Scoperta Straordinaria in Britannia: Da un Martello a un Tesoro Romano Inestimabile del 1992

Salvatore Broggi

26 Gennaio 2026

Londra, 26 gennaio 2026 – In una giornata uggiosa tra i campi del Suffolk, quasi per caso, è venuta alla luce una delle scoperte archeologiche più importanti dell’Inghilterra moderna. Era il 1992 quando un appassionato di metal detector ha trovato quello che oggi conosciamo come il Tesoro di Hoxne: un insieme di oggetti d’oro e d’argento risalenti all’epoca romana, tra i più ricchi mai trovati in Britannia. Un ritrovamento del tutto casuale, come raccontano i protagonisti, che ha cambiato per sempre il modo di vedere la presenza romana nel territorio.

Quando un hobby porta a una scoperta straordinaria nel Suffolk

Era il 16 novembre quando Eric Lawes, pensionato con la passione per la ricerca con il metal detector, stava rovistando in una fattoria vicino al villaggio di Hoxne, non lontano da Ipswich. Come ricordava lui stesso, quel giorno cercava un martello perso da un amico contadino, non monete o antichità. Poi, a pochi centimetri sotto terra, è arrivato quel classico segnale metallico che ogni cercatore sogna. In pochi minuti, con le mani ancora sporche di terra, ha cominciato a vedere spuntare alcune monete: alcune ancora lucide, altre annerite dal tempo.

Una scoperta destinata a cambiare la storia britannica

Quel ritrovamento non è rimasto un fatto isolato. Dopo aver trovato i primi oggetti, Lawes ha subito avvisato le autorità locali: prima la polizia e poi il British Museum. Sul posto sono arrivati archeologi e studiosi che hanno subito delimitato l’area e iniziato gli scavi veri e propri. “Appena abbiamo iniziato a scavare sul serio,” ha raccontato Roger Bland del museo londinese, “abbiamo capito che era qualcosa di davvero eccezionale”.

Il British Museum riporta che dentro quel deposito sono state recuperate oltre 15.000 monete, perlopiù d’oro e d’argento. A questo si aggiungono circa duecento oggetti tra vasellame, gioielli, cucchiai decorati e piatti finemente lavorati. Un tesoro senza paragoni in termini di quantità e qualità nel Regno Unito.

Un patrimonio prezioso dell’età tardo-romana

Gli esperti hanno datato il tesoro alla fine del IV secolo d.C., un periodo difficile per l’Impero Romano in Britannia, segnato da instabilità politica e minacce barbariche. Probabilmente una famiglia benestante – forse proprietari terrieri o funzionari imperiali – nascose in fretta questi beni nel tentativo di metterli al sicuro dal saccheggio. “Molti oggetti erano ancora avvolti in tessuti ormai disfatti,” spiegava Catherine Johns, curatrice al British Museum durante gli scavi. “Questo fa pensare che chi li nascose contasse di recuperarli presto. Invece non tornarono mai.”

Tra i pezzi più significativi spiccano una coppa d’argento decorata con animali, un anello d’oro finemente inciso con Cupido e diversi cucchiai con nomi latini come “Aurelius Ursicinus”. Tutto questo testimonia una ricchezza diffusa e un livello artistico molto alto negli ultimi anni della presenza romana sull’isola.

Cosa ci ha insegnato il Tesoro di Hoxne

Il valore della scoperta va oltre il materiale: il Tesoro di Hoxne ha offerto nuovi spunti sulle abitudini sociali ed economiche della Britannia romana, contribuendo a riscrivere parte della sua storia. Le monete – alcune con l’effigie degli imperatori Onorio e Arcadio – hanno permesso agli studiosi di datare con precisione la fine del controllo romano nella regione.

Negli anni successivi alcuni reperti sono stati esposti nelle sale del British Museum attirando migliaia di visitatori da ogni parte del mondo. La notorietà del tesoro ha anche acceso il dibattito sulle regole per proteggere il patrimonio: nel 1996 è nata la “Treasure Act”, legge che regola i ritrovamenti fortuiti e incentiva chi li segnala alle autorità.

Un’eredità che continua a vivere

A oltre trent’anni da quella mattina nei campi fangosi del Suffolk, il Tesoro di Hoxne resta una tappa fondamentale per chi studia l’antichità britannica. Eric Lawes, l’uomo che cercava solo un martello smarrito, ricevette una ricompensa importante – oltre un milione di sterline – secondo la legge inglese sull’archeologia. Oggi quel tesoro affascina storici ma anche semplici curiosi: non solo per il valore degli oggetti ma per la storia umana che racconta. Un filo sottile tra passato e presente; da una ricerca casuale nei campi a uno squarcio sulla fine dell’epoca romana nel cuore della vecchia Britannia.

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