Short Squeeze Scatena Liquidazione Record su Top 500 Criptovalute: Segnali di Ripresa nel Mercato Crypto

Salvatore Broggi

15 Gennaio 2026

Milano, 15 gennaio 2026 – Nel mondo delle criptovalute, lunedì si è assistito alla più grande liquidazione di posizioni short sulle prime 500 monete digitali da ottobre scorso, quando il mercato aveva subito un crollo che aveva fatto sparire circa 19 miliardi di dollari. Secondo i dati raccolti da piattaforme specializzate come CoinGlass, gli operatori sono stati costretti a chiudere in fretta le loro scommesse al ribasso, spinti da un rimbalzo dei prezzi inatteso e dal ritorno di segnali di fiducia. Gli esperti vedono in questi movimenti i primi segnali di una possibile ripresa dei mercati digitali.

Criptovalute: una valanga di liquidazioni spinta dal rally

Lunedì mattina, tra le 7 e le 13 ora italiana, i principali exchange hanno registrato liquidazioni forzate per circa 320 milioni di dollari, concentrate quasi tutte su posizioni short. Una situazione che non si vedeva dal 14 ottobre scorso, il giorno del crollo lampo che in pochi minuti aveva fatto perdere miliardi alle criptovalute. A commentare la situazione è stato Luca Ronchi, analista senior presso la sede milanese di CryptoDesk: “Negli ultimi giorni le vendite allo scoperto erano cresciute molto. Molti puntavano a un calo ulteriore del mercato, invece i prezzi sono saliti all’improvviso. Questo ha costretto chi scommetteva al ribasso a comprare rapidamente per coprirsi”.

Tra le monete coinvolte, Bitcoin ed Ethereum hanno fatto da protagoniste. Il prezzo del Bitcoin ha superato quota 43.000 dollari, mentre Ethereum ha raggiunto i 2.350 dollari, livelli che mancavano da oltre due mesi. “Il rally – aggiunge Ronchi – si è esteso anche alle altcoin, spingendo molti trader a chiudere posizioni con perdite pesanti”.

Un segnale di svolta o solo una fiammata?

Gli investitori adesso si chiedono se questo recupero possa reggere. I dati raccolti da Glassnode, società svizzera specializzata in analisi on-chain, mostrano un aumento degli afflussi nei principali portafogli digitali e meno pressione sulle vendite. “Siamo in un momento delicato”, spiega Sara Bellini, consulente di Digital Asset Consulting. “Le liquidazioni short ci dicono che molti non si aspettavano questo rimbalzo improvviso. Però i fondamentali restano fragili: il buon umore potrebbe sparire se torna la volatilità o se arrivano brutte notizie dall’economia reale”.

I segnali però non sono tutti positivi: alcune piattaforme decentralizzate continuano a mostrare volumi più bassi rispetto all’estate scorsa e sui social cresce il clima di cautela tra gli investitori retail. “Abbiamo visto fiammate simili anche in passato”, ammette Bellini, “solo col tempo capiremo se il mercato potrà davvero sostenere questa spinta al rialzo”.

Il confronto con il crash di ottobre

L’ultima volta che si è vista una liquidazione così ampia risale al 14 ottobre 2025, quando un crollo improvviso travolse l’intero settore delle criptovalute. Quel giorno la capitalizzazione totale scese sotto i 900 miliardi di dollari: in sole ventiquattr’ore sparirono più di 19 miliardi tra panico e liquidazioni massive sia long che short. I principali osservatori ricordano come cause i rumors su possibili interventi regolatori negli Stati Uniti e la temporanea chiusura di alcune piattaforme asiatiche.

Questa volta lo scenario sembra diverso. Il rimbalzo appare guidato da fattori tecnici: in particolare l’accumulo consistente di Bitcoin nei portafogli delle cosiddette “whale” e una minore offerta sugli exchange centralizzati. “Non c’è stato nessun annuncio choc”, precisa Ronchi, “solo un lento riadattamento delle posizioni da parte dei grandi operatori”.

Mercati in attesa: settimane decisive all’orizzonte

Nei forum specializzati si moltiplicano le discussioni sull’impatto che questa ondata di liquidazioni potrà avere nel medio periodo. Secondo CoinMetrics, la leva finanziaria complessiva sulle piattaforme future è tornata ai livelli più bassi da agosto 2025, segno che molti speculatori stanno tirando i remi in barca dopo la batosta subita.

La partita è ancora aperta. Gli operatori professionali tengono d’occhio l’andamento dei mercati tradizionali e le mosse delle banche centrali, soprattutto alla vigilia delle decisioni della Federal Reserve su tassi e inflazione. “Il mondo delle criptovalute resta strettamente legato al quadro macroeconomico globale”, ricorda Bellini. “Se la situazione dovesse stabilizzarsi, potremmo vedere una fase più positiva nei prossimi mesi”.

Intanto fra gli investitori privati prevale ancora prudenza. C’è chi – come racconta il trentenne milanese Gabriele C., intervistato a Porta Romana – ha scelto di ridurre l’esposizione: “Ho imparato a mie spese quanto tutto qui può cambiare velocemente”, confessa, “meglio prendere qualche profitto e aspettare tempi meno turbolenti”.

Gli occhi restano puntati sui prezzi e sulle mosse dei grandi player internazionali, in attesa del prossimo colpo di scena che nel mondo cripto sembra sempre dietro l’angolo.

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