Tokenizzazione RWA in Europa: la nuova frontiera dei mercati crypto cresce rapidamente

Corrado Pedemonti

6 Febbraio 2026

Milano, 6 febbraio 2026 – La tokenizzazione degli asset del mondo reale (RWA) sta davvero prendendo piede. Non è più roba da addetti ai lavori, ma un fenomeno concreto che cresce giorno dopo giorno. I dati delle principali società di analisi, come Chainalysis e Boston Consulting Group, dicono che il valore degli asset reali “portati” su blockchain ha superato i 9 miliardi di dollari a gennaio 2026 a livello globale. In tutto questo, l’Europa si sta ritagliando un ruolo da protagonista come polo regolamentare: i report pubblicati questa settimana lo confermano chiaramente, evidenziando come gli enti comunitari stiano mettendo in campo regole più chiare e garanzie per chi investe e per le imprese.

Dalla sperimentazione al mercato reale: la crescita degli RWA

I numeri parlano chiaro: il mercato sta crescendo senza sosta. “Negli ultimi sei mesi il volume delle transazioni on-chain sugli asset tokenizzati è salito di oltre il 35%,” spiega Eva Demarchi, analista di Blockdata. A chiedere sempre più strumenti digitali basati su beni concreti – immobili, materie prime o quote societarie – sono soprattutto gli operatori istituzionali, i fondi d’investimento e anche alcune banche tradizionali.

Non si tratta più di un gioco da laboratorio. Fonti della European Blockchain Association sottolineano come la tokenizzazione stia diventando una vera e propria infrastruttura di mercato. Lo dimostrano le obbligazioni tokenizzate lanciate dalla Banca Europea per gli Investimenti o le prime offerte pubbliche digitali partite a Parigi e Francoforte, racconta un portavoce in una telefonata nel corso della mattina.

L’Europa detta le regole, tra opportunità e nodi da sciogliere

Sul piano normativo l’Unione Europea non si è fatta trovare impreparata e ha accelerato per definire le regole sulla circolazione degli RWA. La direttiva MiCA (Markets in Crypto Assets), entrata in vigore lo scorso anno, stabilisce per la prima volta un quadro unico sulle emissioni di token legati a asset reali. “Abbiamo scelto un approccio graduale e pragmatico,” ha detto il commissario Mairead McGuinness durante la conferenza stampa che ha accompagnato la presentazione del rapporto trimestrale. “Il nostro obiettivo è attrarre capitali innovativi ma senza dimenticare la tutela di risparmiatori e mercato.”

Restano però alcune questioni aperte. Gli operatori chiedono meccanismi più efficaci per la verifica delle riserve, così da assicurare che ogni asset digitale corrisponda davvero a quello fisico sottostante. Su questi punti la Commissione UE punta a lavorare con un gruppo misto formato da banche centrali e autorità di vigilanza finanziaria.

Sperimentazioni concrete: Milano guida con nuovi progetti

Nel mondo reale le iniziative non mancano. A Milano, Banca Mediolanum ha annunciato settimana scorsa un progetto pilota per tokenizzare portafogli immobiliari commerciali insieme alla start-up tedesca Brickwise. “Non è solo un esperimento,” ha spiegato l’amministratore delegato Massimo Doris. “Vogliamo offrire ai clienti l’accesso a investimenti che prima erano appannaggio dei grandi patrimoni.”

Anche la fintech francese Societe Generale-FORGE sta lavorando su prodotti legati alle materie prime, mentre in Spagna Banco Santander ha completato lo scorso novembre la sua prima emissione obbligazionaria completamente digitalizzata su piattaforma pubblica. Gli operatori, contattati via mail da alanews.it, parlano di un “passaggio graduale ma ormai senza ritorno” verso gli strumenti tokenizzati.

Cosa cambia per risparmiatori e imprese

Questo nuovo modo di operare promette vantaggi tangibili. Innanzitutto si riducono i costi delle transazioni e aumenta la trasparenza dei movimenti – aspetti cruciali secondo le società di revisione. Per le aziende, soprattutto le PMI europee, si aprono vie nuove per raccogliere capitali in modo più semplice e snello. Lo confermano anche i dati della European Investment Bank: nel solo 2025 quasi un quinto (18%) delle nuove obbligazioni emesse dalle startup innovative è passato attraverso piattaforme tokenizzate.

Attenzione però ai rischi. La volatilità tipica dei mercati crypto può riflettersi anche sugli asset reali digitalizzati; da qui l’urgenza di regole chiare sulla sicurezza informatica e sulla protezione dei dati personali.

Guardando avanti: tra sfide tecnologiche e aspettative

Gli esperti non sono tutti d’accordo sui tempi necessari perché gli RWA decollino davvero. Secondo una stima del Boston Consulting Group il valore potenziale degli RWA tokenizzati potrebbe toccare i 16 trilioni di dollari entro il 2030. “Ci sono ancora ostacoli tecnologici e normativi,” ammette Sophie Leclerc, partner dello studio parigino Klein & Partners, “ma la strada ormai è tracciata.”

Nel frattempo si aspetta che la regolamentazione europea prenda forma definitiva e che i primi progetti diano risultati concreti sul campo. Il settore guarda avanti con prudenza, ma anche con quella fiducia crescente che la tokenizzazione degli asset reali possa davvero cambiare il gioco nei prossimi anni.

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