Roma, 20 gennaio 2026 – Si riaccende la battaglia tra Ryanair ed Elon Musk sul wifi in volo con Starlink, che torna a far discutere in queste ore. Lo scontro tra il patron di SpaceX e la compagnia low cost irlandese non è certo una novità, ma sembra destinato a non esaurirsi presto. Al centro, la sfida sulla possibilità di avere internet veloce sugli aerei commerciali, un tema caldo che divide due visioni opposte.
Ryanair contro Starlink: due visioni a confronto
Da una parte c’è Ryanair, con Michael O’Leary che ieri mattina non ha usato mezzi termini dopo l’ultima provocazione di Musk su X. Per la compagnia low cost “installare Starlink significherebbe aumentare i costi e mettere a rischio il modello a basso prezzo”. Dall’altra Musk ha risposto poche ore più tardi, definendo “superata” la scelta di far volare i passeggeri senza internet per risparmiare qualche euro.
A Dublino i tecnici di Ryanair hanno subito spiegato che “peso e manutenzione dei terminali Starlink sono un problema concreto”, sia per i costi che per l’efficienza dei voli. Con più di 400 Boeing 737 in flotta, Ryanair teme che i benefici promessi non si sposino con l’esigenza di voli veloci e biglietti economici.
Connettività in volo: il nodo è il costo
Secondo gli esperti consultati da alanews.it, il vero problema sta nel prezzo. Il servizio Starlink costa intorno ai 200mila euro l’anno per ogni aereo. Una spesa importante, soprattutto per chi fa voli brevi e ad alta frequenza come Ryanair. Come ha detto lo stesso O’Leary: “Per noi è fondamentale mantenere tariffe basse. Il wifi? La maggior parte dei nostri passeggeri non lo chiede”.
Musk invece insiste sulla “democratizzazione dell’accesso a internet”, promettendo connessioni rapide anche su rotte finora fuori portata del segnale terrestre. Ha però ammesso che la vera sfida è “convincere le compagnie a puntare sull’innovazione e non solo sul marketing”.
Dietro questa lite c’è una partita più grande. Compagnie come Lufthansa, Air France-KLM ed Emirates già usano o testano servizi wifi satellitari (non solo Starlink), soprattutto su tratte lunghe dove i clienti sono pronti a pagare di più. Ryanair resta fedele alla sua strategia: voli rapidi e taglio netto ai servizi extra.
Toni accesi e mercato europeo in bilico
Il confronto tra Ryanair e Musk ha preso anche una piega ironica. Nei giorni scorsi Musk ha postato su X la foto di un passeggero che scriveva una cartolina su un volo Ryanair, mentre O’Leary ha replicato con un video dalla sede irlandese: “Quando davvero chiederanno internet invece di prezzi bassi, ne riparleremo”.
Il dibattito arriva mentre in Europa si cerca un equilibrio tra domanda crescente di servizi digitali e la necessità di tenere bassi i costi. Un report dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) diffuso a dicembre mostra come solo il 17% dei passeggeri sui voli europei dia molta importanza al wifi in volo, mentre sulle tratte intercontinentali questa percentuale supera il 50%. Numeri cruciali per decidere se investire o no nella tecnologia satellitare.
E adesso? Il futuro della connettività in volo
Per ora non ci sono trattative ufficiali tra Ryanair e SpaceX per portare Starlink sugli aerei irlandesi. Fonti interne all’azienda – che preferiscono restare anonime – confermano: “La linea è netta: niente wifi né gratis né a pagamento, almeno fino alla fine del 2026”.
Intanto Musk promette nuovi dispositivi più economici per abbattere i costi dei terminali satellitari. Ma basterà questo a convincere le compagnie low cost? Sono loro quelle più attente ai margini stretti, meno ai servizi extra.
Nel frattempo la sfida va avanti tra tweet e frecciate pubbliche, raccontando bene le diverse anime del trasporto aereo europeo oggi, diviso fra innovazione tecnologica e modelli economici sempre sotto pressione.
