QuitGPT: nasce il movimento contro ChatGPT

Nasce il movimento QuitGPT

Nasce il movimento QuitGPT | Shutterstock - alanews

Federico Liberi

22 Febbraio 2026

La campagna #QuitGPT, sostenuta da oltre 700.000 utenti e da Mark Ruffalo, solleva dubbi su legami politici di OpenAI

San Francisco, 22 febbraio 2026 – Ha preso piede sul web un movimento di protesta denominato #QuitGPT, che invita gli utenti a rinunciare a ChatGPT, il noto chatbot sviluppato da OpenAI. La campagna ha raccolto oltre 700.000 adesioni, tra cui quella dell’attore Mark Ruffalo, noto per il suo impegno politico e sociale, particolarmente in relazione alle tematiche dei diritti civili e delle ingiustizie sociali.

QuitGPT, la protesta contro OpenAI: motivazioni politiche e tecniche

Il movimento #QuitGPT contesta apertamente i presunti legami tra OpenAI e l’area politica trumpiana, denunciando che il presidente di OpenAI, Greg Brockman, e sua moglie avrebbero effettuato donazioni per oltre 25 milioni di dollari al movimento MAGA nel 2025, cifra che supera di 26 volte quella di altre grandi aziende del settore tecnologico. Sul sito ufficiale di #QuitGPT si legge: “Non vogliamo finanziare chi sostiene politiche che danneggiano la democrazia e i diritti umani”. La campagna invita così a preferire alternative come Gemini di Google o Claude di Anthropic.

Parallelamente, la protesta si fonda anche su critiche tecniche: molti utenti lamentano infatti le prestazioni insoddisfacenti dell’ultima versione, GPT-5.2, definita “troppo accondiscendente” e inaffidabile per applicazioni complesse su testi e codici.

Mark Ruffalo e la denuncia contro ICE

L’attore Mark Ruffalo, molto attivo nelle questioni sociali e politiche, ha fatto da volto simbolo della campagna. Ruffalo ha recentemente attirato l’attenzione sui Golden Globes 2026 indossando una spilletta con la scritta “Be Good”, un richiamo a Renee Macklin Good, una cittadina americana uccisa da un agente dell’agenzia federale ICE (Immigration and Customs Enforcement). Ruffalo ha accusato pubblicamente l’amministrazione Trump e le politiche di ICE, sottolineando come l’agenzia usi software basati su GPT-4 per valutare i curriculum dei candidati, pratica contestata e smentita da OpenAI, che ha confermato l’uso standard di abbonamenti professionali da parte di ICE.

Impatto e dibattito etico sull’intelligenza artificiale

Secondo il MIT Technology Review, il boicottaggio #QuitGPT sta già alimentando un acceso dibattito sul piano etico e politico riguardo all’intelligenza artificiale e alle sue implicazioni nella governance e nella società. OpenAI, recentemente al centro di critiche per la chiusura del proprio team dedicato alla sicurezza etica, si trova ora sotto pressione da parte di un movimento che non solo contesta la gestione politica e finanziaria, ma anche la qualità tecnica dei suoi prodotti.

Intanto, l’account Instagram ufficiale di #QuitGPT ha superato i 36 milioni di visualizzazioni, confermando la diffusione e la rilevanza crescente della protesta, che si inserisce in un contesto più ampio di scrutinio sulle responsabilità delle grandi aziende tecnologiche nella politica globale e nei diritti umani.

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