Milano, 10 aprile 2026 – La piattaforma di cryptotrading Bitget ha presentato oggi una novità destinata a far parlare: IPO Prime, un servizio che apre le porte agli investitori per mettere le mani prima di tutti sulle società in arrivo in Borsa. Tra le novità, spicca preSPAX, un token che permette di puntare pre-IPO su SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk. L’obiettivo? Attirare chi vuole giocare d’anticipo sulle mosse più importanti del mercato. L’annuncio è stato diffuso questa mattina, poco dopo le 9, direttamente dalla sede asiatica della piattaforma.
Bitget apre la finanza “privata” a tutti gli utenti
Gracy Chen, managing director di Bitget, ci mette la faccia e promette: “Vogliamo offrire a tutti quello che prima era riservato solo ai grandi investitori istituzionali e ai fondi di venture capital”. In pratica, con IPO Prime si potrà partecipare, attraverso allocazioni o trading OTC (ossia fuori dai mercati ufficiali), all’acquisto e allo scambio di token legati a società pronte a debuttare in Borsa. E qui entra in gioco proprio preSPAX: un token che dà “esposizione indiretta” alla futura IPO di SpaceX replicandone il valore stimato.
Bitget sottolinea che questa formula permette anche ai piccoli investitori di entrare nel gioco delle aziende “private”, saltando alcune barriere tradizionali del mondo finanziario. Ogni token preSPAX nasce sulla blockchain, tenendo traccia dell’andamento reale degli asset sottostanti. “Vogliamo abbattere i confini geografici e burocratici che finora hanno bloccato i piccoli risparmiatori”, ha spiegato Chen durante la conferenza.
Come funziona preSPAX: il token SpaceX spiegato semplice
Secondo i documenti pubblicati da Bitget, il token preSPAX sarà disponibile attraverso varie finestre di allocazione: vere e proprie lotterie dove gli utenti si candidano per aggiudicarsi una quota limitata. In alternativa, si potrà comprare o vendere sul mercato secondario tramite transazioni OTC, cioè accordi diretti tra acquirenti e venditori lontano dai grandi exchange.
Il valore del token dovrebbe riflettere quello stimato delle azioni SpaceX basandosi sugli ultimi round privati. Per ora però non si sa quante unità saranno emesse né come sarà esatta la conversione tra token e azioni dopo la quotazione.
Un punto importante riguarda la sicurezza degli investitori: se SpaceX dovesse rinunciare all’IPO nei prossimi cinque anni o se cambiassero le regole del gioco, Bitget ha assicurato che entreranno in vigore “clausole di rimborso”. I dettagli tecnici però sono ancora da definire.
Il rovescio della medaglia: i rischi dell’investimento pre-IPO in cripto
Nel mondo crypto il rischio è sempre dietro l’angolo. Bitget lo ammette senza giri di parole: “PreSPAX non è uguale alle vere azioni SpaceX”, recita il comunicato ufficiale. Il prezzo del token può muoversi anche molto distante da quello delle azioni reali una volta quotate. Come sottolinea l’analista finanziario Lorenzo Bellini, “la normativa è ancora poco chiara e ogni investimento su aziende non quotate porta con sé molta incertezza”.
Non è una strada nuova quella della tokenizzazione degli asset privati. Già Binance e FTX (prima del loro tracollo) avevano provato progetti simili con risultati altalenanti. Per preSPAX pesa anche l’incognita regolamentare: la SEC americana e diverse autorità europee hanno più volte messo in guardia contro operazioni che cercano di replicare quote societarie tramite strumenti digitali.
SpaceX nel mirino: perché puntare su Musk & co.
Non sorprende la scelta di puntare su SpaceX: secondo PitchBook a marzo 2026 la società vale circa 180 miliardi di dollari. Tra gli investitori degli ultimi round privati ci sono nomi importanti come Andreessen Horowitz e Sequoia Capital. Ma quando arriverà davvero l’IPO al Nasdaq? Non c’è ancora una data precisa: si parla del 2027 o 2028, ma fonti vicine al dossier ricordano che “il processo è ancora molto fluido”.
La mossa di Bitget non è solo commerciale, ma anche una scommessa sul settore tech delle IPO – un terreno sempre incerto negli ultimi anni. Resta qualche dubbio sulla trasparenza e sulla tutela dei piccoli investitori. A chiudere il quadro ci pensa un commento dal canale Telegram ufficiale della piattaforma: “Speriamo non sia solo fumo negli occhi. Con questi token si rischia davvero di bruciarsi presto”.
