New York, 28 novembre 2025 – **Tharimmune**, società quotata al **NASDAQ**, ha appena annunciato di aver raccolto **540 milioni di dollari** per dare vita alla **Canton Coin Treasury**. Si tratta di un passo importante nel mondo delle criptovalute e, più in generale, nella gestione delle infrastrutture **blockchain**. L’annuncio è arrivato durante un incontro con gli investitori alla Borsa di New York e segna una svolta nel modo di lanciare nuovi progetti: qui non si parla più solo di **ICO** (Initial Coin Offering), spesso viste come l’unica strada possibile.
## **Canton Coin Treasury: una nuova via rispetto alle ICO**
Secondo quanto ha spiegato ieri pomeriggio **John Melendez**, CEO di Tharimmune, il capitale raccolto servirà a creare un vero e proprio “tesoro” – la **Canton Coin Treasury** – che farà da riserva per sviluppare, distribuire e governare in futuro la nuova rete blockchain chiamata **Canton Network**. “Abbiamo scelto un modello diverso”, ha detto Melendez, “evitando le scorciatoie speculative che hanno segnato molte offerte pubbliche di criptovaluta negli ultimi anni”. All’inizio, i fondi saranno gestiti centralmente; poi, gradualmente, passeranno sotto il controllo della comunità attraverso smart contract.
Un dettaglio che conta: i 540 milioni non arrivano da piccoli investitori ma da una cordata di fondi istituzionali, family office e grandi nomi del fintech americano e asiatico. La raccolta si è chiusa in meno di tre settimane. Questo dimostra come ci sia sempre più interesse per soluzioni blockchain strutturate fuori dai tradizionali canali degli **ICO**, spesso al centro di indagini o forti oscillazioni.
## **Canton Network: la storia dietro il progetto**
L’idea del **Canton Network** nasce alla fine del 2024. Un gruppo di ricercatori di Princeton e esperti in crittografia finanziaria immaginava una piattaforma capace di unire trasparenza pubblica e privacy selettiva nelle transazioni. L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: attirare banche centrali, assicurazioni e istituzioni pubbliche. “Solo così si può pensare a un’adozione su larga scala”, aveva detto in primavera James Curran, responsabile tecnico del progetto Canton.
Evitare l’uso dell’**Initial Coin Offering** non è stato un caso. Negli ultimi anni le ICO hanno avuto alti e bassi notevoli: grandi raccolte seguite da crolli improvvisi, richieste d’indagine soprattutto dalla SEC americana e tanta incertezza per gli investitori retail. Canton Network ha scelto una strada diversa: meno marketing aggressivo, più rapporti istituzionali e obiettivi tecnici chiari lungo il percorso.
## **Mercato crypto: gli istituzionali si fanno avanti**
L’ingresso nel mondo delle **criptovalute** con strategie meno speculative come quella della **Canton Coin Treasury** apre nuovi scenari per il settore. Questo modello dimostra come la finanza tradizionale stia sempre più cercando di integrare la blockchain senza farsi trascinare dal caos delle ICO. “Serve stabilità se si vuole attirare grandi capitali”, ha confidato un manager di Franklin Templeton presente all’incontro a New York.
Il risultato è un mix interessante: soldi che arrivano da ambienti regolati, distribuzione graduale dei token (le monete digitali) e trasparenza nei processi. Ieri il titolo Tharimmune ha segnato un +6%, spinto proprio dalla fiducia degli investitori verso una gestione attenta delle risorse digitali. Ma le incognite restano: alcuni analisti della Bank of America avvertono che serviranno almeno sei mesi prima di capire se questo meccanismo funziona davvero.
## **Blockchain tra regole severe e innovazione**
È presto per dire se questa sarà davvero una svolta per il settore. Però la scelta fatta da Tharimmune potrebbe accelerare una tendenza già evidente: lasciare alle spalle le ICO aperte a tutti per passare a strutture più controllate e trasparenti. Nel frattempo, i regolatori su entrambi i lati dell’Atlantico alzano la guardia: “Nessuna innovazione può prescindere dalla sicurezza dei risparmiatori”, ha avvertito la presidente della SEC Lisa Martinez.
La partita ora si gioca su due fronti: da una parte la promessa di reti blockchain più affidabili; dall’altra il rischio che solo i grandi soggetti possano accedere fin da subito ai nuovi progetti. Come sempre succede, sarà il mercato – forse insieme a nuove regole – a decidere chi avrà ragione.