Milano, 25 marzo 2026 – Tether, la società dietro la stablecoin più grande per capitalizzazione nel mondo crypto, ha annunciato ieri sera un passo importante: un accordo con una delle società di contabilità Big Four per avviare il suo primo audit completo delle riserve. La notizia, arrivata intorno alle 18.30 dal quartier generale di Hong Kong, rappresenta una svolta strategica fondamentale per il gruppo guidato da Paolo Ardoino. Dietro questa scelta c’è la volontà chiara di aumentare la trasparenza e di mettere fine ai sospetti che da anni circondano la gestione delle riserve a garanzia degli USDT.
Audit completo sulle riserve Tether: che cosa cambia
Il nuovo audit, spiega Tether in una nota, partirà nei prossimi mesi. Non sarà una semplice verifica periodica come quelle fatte finora, affidate a BDO Italia e limitate a revisioni trimestrali, ma un controllo molto più approfondito su tutta la gestione finanziaria della società. Fonti vicine al dossier raccontano che saranno coinvolti diversi livelli di controllo, sia interni che esterni. “Vogliamo mandare un segnale chiaro al mercato – ha detto Ardoino – dimostrando che i nostri asset sono sempre completamente garantiti”.
Questa decisione arriva dopo anni di critiche lanciate da analisti, media e watchdog internazionali. Non è certo la prima volta che Tether prova a fare passi verso più trasparenza, ma finora mancava un vero audit indipendente firmato da uno dei giganti del settore contabile. Il nome esatto dello studio scelto – fra Deloitte, KPMG, PwC o EY – non è stato ancora svelato. Due fonti vicine al settore sostengono però che l’accordo sia stato chiuso nei giorni scorsi, dopo trattative partite nel quarto trimestre del 2025.
Trasparenza e controlli: la richiesta degli investitori
La domanda principale resta sempre la stessa: quanti e quali sono davvero gli asset che coprono i circa 104 miliardi di dollari in USDT oggi in circolazione? Negli ultimi mesi sono tornati spesso i dubbi sul reale ammontare di titoli di Stato USA, obbligazioni societarie e altri strumenti tenuti da Tether a garanzia dei token. Fino ad ora le verifiche erano solo “istantanee” periodiche del bilancio. Questo nuovo audit invece promette dati molto più dettagliati sulle riserve e sui rischi collegati.
Investitori istituzionali e trader, che si affidano agli USDT per spostare liquidità tra borse internazionali o come “ancora” nelle fasi più turbolente dei mercati crypto, chiedono da tempo controlli più stringenti. “Serve chiarezza totale per evitare rischi sistemici”, spiega Giulia Mattei, analista del centro studi Blockchain Italia. “Solo un audit completo può farci capire se dietro ogni dollaro emesso c’è davvero un asset liquido pronto a coprirlo”.
Pressioni regolatorie e mosse del mercato globale
La scelta di Tether è stata anche spinta dalle crescenti pressioni delle autorità. Stati Uniti ed Europa lavorano da mesi su regole più rigide per le stablecoin, viste ormai come il punto debole dei pagamenti digitali. Nel 2023 la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) americana aveva già chiesto controlli più severi sulle riserve Tether; nel 2024 sono arrivati avvertimenti ufficiali anche dall’Autorità Bancaria Europea (EBA).
Un avvocato esperto del fintech londinese racconta: “Dopo il tracollo della stablecoin Terra nel 2022 e le indagini sulle grandi piattaforme globali, il quadro normativo si è fatto molto più severo”. Solo allora Tether ha intensificato i colloqui con consulenti internazionali fino alla decisione annunciata ieri.
Le ricadute sul settore crypto
Questa mossa viene vista dagli addetti ai lavori come un tentativo di rafforzare la posizione di USDT, soprattutto alla luce della concorrenza sempre più agguerrita da parte di stablecoin regolamentate come USDC (Circle) ed EURC. Da inizio anno il volume medio giornaliero scambiato in USDT supera i 60 miliardi di dollari: numeri impressionanti, ma basati su equilibri delicati. Basta poco perché scatti una corsa agli sportelli digitali o vendite a catena.
“Per noi è questione di fiducia”, conferma Andrea Rossi, trader indipendente tra Milano e Singapore. “Un audit serio può evitare crisi improvvise ma deve essere davvero trasparente”. Intanto il prezzo di USDT continua a mantenersi stabile intorno alla parità con il dollaro.
Non ci sono ancora date precise per i risultati dell’audit: alcune fonti parlano dei primi dati entro settembre 2026. Per tutto il settore però la vera sfida sarà vedere scritto nero su bianco il valore reale delle riserve Tether — senza zone d’ombra né dichiarazioni troppo vaghe.
