Sydney, 27 gennaio 2026 – L’Australian Securities and Investments Commission (ASIC) ha messo a segno una vittoria importante contro BPS Financial, la società dietro il portafoglio digitale Qoin Wallet. La Federal Court di Sydney ha inflitto sanzioni milionarie e imposto pesanti restrizioni sulla promozione del prodotto crittografico. La sentenza, arrivata venerdì mattina, segna un passo decisivo nella regolamentazione degli asset digitali in Australia.
Multa milionaria e stop alla pubblicità del Qoin Wallet
Il giudice ha accolto quasi tutte le richieste dell’ASIC, che aveva portato avanti la causa contro BPS Financial dall’autunno del 2022. Secondo l’accusa, l’azienda con base nel Queensland avrebbe offerto il servizio Qoin Wallet per quasi due anni senza le autorizzazioni necessarie previste per i prodotti finanziari. Il risultato è una multa superiore ai due milioni di dollari australiani e un divieto che dura almeno cinque anni: niente più pubblicità o gestione di servizi simili senza i permessi richiesti.
Fonti vicine all’indagine parlano di una sanzione intorno ai 2,7 milioni di dollari (circa 1,65 milioni di euro). “Questa sentenza è un chiaro messaggio: chi offre prodotti crypto deve seguire le regole, come tutti gli altri operatori finanziari”, ha dichiarato Joseph Longo, presidente dell’ASIC.
Le accuse: mancanza di autorizzazioni e rischio per gli utenti
L’indagine dell’autorità australiana si è concentrata soprattutto sul fatto che il Qoin Wallet operava senza regolamentazione. La piattaforma, attiva dal gennaio 2020 e rivolta principalmente a piccoli commercianti e consumatori della Gold Coast, permetteva transazioni in criptovaluta Qoin fuori dai canali tradizionali.
Secondo l’ASIC, BPS Financial non ha mai ottenuto la licenza obbligatoria per distribuire strumenti finanziari digitali. Di conseguenza, non ha garantito ai clienti le tutele minime sui rischi legati al servizio. Nel dispositivo della sentenza si legge chiaro: “Le tutele previste dalla legge non sono state rispettate. Così migliaia di utenti sono stati esposti a possibili perdite economiche”.
La società ha risposto con una nota nel pomeriggio: “Abbiamo sempre agito nell’interesse degli utenti” e sta valutando se fare ricorso. Il CEO Tony Wiese ha commentato: “Siamo delusi dalla decisione ma continueremo a collaborare con le autorità per trovare una soluzione”.
Reazioni sul mercato crypto e tra gli investitori
Subito dopo la sentenza, sui forum online dedicati alle criptovalute come CryptoAus e Reddit si è acceso il dibattito. Molti utenti hanno espresso preoccupazione per i fondi bloccati su Qoin Wallet. Tra i commenti spiccano richieste di chiarimenti su come recuperare i soldi e tempi certi per eventuali rimborsi.
Amanda Chiu, analista di mercato intervistata dalla tv pubblica ABC, sottolinea che “questa sentenza rafforza la posizione dell’ASIC contro piattaforme non regolamentate”. Il caso Qoin diventa così un precedente importante che potrebbe spingere altri operatori a mettersi in regola.
Verso una regolamentazione più severa delle crypto in Australia
Negli ultimi due anni l’Australia ha aumentato i controlli sulle società che operano con gli asset digitali. Solo nel 2025 sono partite sei nuove indagini su servizi simili a Qoin Wallet. Nel frattempo il governo sta valutando riforme per aggiornare le leggi sulle criptovalute, giudicate da molti troppo lente rispetto al ritmo dell’innovazione.
La vicenda BPS Financial mette in evidenza quanto le istituzioni siano oggi più attente ai rischi per i consumatori. “Non si tratta solo di contrastare frodi”, spiega la professoressa Diana Russo dell’Università di Sydney, “ma anche di stabilire regole chiare per un settore destinato a crescere”.
Ora resta da vedere se BPS Financial presenterà ricorso nei prossimi giorni e quali saranno le conseguenze per lo sviluppo delle piattaforme crypto in Australia. Intanto agli utenti arriva un consiglio: informarsi bene prima di affidarsi a servizi non regolamentati.
