Nifty Gateway chiude a febbraio 2026: addio alla piattaforma NFT in crisi di mercato

Salvatore Broggi

25 Gennaio 2026

Milano, 25 gennaio 2026 – Nifty Gateway chiuderà definitivamente il 23 febbraio 2026. Gli utenti avranno un mese di tempo per ritirare le proprie criptovalute e gli NFT ancora presenti sulla piattaforma. A dare l’annuncio, nelle ultime ore, sono stati i fondatori Duncan e Griffin Cock Foster con un messaggio pubblicato sui social. È un colpo duro per il settore degli asset digitali legati all’arte e al collezionismo online, che attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni.

L’addio di una piattaforma che ha fatto storia

Fondata nel 2018 a New York, Nifty Gateway si era subito affermata come uno dei punti di riferimento per comprare e vendere NFT (Non-Fungible Token), offrendo anche la possibilità di pagare in dollari oltre che in criptovalute. L’acquisizione da parte dei gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, famosi nel mondo crypto per la piattaforma Gemini, aveva dato una spinta decisiva. Così Nifty Gateway era riuscita a organizzare aste con artisti del calibro di Beeple, Grimes e Pak. Ma dopo il boom tra il 2021 e il 2022 – ricordiamo la vendita record dell’opera “Crossroads” di Beeple a oltre 6,6 milioni di dollari – le cifre hanno iniziato a calare, seguendo un trend che ha colpito tutto il settore negli ultimi mesi.

Il mercato NFT in crisi profonda

I dati raccolti da DappRadar e Chainalysis, società specializzate nel monitoraggio della blockchain, raccontano una verità chiara: nel 2025 il volume delle transazioni NFT è calato del 63%. Su Nifty Gateway, alcune settimane d’autunno hanno visto meno di 50 scambi al giorno. “Non abbiamo preso questa decisione alla leggera”, hanno ammesso i fratelli Cock Foster, spiegando che il calo dell’interesse ha reso impossibile mantenere in piedi il modello di business.

Il mercato delle opere digitali certificate aveva avuto un’esplosione soprattutto durante la pandemia. Allora molti avevano puntato su asset “rari” e facili da trasferire online. Ma poi le quotazioni delle principali criptovalute, come Bitcoin ed Ethereum, hanno iniziato a perdere terreno. A questo si sono aggiunte restrizioni più severe negli Stati Uniti e in Europa. Tutto ciò ha allontanato sia gli artisti sia i collezionisti.

Come ritirare fondi e asset: scadenze e consigli

Chi ha ancora soldi o opere su Nifty Gateway dovrà fare attenzione: c’è tempo solo fino al 23 marzo per effettuare un prelievo. Dopodiché, spiegano dalla piattaforma nella sezione FAQ, i saldi residui saranno trasferiti automaticamente a Gemini, la società madre. Sarà lei a seguire eventuali richieste tardive. “Invitiamo tutti a muoversi subito”, si legge nell’avviso sulla homepage. Un team dedicato risponderà alle domande via mail e canali ufficiali.

A far sentire la propria voce sono soprattutto piccoli investitori e artisti digitali italiani come Giovanni Motta e Hackatao. Sui social hanno parlato della “fine di una comunità”, come l’ha definita Motta in un post su X (ex Twitter). “Ho venduto qui le mie prime opere — scrive — per molti era come una casa.”

Un duro colpo per l’arte digitale

La chiusura di Nifty Gateway fa salire dubbi sul futuro degli NFT e sulla capacità del settore di tornare a crescere stabilmente. Anna Cassano del Politecnico di Milano osserva: “La domanda oggi è molto più selettiva. Sopravviveranno solo le piattaforme che sapranno offrire qualcosa in più ai collezionisti: servizi innovativi o garanzie concrete.” Intanto le opere d’arte tradizionali ritrovano valore nelle aste fisiche mentre alcune startup blockchain puntano sul gaming o sul metaverso per rilanciare.

Per ora sono lontani i tempi in cui vendere un’immagine digitale diventava l’evento centrale di una stagione culturale o finanziaria. “C’è ancora chi crede nella tecnologia”, dice Griffin Cock Foster. Ma oggi serve distinguere con chiarezza tra progetti solidi e illusioni passeggere.

Il tramonto di un ponte fra arte ed innovazione

Il sipario calerà il 23 febbraio su una realtà che in pochi anni aveva messo in contatto artisti emergenti con grandi nomi del collezionismo digitale. Molti utenti hanno già cominciato a spostarsi verso piattaforme come OpenSea o Rarible. Rimane il ricordo di un esperimento capace, almeno per un po’, di mettere sotto i riflettori sia le potenzialità sia i limiti degli NFT nell’arte contemporanea digitale.

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