Milano, 5 gennaio 2026 – La Borsa italiana chiude oggi con una timida ripresa, in un clima che resta sospeso tra incertezze economiche e i primi segnali di fiducia per il nuovo anno. Gli investitori, ancora guardingo dopo le recenti oscillazioni, tengono d’occhio non solo gli indici ma anche le novità nel campo della tecnologia applicata ai mercati finanziari. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto il modello di intelligenza artificiale cinese Kimi K2, visto da molti addetti ai lavori come un possibile punto di svolta per le previsioni di mercato.
Piazza Affari rimbalza ma resta prudente
La giornata è iniziata con il FTSE MIB che si è mosso vicino alla parità. Solo verso metà mattina è emersa una lieve spinta al rialzo. A fine seduta l’indice principale della Borsa Italiana segna un +0,42%, grazie soprattutto a titoli bancari e del settore energia. Tra i più scambiati spiccano nomi come Enel, Intesa Sanpaolo e Saipem, che hanno attirato acquisti importanti. Il volume però è rimasto piuttosto contenuto: poco più di 1,3 miliardi di euro passati di mano nelle blue chip, secondo i dati ufficiali. “C’è ancora molta prudenza – commenta un trader di una banca d’investimento milanese alle 14.30 – molti aspettano segnali più chiari dalla BCE prima di muoversi con decisione”.
Il 2026 tra speranze e cautela
Le previsioni per il 2026 restano all’insegna della cautela. Gli analisti di Mediobanca, sentiti nel primo pomeriggio, sottolineano che i segnali positivi degli ultimi giorni non bastano a far passare le preoccupazioni su inflazione, tassi d’interesse e tensioni geopolitiche. “Solo un netto calo dell’inflazione potrebbe aprire la strada a tagli dei tassi già dal secondo trimestre”, spiega una fonte interna, ricordando quanto siano instabili gli scenari globali.
Secondo le stime raccolte da Alanews negli uffici studi delle principali banche tra Milano e Londra, lo scenario più probabile è una crescita lenta ma costante dei maggiori indici europei. Il consenso punta a un aumento del 5-7% per il FTSE MIB nei prossimi dodici mesi, a patto che non arrivino shock improvvisi sul fronte internazionale o nuove crisi nel settore energetico.
Kimi K2: l’intelligenza artificiale che fa parlare i mercati
Un tema caldo per gli investitori è l’arrivo di nuovi modelli avanzati di intelligenza artificiale nelle sale operative. Tra questi spicca il sistema cinese Kimi K2, sviluppato dal colosso Kunlun Tech a Shenzhen. Addestrato su miliardi di dati finanziari globali e aggiornato ogni giorno con notizie e report macroeconomici, il modello è già in prova presso alcune grandi società d’investimento asiatiche.
Un analista di Hong Kong racconta ad Alanews che Kimi K2 ha fornito “previsioni in linea con le tendenze degli ultimi mesi”, ma avverte anche: “Le variabili esterne sono così tante che parlare di affidabilità totale è prematuro”. Sulla stessa lunghezza d’onda un responsabile ricerca di una banca milanese: “Stiamo seguendo con attenzione questi strumenti – dice – ma prima di usarli pienamente serviranno mesi di test indipendenti”.
Mercati globali: andamento incerto
Nel frattempo i mercati nel mondo viaggiano su ritmi diversi. Francoforte ha chiuso in leggero rialzo (+0,28%), Parigi è rimasta praticamente ferma. Oltreoceano Wall Street ha aperto piatta; solo nel primo pomeriggio il Dow Jones ha guadagnato un timido +0,15%. Gli operatori americani guardano con attenzione alle prossime mosse della Fed e ai dati sull’occupazione attesi per giovedì.
Tra i temi più caldi per i gestori italiani ci sono il prezzo del petrolio – oggi in leggero rialzo sopra i 79 dollari al barile – e la performance dei titoli tech Usa dopo gli allarmi sui ricavi arrivati da alcune big del settore.
Tecnologia e finanza: la sfida continua
A fine giornata emerge un quadro fatto di mercato ancora incerto ma con qualche segnale “promettente” (così lo definiscono alcuni operatori all’uscita dalla sede della Borsa poco dopo le 17). Sarà nei prossimi mesi che si capirà se l’ingresso su larga scala di strumenti come il Kimi K2 cambierà davvero il modo in cui si fanno previsioni finanziarie oppure resterà appannaggio solo dei più curiosi e sperimentatori. Per ora la strada verso il 2026 sembra segnata dalla prudenza e dall’attenzione ai dati reali più che dalle promesse della tecnologia o dai grandi annunci.
