Usi Telegram? Devi stare attento: sei a rischio truffa

Truffe su Telegram

Truffe su Telegram Shutterstock - Cryptohack

Federico Liberi

1 Marzo 2026

Crescita record delle frodi digitali su Telegram: in Italia il 34% delle truffe online parte dalla piattaforma. Ecco l’allarme

Negli ultimi mesi, l’attenzione sulle minacce informatiche legate a Telegram si è intensificata, soprattutto dopo l’arresto del fondatore Pavel Durov, fermato nel 2024 all’aeroporto di Le Bourget, vicino a Parigi. La piattaforma di messaggistica, famosa per la sua crittografia avanzata e l’attenzione alla privacy, è infatti diventata uno dei luoghi virtuali più sfruttati per attività fraudolente e criminali.

L’ascesa delle frodi su Telegram e il ruolo di Pavel Durov

Secondo il Consumer Security and Financial Crime Report 2025 di Revolut, le frodi generate attraverso Telegram sono cresciute del 233% nell’ultimo anno, con un’incidenza del 21% sul totale delle segnalazioni ricevute dall’azienda fintech. Nel settore del lavoro, la quota raggiunge addirittura il 58%, con truffe che mirano soprattutto a persone in cerca di occupazione offrendo false opportunità e sottraendo dati personali o denaro.

Pavel Durov, imprenditore russo naturalizzato francese ed emiratino, è noto per aver fondato Telegram dopo l’esperienza con VKontakte (VK). Nonostante la sua immagine di difensore della libertà digitale e della privacy, Durov è stato arrestato in Francia nel 2024 con accuse legate alla mancata moderazione dei contenuti sulla piattaforma, che avrebbe permesso la diffusione di attività illegali quali traffico di stupefacenti, terrorismo, pedopornografia e riciclaggio. Dopo un periodo di detenzione preventiva, Durov ha ottenuto il permesso di lasciare il territorio francese nel marzo 2025, ma le indagini rimangono aperte.

Il panorama italiano e europeo delle truffe digitali

L’Italia si conferma il Paese europeo con il più alto tasso di truffe originate da Telegram, con il 34% delle frodi del 2025 riconducibili alla piattaforma. Nel nostro Paese, il settore degli acquisti online è particolarmente colpito: il 44% delle segnalazioni riguarda siti falsi o prodotti mai consegnati, fenomeno che continua a mietere vittime tra gli acquirenti meno esperti.

Nonostante il rapido aumento delle truffe su Telegram, Meta (Facebook e Instagram) resta ancora il principale serbatoio di frodi a livello globale, con il 44% delle segnalazioni, mentre TikTok ha visto un aumento esponenziale delle truffe, moltiplicate per sei in un solo anno, seguendo l’espansione della sua base utenti.

Il paradosso economico delle pubblicità fraudolente sui social

Uno degli aspetti più preoccupanti è che nel 2025 i social media europei hanno incassato circa 4,4 miliardi di euro da pubblicità legate a contenuti fraudolenti, un vero e proprio corto circuito in cui le piattaforme guadagnano dalla diffusione di truffe che danneggiano gli utenti e la reputazione stessa dei servizi digitali. Questo fenomeno sottolinea l’urgenza di interventi normativi per contenere il rischio e proteggere i consumatori, soprattutto in un contesto dove la crittografia e l’anonimato, pur essendo un valore per la privacy, facilitano le attività illecite.

L’arresto di Pavel Durov ha inoltre aperto un dibattito europeo sul ruolo delle piattaforme di messaggistica criptata e sulla necessità di bilanciare la tutela della privacy con la sicurezza pubblica, tema destinato a restare centrale nel dibattito politico e tecnologico dei prossimi anni.

Change privacy settings
×