Penny Vet, il laser tascabile italiano che rivoluziona la cura veterinaria con terapie mini-invasive

Salvatore Broggi

20 Gennaio 2026

Roma, 20 gennaio 2026 – Sta per arrivare sul mercato internazionale un laser portatile made in Italy che promette di rivoluzionare la chirurgia veterinaria e le terapie per gli animali. Si chiama Penny Vet ed è stato presentato questa mattina a Roma, in una conferenza stampa al Centro Congressi della Sapienza. Dietro a questo progetto c’è una startup fondata da un gruppo di ingegneri biomedicali e veterinari guidati da Alessandro Giordano, 43 anni, docente all’Università di Pisa.

Penny Vet, il laser che va ovunque

La parola d’ordine del dispositivo è portabilità. Penny Vet pesa poco più di due chili e sta comodamente in uno zaino. Questo lo rende perfetto non solo per gli ambulatori cittadini, ma anche per interventi in campagna o situazioni d’emergenza, dove le strutture sono spesso carenti. “Volevamo uno strumento che offrisse la stessa precisione dei laser da sala operatoria, ma che potesse essere usato ovunque”, ha spiegato Giordano.
La batteria dura più di tre ore e si ricarica in meno di un’ora. Inoltre, il software è stato pensato anche per chi non ha esperienza specifica, con protocolli guidati per operazioni comuni come tagli superficiali, piccole suture o trattamenti anti-infiammatori.

Risultati concreti nelle cliniche italiane

Negli ultimi dodici mesi Penny Vet è stato testato in cinque cliniche tra Toscana, Lazio e Lombardia. Dai primi riscontri emerge che il laser ha ridotto i tempi degli interventi del 35%, diminuendo anche la necessità di anestetici e accelerando la convalescenza.
Silvia Corsi, veterinaria a Fucecchio (Firenze), ha raccontato di averlo usato su “oltre trenta cani e gatti, soprattutto per rimuovere piccole masse cutanee senza bisogno di ricovero”. In un caso, un setter di 11 anni è tornato a casa poche ore dopo l’operazione.

Uno studio interno – i cui dati completi saranno pubblicati su Veterinary Surgery a marzo – mostra complicanze in meno del 2% dei casi. Sulle infiammazioni croniche, il laser ha portato alla remissione dei sintomi in tre animali su quattro già dopo due sedute. “La velocità con cui guariscono le ferite ci ha sorpreso”, ha ammesso Corsi.

Sguardo oltre confine: produzione e mercato estero

Ora il team punta al mercato estero. Le prime spedizioni sono previste per maggio 2026 verso Francia, Germania e Stati Uniti, dove cresce la richiesta di dispositivi veterinari innovativi. Giordano conferma: “Abbiamo già accordi con tre distributori europei e una grande catena di cliniche americane”. Il prezzo al pubblico non è ancora ufficiale, ma tra gli addetti ai lavori si parla di circa 3.500 euro.

Il laser viene assemblato a Pomezia (Roma), con componenti quasi tutti italiani. L’obiettivo è raddoppiare la produzione entro fine anno, arrivando a 2.000 unità.

Perché Penny Vet fa la differenza

Rispetto ai bisturi elettrici o ai laser fissi, Penny Vet offre – secondo i suoi creatori – maggiore precisione nei tagli e riduce molto il sanguinamento durante l’intervento.
“Spesso lavoro fuori dalle strutture attrezzate; poter contare su uno strumento così affidabile cambia davvero le cose”, dice Marco Bellini, veterinario itinerante tra Umbria e Marche. Qualcuno però rimane scettico: per operazioni complesse o tumori estesi serviranno sempre sale operatorie tradizionali.

Una nuova sfida tutta italiana

La presentazione romana si è chiusa tra l’entusiasmo degli addetti ai lavori. Per Giordano e il suo team ora arriva la sfida più grande: farsi spazio in un mercato competitivo senza perdere qualità. “Siamo certi che la medicina veterinaria italiana possa fare scuola anche fuori dall’Italia”, ha detto Giordano sorridendo durante le domande dei giornalisti.
Se Penny Vet diventerà davvero uno standard lo dirà il tempo, ma molti colleghi presenti oggi a Roma sono convinti che si sia aperta una nuova strada nella cura degli animali.

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