli tech. Dietro di lui, l’S&P 500 ha perso l’1,8% e il Dow Jones l’1,5%. Sul fronte europeo, il Dax di Francoforte ha chiuso a -1,9%, il Cac40 di Parigi a -1,7%, mentre la Borsa di Milano ha lasciato sul campo l’1,6%. Particolarmente colpite sono state società come Nvidia, Tesla e Amazon, tutte con ribassi intorno al 3-4%. Una dinamica simile si è vista anche a Londra e Madrid.

Il sentiment degli operatori è cambiato improvvisamente dopo i dati dagli Stati Uniti”, spiega Carlo De Angelis, strategist di Banca Aletti. Per lui, a pesare sono stati i numeri sull’inflazione americana diffusi a fine mattinata e i timori su una Fed che potrebbe mantenere ancora a lungo una politica monetaria restrittiva.

Inflazione e tassi: la spina nel fianco degli investitori

Al centro della preoccupazione c’è sempre la crescita dei prezzi negli Usa. L’ultimo rapporto del Dipartimento del Lavoro mostra un aumento superiore alle attese per gennaio: +0,4% mese su mese e +3,2% anno su anno. Un dato che ha sorpreso molti – da Bank of America a JP Morgan – e che potrebbe far slittare il taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed.

“Ci aspettavamo un rallentamento più netto dell’inflazione,” ha ammesso Jerome Powell in conferenza stampa. “Ma per ora serve ancora prudenza”. Le sue parole hanno acceso ulteriormente i timori tra gli investitori: cresce la paura di una stretta creditizia prolungata con effetti negativi soprattutto sulle aziende più esposte al debito.

Mercati agitati dagli algoritmi: la nuova tempesta

A Londra diversi trader sentiti intorno alle 18 ora italiana hanno confermato che buona parte della discesa è stata amplificata dagli algoritmi di trading ad alta frequenza. Quando scattano certi parametri tecnici, molti sistemi automatici vendono in blocco. E così la caduta si aggrava rapidamente. “Si è creata una specie di valanga,” racconta una fonte riservata in una grande banca d’investimento. “Solo dopo circa un’ora si è vista qualche reazione con acquisti”.

Anche a Piazza Affari gli operatori parlano di un’impennata improvvisa della liquidità venduta tra le 15 e le 16.30. Da quel momento in poi i ribassi si sono alimentati da soli. I titoli bancari – già sotto pressione per timori legati al credito al consumo e alle sofferenze – sono stati fra i più colpiti.

Correzione o semplice pausa? Le prossime mosse del mercato

Ora resta da capire se questo calo segna l’avvio di una vera correzione dei mercati o se siamo davanti a un normale aggiustamento dopo i record toccati dal Nasdaq nelle ultime settimane. “Le valutazioni restano alte,” dice Andrea Greco, gestore portafoglio Azimut. “Una flessione del 5-7% nei prossimi mesi non sarebbe sorprendente”.

Molti però ridimensionano i rischi che si ripeta uno scenario come quello del 2022, quando le borse mondiali avevano perso oltre il 20% in pochi mesi. Al momento non ci sono segnali preoccupanti sul fronte della crescita globale né emergono nuovi rischi sistemici importanti. Solo se questo dovesse cambiare – avvertono dalla Borsa Italiana – potremo parlare davvero di inversione di tendenza.

Intanto sul mercato regna molta prudenza. Tutti gli occhi sono puntati sui prossimi dati macroeconomici attesi la settimana prossima – inflazione europea e prezzi alla produzione Usa – e sulle prime mosse delle banche centrali. Nel frattempo sarà difficile vedere calma nei listini: la volatilità promette di restare protagonista e gli investitori continuano a cercare risposte che per ora non arrivano.

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