Roma, 30 novembre 2025 – **In India un gruppo di paleontologi internazionali ha fatto una scoperta straordinaria: una nuova specie di serpente fossile, chiamata Vasuki indicus, vissuta circa 47 milioni di anni fa, durante l’Eocene.** Il ritrovamento, avvenuto nei sedimenti della regione del Gujarat, ha aperto nuove domande sulle dimensioni dei grandi predatori di un tempo e ha cambiato la nostra visione dell’ecosistema antico. Secondo gli studiosi, questo rettile poteva essere più lungo del celebre Titanoboa, finora ritenuto il più grande serpente mai esistito.
## **Vasuki indicus: un gigante dalle proporzioni leggendarie**
Il nome **Vasuki indicus** si ispira a una figura mitologica indiana – Vasuki, il serpente che avvolge il collo del dio Shiva – un indizio sulle dimensioni di questo animale. Il fossile è stato trovato nella miniera di lignite di Panandhro, nel Kutch, ed è formato da oltre 25 vertebre collegate tra loro. Dalle misure ricavate, si stima che l’esemplare potesse raggiungere dai 10 ai 15 metri di lunghezza. «È una scoperta davvero eccezionale», ha commentato Debajit Datta, uno degli autori dello studio pubblicato su “Scientific Reports”.
Il confronto con **Titanoboa cerrejonensis**, scoperto in Colombia e lungo fino a 14 metri, è inevitabile. Ma i ricercatori sottolineano alcune differenze importanti: Vasuki aveva un corpo più massiccio e robusto, mentre Titanoboa era più snello. In entrambi i casi si parla comunque di animali che potevano superare la tonnellata di peso.
## **Un cacciatore d’acqua e terra nell’Eocene**
Durante l’**Eocene**, il clima in India era molto diverso rispetto a oggi: caldo e umido, con foreste fitte e tanti fiumi. In questo ambiente Vasuki era probabilmente il top predator. «Era un animale impressionante», spiega Datta, «capace di cacciare prede grandi come mammiferi acquatici o forse rettili simili ai coccodrilli».
Le vertebre mostrano segni che suggeriscono uno stile di vita semi-acquatico, simile agli attuali anaconda. Inoltre, alcuni segni d’usura indicano che questi serpenti crescevano lentamente e potevano vivere molti anni. Gli esperti pensano che le temperature elevate e l’abbondanza di prede abbiano favorito queste dimensioni giganti.
## **Una scoperta che cambia la storia**
La presenza di **Vasuki indicus** fa nascere nuovi dubbi sulle origini dei serpenti giganti. Fino ad oggi Titanoboa sembrava un caso unico; ora sappiamo che in Asia esisteva un “concorrente” altrettanto imponente. I resti datano a circa 47-48 milioni di anni fa, poco dopo l’estinzione dei dinosauri, quando mammiferi e rettili iniziavano a riconquistare i loro spazi.
«All’epoca l’India era ancora un’isola in movimento verso l’Eurasia», aggiunge Datta, «e rappresentava un crocevia per molte specie diverse». La scoperta dimostra che qui vivevano predatori giganteschi simili a quelli sudamericani. Lo scheletro sarà presto esposto al Museo statale di Bhuj; l’annuncio ufficiale arriverà il mese prossimo.
## **Rivedere i “giganti” del passato**
La notizia ha già acceso l’interesse degli esperti ma anche degli appassionati. Nei laboratori dell’Università di Delhi studenti e ricercatori si sono affollati per vedere le prime immagini delle vertebre fossilizzate. «Potrebbe rivoluzionare il modo in cui guardiamo all’evoluzione dei grandi serpenti», ha detto una studentessa durante la visita.
Le analisi continueranno nei prossimi mesi: i paleontologi vogliono ricostruire lo scheletro completo in digitale per capire con precisione la lunghezza reale dell’animale e confrontarla con altri giganti fossili. Solo allora sapremo se davvero Vasuki batte Titanoboa in lunghezza.
Nel frattempo, tra le vecchie teche dei musei e le sabbie rosse del Gujarat, la leggenda del “serpente re” aggiunge un nuovo capitolo. **La paleontologia indiana torna così protagonista sulla scena mondiale**, più viva che mai.