Previsioni Ripple XRP Febbraio 2026: Raggiungerà i 2,60 Dollari?

Corrado Pedemonti

24 Gennaio 2026

Milano, 24 gennaio 2026 – Il token XRP di Ripple, uno degli asset digitali più chiacchierati degli ultimi due anni, ha provato a spingersi oltre i suoi limiti nel corso di gennaio, ma è stato subito bloccato dalle turbolenze del mercato. Il 6 gennaio, nel tardo pomeriggio italiano, XRP ha toccato i 2,39 dollari, un livello che per ore ha fatto sperare investitori e analisti in un’inversione di rotta dopo mesi di stabilità. Ma, come già successo più volte, il tentativo si è arenato contro le oscillazioni imprevedibili delle criptovalute.

Numeri in rosso: il nuovo stop di XRP

I dati aggiornati stamattina da CoinMarketCap mostrano che XRP si aggira intorno ai 2,13 dollari, con una perdita di circa il 10% rispetto al picco di inizio mese. Negli ultimi quindici giorni il token ha viaggiato in un range piuttosto stretto: sulle principali piattaforme – da Binance a Coinbase – i volumi sono scesi e la volatilità è stata inferiore alla media degli ultimi sei mesi. Matteo Della Torre, investitore attivo su Bitstamp, racconta: “Si respira molta attesa ma anche cautela. Chi opera tutti i giorni preferisce tenersi sul vago finché non si capisce da che parte andrà il mercato”.

La corsa di XRP era partita con entusiasmo tra il 4 e il 6 gennaio, spinta dai rumors su una possibile svolta nella causa legale tra Ripple Labs e la SEC americana. Però le speranze sono state solo parzialmente confermate. Glassnode, società specializzata nell’analisi dei dati on-chain, segnala che tra l’8 e il 10 gennaio i flussi verso gli exchange si sono praticamente esauriti: tanti trader hanno deciso di incassare i guadagni invece di puntare a nuovi record.

Perché XRP rallenta ancora

Al centro del rallentamento ci sono – come sempre nel mondo crypto – i timori legati all’economia globale e alle regole che ancora mancano. Un portavoce di Ripple Labs, contattato da alanews.it, ha spiegato: “Gli sviluppi della causa negli Stati Uniti pesano sulle aspettative degli investitori. Serve chiarezza sul trattamento dei token e sulle norme per i servizi transfrontalieri”. A questo si aggiunge la decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi d’interesse durante la riunione del 16 gennaio, una scelta che ha frenato l’appetito per il rischio sui mercati digitali.

Serena Morandi di CryptoLab Research sottolinea come il rally di XRP fosse fragile fin dall’inizio: “Non ci sono stati breakout solidi sugli indicatori on-chain e Ripple non ha rilasciato novità concrete. Questo ha fatto calare la fiducia”. Lo scenario resta quindi incerto. Un nuovo balzo potrebbe arrivare solo con notizie importanti sul fronte regolatorio.

Investitori stanchi ma XRP tiene

Chi segue XRP da tempo – come Fabio Lentini, trader freelance a Milano – racconta che questa lunga attesa rischia di mettere a dura prova anche i piccoli risparmiatori: “C’era chi puntava tutto sulla fine della causa SEC-Ripple entro gennaio, adesso però si respira delusione mista a stanchezza”. Anche sui social si nota un calo d’interesse: le interazioni nelle community Telegram dedicate al token sono quasi dimezzate rispetto alla settimana scorsa (dati CryptoItalia Community).

Nonostante tutto, XRP resta un protagonista importante nel panorama delle criptovalute. Con una capitalizzazione superiore ai 110 miliardi di dollari, secondo l’ultimo report CoinGecko, si conferma nella top five per valore totale. Ripple Labs continua a lavorare su progetti legati ai pagamenti internazionali, anche se la pressione delle autorità cresce.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Nel breve periodo gli operatori sentono tutti gli occhi puntati sulla causa negli Stati Uniti e su eventuali novità tecniche da parte di Ripple Labs. Solo allora si capirà se il prossimo tentativo di superare quota 2,40 dollari avrà più chance. Per ora prevale la prudenza: pochi scossoni sugli exchange nelle ultime 24 ore e la sensazione diffusa che il mercato stia trattenendo il fiato.

In sostanza – o quasi –, la storia recente di XRP somiglia a quella di un token sospeso tra promesse e dubbi. Per molti investitori italiani ed europei (specialmente quelli attivi su Bitpanda e Kraken), ora l’obiettivo è tenere le posizioni senza lasciarsi prendere dall’entusiasmo facile. Come dice Valeria M., trader bolognese che preferisce restare anonima: “Fino a quando non vedremo segnali chiari dalla SEC o dalla Fed, qui conviene stare alla finestra”.

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