Napoli, 8 gennaio 2026 – Una quasi continua attività vulcanica si sta manifestando da mesi alle pendici del Vesuvio, attirando l’attenzione di geologi e residenti. Gli esperti dell’Osservatorio Vesuviano, che tengono sotto controllo la zona con apparecchiature sempre aggiornate, segnalano che le ultime osservazioni stanno mettendo in luce movimenti interni del vulcano finora considerati poco probabili. Così, tornano a farsi vivi dubbi su fenomeni eruttivi prolungati e su possibili cambiamenti nella gestione del rischio.
Monitoraggio costante, dati sorprendenti
I primi segnali sono arrivati un po’ in sordina tra novembre e dicembre, quando una serie di lievi scosse e un’insolita emissione di gas hanno fatto accendere i riflettori sulla caldera. Sismografi, termocamere e stazioni per il rilevamento dei gas hanno colto piccoli cambiamenti nei parametri abituali: temperatura, quantità di anidride carbonica e piccole deformazioni del terreno. Tutto in poche settimane. “Ci aspettavamo una fase più tranquilla”, racconta un tecnico dell’Osservatorio. “Invece l’attività sembra essersi stabilizzata su livelli medi, ma costanti”.
Le nuove domande degli esperti
Quello che colpisce, dicono i ricercatori, non è tanto il fatto che si vedano episodi isolati, ma la loro continuità. Giovanni Vitale, vulcanologo dell’INGV, spiega: “È come se il Vesuvio respirasse con un ritmo diverso dal solito: più regolare, ma senza mai fermarsi davvero”. Ora gli scienziati si chiedono cosa significhi questo andamento lungo nel tempo per il futuro. Fino a qualche anno fa si pensava che tra un’eruzione e l’altra dovessero esserci lunghi periodi di quiete. I dati più recenti suggeriscono invece un meccanismo differente: qualcosa nelle profondità tiene in movimento i fluidi anche quando il vulcano sembra calmo in superficie.
Rischi e scenari per chi vive ai piedi del Vesuvio
La questione riguarda da vicino circa 700 mila persone, tra Napoli e i comuni intorno al Vesuvio, coinvolte regolarmente nelle prove di evacuazione. Caterina Russo, sindaca di San Sebastiano al Vesuvio, dice: “La gente vuole capire se qualcosa è cambiato nei piani di emergenza. Per ora la risposta è no: la situazione resta sotto controllo”. Però gli aggiornamenti e le comunicazioni sono aumentati. Segno che le autorità non vogliono correre rischi o sottovalutare nulla.
Tecnologia avanzata apre nuovi scenari
Le cose sono cambiate molto rispetto al passato. Fino agli anni Ottanta i dati arrivavano in ritardo e spesso erano incompleti; oggi le stazioni inviano informazioni in tempo reale ai centri di analisi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Questo permette – come ammettono gli stessi ricercatori – una “fotografia” sempre aggiornata del cuore del vulcano. Nei laboratori dell’Osservatorio si pensa non solo ai numeri attuali ma anche a quello che potrebbe succedere: un’eruzione lunga, fatta di fasi tranquille alternate a picchi improvvisi? Al momento nessuno lo esclude completamente, anche se non ci sono segnali chiari in quella direzione.
La scienza rassicura ma resta vigile
A tranquillizzare le persone ci pensano anche le università campane. Marco D’Alessandro, docente di geochimica all’Università Federico II, spiega che “non ci sono segnali preoccupanti”. Ma invita comunque a restare all’erta: “Queste anomalie vanno studiate bene – dice – perché potrebbero cambiare il modo in cui leggiamo tempi e modalità delle eruzioni”.
Tra storia e nuove incognite
Il Vesuvio è uno dei vulcani più controllati d’Europa, ma ogni nuova fase porta sempre qualche sorpresa. Chi abita qui – molti ricordano ancora i racconti degli anziani sull’eruzione del 1944 – ascolta con attenzione gli ultimi bollettini: c’è chi spera si tratti dell’ennesimo falso allarme, chi invece si domanda se sia il momento di prendere precauzioni maggiori. Per ora le autorità non lanciano allarmi immediati. Ma questa attività costante, osservata ora quasi con occhio clinico, segna una nuova pagina nel rapporto tra Napoli e il suo vulcano.
Nel frattempo la comunità scientifica promette aggiornamenti regolari. L’Osservatorio Vesuviano continuerà a pubblicare report settimanali sull’evolversi dei parametri principali. Solo allora forse si potranno chiarire alcuni dei dubbi emersi in queste settimane e capire davvero cosa sta succedendo sotto questo vulcano sempre inquieto.
