Sensori di Movimento 2025: Come Funzionano e Perché Installarli in Casa per la Massima Sicurezza

Giulio Righi

6 Dicembre 2025

Milano, 6 dicembre 2025 – Negli ultimi mesi, molti milanesi e cittadini di altre città italiane hanno ricevuto consigli da forze dell’ordine, esperti di sicurezza o vicini preoccupati: valutare l’installazione di sensori di movimento in casa. Il motivo? Aumentare la protezione contro furti e intrusioni, in un periodo in cui gli avvistamenti di situazioni sospette – soprattutto nei quartieri residenziali – non accennano a diminuire.

Sensori di movimento: come funzionano e perché sono utili

I sensori di movimento sono tra le soluzioni più diffuse per la sicurezza domestica. Questi dispositivi “captano” la presenza o il passaggio di persone in un’area, spesso grazie a tecnologie a infrarossi o microonde. Se rilevano qualcosa di strano, possono far scattare allarmi sonori, mandare messaggi sul cellulare del proprietario o collegarsi direttamente alle centrali delle società di vigilanza privata.

Marco T., tecnico specializzato nella zona nord di Milano, racconta: “Le richieste sono aumentate dopo alcuni furti avvenuti quest’autunno. Spesso sono i condomini stessi a chiamarci per un controllo. Ci telefonano verso le 19, quando rientrano e trovano tracce sospette nei cortili”. Secondo i dati della Questura di Milano, da settembre a novembre 2025 sono state denunciate circa 320 intrusioni tentate nelle abitazioni private.

Il punto di vista dei residenti e il ruolo delle forze dell’ordine

La pressione per dotarsi di sistemi di sicurezza arriva anche da assemblee condominiali e chat tra vicini, soprattutto nei quartieri Isola e Lambrate. Giulia B., impiegata trentacinquenne che abita in via Folli, racconta: “All’ultima riunione l’amministratore ci ha consigliato almeno un sensore all’ingresso. Ha detto che bastano poche decine di euro per aumentare la protezione”.

Le forze dell’ordine sottolineano quanto questi strumenti siano utili come prevenzione. Il vicequestore Carlo Della Porta spiega: “Non serve solo reagire ai furti già avvenuti, ma evitare che succedano. I ladri cercano sempre il posto più facile, quello dove rischiano meno. Un allarme o una luce improvvisa spesso li fanno scappare”. L’Osservatorio nazionale sulla sicurezza urbana conferma: le case con sistemi elettronici hanno quasi il 40% in meno di probabilità di essere violate rispetto a quelle senza.

Quanto costano e quanto sono diffusi i sensori

Oggi sul mercato si trovano tanti modelli diversi di sensori di movimento, per interni ed esterni. I più semplici costano intorno ai 25 euro, sia nei negozi che online; quelli più sofisticati, con telecamere integrate o collegamento diretto alle centrali operative, arrivano fino a 200-250 euro. L’installazione è rapida – spesso meno di un’ora – e molti funzionano con batterie sostituibili, senza dover toccare l’impianto elettrico.

A Monza, un artigiano della zona sud racconta che la domanda è cresciuta soprattutto tra famiglie con bambini piccoli: “Molti credevano che fossero costosi o complicati da montare, invece ora ci sono soluzioni semplici da installare anche in case in affitto”. Solo a ottobre 2025, secondo la Camera di commercio di Milano, ne sono state vendute oltre 7.000 unità nella provincia.

Dubbi e limiti dei sensori

Non tutti però si fidano ciecamente dei sensori. Alcuni residenti lamentano falsi allarmi causati da animali domestici, passaggi accidentali o malfunzionamenti notturni. E poi c’è chi dubita dell’effettiva utilità se non arriva subito un intervento concreto delle autorità. Paola S., pensionata in zona Dergano, osserva: “Il sensore può suonare quanto vuole, ma se nessuno arriva subito? E se i ladri ormai conoscono questi dispositivi?”.

Le aziende rispondono puntando su tecnologie più avanzate: telecamere con riconoscimento facciale, app integrate e servizi automatici per il pronto intervento. Ma la raccomandazione delle autorità rimane chiara: “I sensori devono essere solo una parte della difesa – porte blindate, serrature robuste e attenzione alle finestre aperte restano fondamentali”, ribadisce il vicequestore Della Porta.

In fondo, questa crescente attenzione alla sicurezza domestica riflette una paura reale ma anche una nuova mentalità sulla prevenzione. Per tanti milanesi (e non solo), mettere un sensore significa tornare a casa con un pensiero in meno. Solo così si può davvero parlare di tranquillità tra le mura domestiche.

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