Trump aumenta i dazi sull’Europa: crollo delle criptovalute e Bitcoin sotto pressione

Corrado Pedemonti

19 Gennaio 2026

Washington, 19 gennaio 2026 – La notizia lanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel fine settimana, con l’annuncio di un aumento dei dazi su otto Paesi europei a causa della controversia sulla Groenlandia, ha scatenato una serie di reazioni sui mercati finanziari, soprattutto nel settore delle criptovalute. I dati delle ultime 24 ore parlano chiaro: solo domenica si sono registrate liquidazioni per circa 875 milioni di dollari, con il Bitcoin tra gli asset più colpiti dal crollo.

Dazi Usa e mercati digitali in subbuglio

L’intervento di Trump, arrivato durante un breve punto stampa nella sala Roosevelt alle 13.45 di sabato (ora locale), ha sorpreso sia i governi europei che gli operatori finanziari. “Non possiamo tollerare altre interferenze nei nostri interessi nell’Artico”, ha detto il presidente, riferendosi alle recenti mosse diplomatiche danesi in Groenlandia. Poco dopo, la Casa Bianca ha pubblicato la lista dei paesi soggetti ai nuovi dazi, tra cui spiccano Danimarca, Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Spagna e Austria.

La reazione è stata quasi immediata: nel giro di poche ore piattaforme di trading come Binance e Coinbase hanno visto una valanga di ordini di vendita che hanno trascinato il prezzo del Bitcoin sotto i 37.000 dollari, toccando i minimi degli ultimi otto mesi. Secondo Glassnode, società che monitora le blockchain, solo tra le 19 di sabato e le 19 di domenica (orario europeo) sono stati liquidati asset digitali per oltre 875 milioni di dollari. Una cifra confermata da fonti interne a Kraken, una delle principali piattaforme statunitensi.

Bitcoin e altcoin in caduta libera

Il brusco calo del Bitcoin – che in meno di dodici ore ha perso il 7% – ha trascinato giù anche le principali altcoin. Ethereum è sceso sotto i 2.100 dollari, mentre Solana e Cardano hanno registrato perdite tra il 9% e il 13%. “La notizia dei dazi ha spinto molti a cercare rifugio in asset più sicuri”, spiega Michael Prager, analista della Digital Assets Research di New York. “C’è paura di una possibile escalation commerciale tra Washington e Bruxelles”.

Guardando ai numeri, è stata la più forte ondata di liquidazioni dal crollo post-ETF dello scorso anno. Sui social – da X (ex Twitter) a Telegram – molti trader hanno espresso preoccupazione: “Non ho mai visto un panico simile su tutti i fronti”, ha scritto uno dei moderatori del canale Crypto Italia. Alcuni utenti hanno raccontato come le loro posizioni siano state chiuse in stop loss nel giro di pochi minuti.

Groenlandia, nodo caldo nelle relazioni Usa-Europa

La questione della Groenlandia è diventata uno degli elementi più tesi negli ultimi mesi tra Stati Uniti ed Europa. Il fatto che Trump abbia legato direttamente il tema a sanzioni economiche segna un cambio netto rispetto al passato diplomatico. Fonti della Commissione europea – riunita domenica sera in sessione straordinaria a Bruxelles – hanno espresso “forte preoccupazione per l’impatto delle misure sul commercio e sulla stabilità dei mercati”.

“Le dispute territoriali sono una cosa; le ripercussioni sulla finanza globale un’altra”, commenta Jean-Pierre Fabre, docente di geopolitica all’università di Lovanio. In effetti, subito dopo le prime dichiarazioni presidenziali si sono registrate forti vendite anche sui mercati tradizionali come l’indice EuroStoxx 50.

Investitori chiedono chiarezza e segnali

Gli investitori istituzionali ora guardano alle autorità di regolamentazione per capire cosa succederà. In una nota diffusa dalla SEC americana nella tarda serata di domenica si legge che “gli eventi geopolitici recenti sottolineano quanto sia importante mantenere la trasparenza nei mercati digitali”. Nel frattempo a Londra la FCA tiene d’occhio eventuali movimenti strani nei flussi in sterline verso le principali criptovalute.

Al momento non ci sono provvedimenti restrittivi contro le piattaforme europee ma – spiegano fonti della Banca centrale europea – “il rischio sistemico va monitorato continuamente”. Solo nelle prossime ore capiremo se la volatilità continuerà o se i mercati riusciranno a stabilizzarsi intorno ai nuovi livelli.

Scenari incerti per i prossimi giorni

Lunedì mattina – secondo quanto segnalano operatori italiani attivi su Bitstamp – il Bitcoin si aggirava intorno ai 37.400 dollari, con volumi ancora più alti rispetto alla media settimanale. “Tutti aspettano mosse dalle banche centrali”, confida un trader romano che preferisce restare anonimo.

Resta da vedere se la questione Groenlandia tornerà nell’agenda dei prossimi incontri bilaterali tra Washington e Bruxelles. Nel frattempo l’attenzione degli investitori resta fissa sulle dichiarazioni attese dai leader europei nel pomeriggio. A Piazza Affari l’umore è quello tipico dei lunedì incerti: occhi puntati sui listini digitali e sulle prossime mosse degli Stati Uniti.

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