Negli ultimi mesi Google ha accelerato con decisione sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nel suo motore di ricerca, portando sotto gli occhi di milioni di utenti le cosiddette AI Overviews: sintesi automatiche che compaiono in cima alla pagina per fornire risposte rapide alle domande più comuni. Una strategia pensata per semplificare la consultazione delle informazioni, ma che si è recentemente scontrata con un ambito estremamente delicato: quello della salute. Dopo un’inchiesta del The Guardian, il colosso di Mountain View ha iniziato a rimuovere queste sintesi automatiche da alcune ricerche mediche considerate particolarmente sensibili.
L’inchiesta che ha acceso l’allarme
Il caso è emerso quando il quotidiano britannico ha analizzato il comportamento dell’AI di Google di fronte a quesiti relativi ai valori di riferimento degli esami del fegato. L’algoritmo, secondo quanto riportato, forniva numeri standardizzati, senza considerare parametri fondamentali come età, sesso, etnia o area geografica. Una semplificazione che rischiava di portare molti utenti a giudicare normali risultati che, in realtà, avrebbero dovuto spingere verso ulteriori accertamenti medici. Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, ricerche come “quali sono i valori normali degli esami del fegato” hanno smesso di mostrare le AI Overviews.
Google ha rimosso alcuni risultati
Le verifiche successive condotte dallo stesso Guardian hanno mostrato che la rimozione delle sintesi automatiche non è stata applicata in modo uniforme. Per alcune domande dirette le AI Overviews non compaiono più, mentre restano attive — almeno in parte — per query formulate in modo meno esplicito. Questo indica che Google non ha disattivato del tutto la funzione nell’ambito sanitario, ma ha introdotto un sistema di filtraggio più selettivo. In numerosi test, inoltre, tra i primi risultati compare proprio l’articolo che racconta la vicenda, segno di quanto il tema sia ormai diventato oggetto di attenzione pubblica.
La posizione ufficiale di Google
Interpellata dal Guardian, un portavoce di Google ha spiegato che l’azienda non commenta singoli interventi sui risultati di ricerca, ribadendo però l’impegno continuo nel migliorare il funzionamento complessivo del sistema. La stessa fonte ha aggiunto che un team interno di medici ha analizzato le query segnalate e che, in molti casi, le risposte fornite dall’AI non sarebbero state inesatte, in quanto basate su siti ritenuti affidabili. Una precisazione che non è bastata, tuttavia, a dissipare tutte le preoccupazioni.
Le riserve del mondo sanitario
Dal fronte delle organizzazioni sanitarie è arrivata una valutazione più prudente. Vanessa Hebditch, responsabile comunicazione e policy della British Liver Trust, ha accolto positivamente la rimozione delle AI Overviews per alcune ricerche, ma ha sottolineato il rischio che interventi troppo limitati non siano sufficienti. Secondo l’associazione, il problema non riguarda solo singole risposte potenzialmente errate, ma il ricorso stesso a riepiloghi automatici in un settore come la salute, dove il contesto clinico individuale è cruciale e difficilmente riducibile a una risposta generica.
