Washington, 20 gennaio 2026 – L’ombra dei nuovi dazi USA sulle otto nazioni europee coinvolte nella questione Groenlandia si allunga da giorni sui mercati, con un termine preciso: il 1° febbraio. La mossa arriva direttamente dal presidente Donald Trump, tornato alla Casa Bianca deciso a imprimere una svolta netta nelle relazioni transatlantiche. Tra gli operatori finanziari si respira un clima di cautela, a tratti preoccupazione. I crypto trader, in particolare, osservano con attenzione ogni mossa, temendo scossoni improvvisi nei mercati nei prossimi dieci giorni.
Dazi e minacce: la timeline dell’ultimatum di Trump
La notizia, arrivata da Washington nelle prime ore del mattino, non ha sorpreso più di tanto le capitali europee. Era nell’aria da settimane, da quando la nuova amministrazione statunitense ha riaperto il dossier sulla sovranità della Groenlandia – tema tornato al centro dopo mesi di tensioni diplomatiche tra Stati Uniti, Danimarca e altri Paesi del nord Europa. I dazi, annunciati ufficialmente lo scorso 15 gennaio, colpiranno soprattutto prodotti tecnologici e materie prime importati da otto Paesi europei: Danimarca, Germania, Olanda e Belgio sono tra i principali coinvolti.
Dietro la decisione, spiegano fonti della Casa Bianca, c’è l’opposizione europea alla nuova base militare USA in Groenlandia e il rifiuto su alcuni accordi commerciali chiave. Trump parla di “interessi americani da difendere” e di “mancanza di collaborazione” da parte dei partner Ue. I dettagli precisi sulle tariffe non sono ancora stati resi noti – si parla di aumenti tra il 10% e il 25% su categorie selezionate – ma le linee guida sono già state consegnate agli addetti ai lavori.
Crypto trader in allerta: mercati pronti a rivedere le strategie
Nel frattempo gli operatori finanziari – soprattutto quelli legati alle criptovalute – seguono con crescente attenzione l’evolversi della situazione. Da Wall Street fanno sapere che il timore è che le piattaforme possano muoversi bruscamente anche prima della fatidica data del 1° febbraio. “Quando l’incertezza politica arriva a questo livello, spesso i capitali si spostano prima degli annunci ufficiali,” ha spiegato Kevin Marshall, senior analyst di CryptoWatch NYC, durante una conference call ieri sera alle 20 (ora italiana).
Negli ultimi due giorni si sono visti volumi insoliti su Bitcoin ed Ethereum, due asset considerati “rifugio” nei momenti di tensione geopolitica. Anche la volatilità sui principali indici azionari europei – DAX ed Euronext in testa – è aumentata nel corso della settimana. Una nota diffusa oggi da JP Morgan Research avverte: “Il rischio più grande è che la tensione commerciale scateni effetti a catena sui mercati digitali, spingendo gli investitori verso asset più sicuri.”
Europa divisa: le risposte diplomatiche restano frammentate
Dal fronte europeo le reazioni non sono state unanimi. Il ministro degli Esteri danese Lars Jensen ha commentato subito dopo l’annuncio: “Queste misure non ci sorprendono molto, ma continuiamo a puntare sul dialogo.” Bruxelles per ora si è limitata a una nota ufficiale letta alle 14 dalla portavoce della Commissione Ue: “Stiamo valutando l’impatto e ci riserviamo ogni azione di risposta proporzionata.”
Paesi come Olanda e Germania hanno già chiesto un vertice urgente per trovare una strategia comune. Ma dietro queste mosse restano evidenti le divisioni dentro l’Unione su come affrontare questo nuovo corso imposto dalla Casa Bianca. Il Parlamento europeo discuterà la questione nella sessione straordinaria convocata per il 22 gennaio a Bruxelles.
Conseguenze per imprese e consumatori: incognite sul commercio
Gli effetti concreti dei nuovi dazi – secondo gli analisti ascoltati da alanews.it – colpiranno prima di tutto le aziende esportatrici, specialmente quelle attive nei settori high-tech e chimico. In Danimarca, stima la Camera di Commercio locale, sono coinvolte almeno 320 imprese per un valore annuo intorno ai 2,1 miliardi di euro. Per i consumatori europei e americani invece l’impatto sui prezzi dipenderà dal tipo di prodotto colpito.
Al momento – dicono da Washington – non si intravedono passi indietro all’orizzonte. Solo allora forse capiremo se questa mossa dell’amministrazione Trump segnerà davvero l’inizio di una nuova stagione di scontro commerciale tra Stati Uniti ed Europa. Fino ad allora mercati e trader resteranno con il fiato sospeso.
