Ledger prepara l’IPO a Wall Street: valutazione record oltre 4 miliardi di dollari

Cristina Manetti

23 Gennaio 2026

Milano, 23 gennaio 2026 – Ledger, la società francese leader nella sicurezza per le criptovalute, ha dato il via alle procedure per una quotazione a Wall Street da oltre 4 miliardi di dollari, secondo quanto riferito dal Financial Times. L’operazione, attesa nei prossimi mesi, potrebbe segnare uno dei più importanti debutti internazionali di un’azienda europea nel mondo fintech, in un momento in cui il mercato americano torna a giocare un ruolo da protagonista nelle nuove tecnologie.

Ledger punta dritto alla Borsa di New York

La scelta di sbarcare sulla Borsa americana – confermano fonti vicine all’operazione – arriva dopo mesi di colloqui con consulenti finanziari e investitori internazionali. L’obiettivo è chiaro: approfittare della crescita degli investimenti nelle tecnologie blockchain e della crescente domanda di soluzioni per mettere in sicurezza gli asset digitali. Solo nel 2023, dati alla mano di CB Insights, il mercato degli hardware wallet ha raccolto più di 600 milioni di dollari in tutto il mondo.

Nata nel 2014 a Parigi, Ledger si è imposta come punto di riferimento per chi vuole custodire le proprie criptovalute senza rischi. I suoi dispositivi – gli ormai noti hardware wallet – sono usati in oltre 200 Paesi e hanno venduto più di 6 milioni di pezzi, secondo le cifre aggiornate a novembre scorso. Una crescita che non è passata inosservata ai grandi nomi della finanza: tra gli investitori principali ci sono fondi come Cathay Innovation e 10T Holdings.

Strategia dietro la scelta americana

Decidere di andare a New York invece che su una piazza europea come Euronext o Francoforte non è un caso. “Negli Stati Uniti c’è un ecosistema più aperto per le aziende legate a blockchain e criptovalute”, ha spiegato una fonte interna a Ledger a margine della notizia. “La capacità di raccogliere capitali e la visibilità mondiale sono fattori decisivi per la nostra prossima crescita”.

Al centro del discorso c’è anche la valutazione: oltre 4 miliardi di dollari, quasi il triplo rispetto al round del 2022 (1,5 miliardi), dicono le indiscrezioni del Financial Times. Un balzo che si spiega con l’aumento degli investimenti istituzionali negli asset digitali – tra cui i recenti ETF su Bitcoin approvati dalla SEC americana – e con l’importanza crescente della sicurezza dopo diversi attacchi informatici ai danni dei concorrenti.

Tra opportunità e incognite

Il cammino verso il listino però non è senza rischi. Negli Stati Uniti la regolamentazione sulle criptovalute è ancora molto incerta: solo lo scorso dicembre la SEC ha varato nuove norme sugli operatori di wallet e sulle piattaforme di scambio. “In questo settore le regole possono cambiare da un trimestre all’altro”, ha ammesso Pascal Gauthier, ceo di Ledger, in una recente intervista a CNBC. Ma proprio la solidità del modello Ledger è vista come un punto forte: i dispositivi isolano fisicamente le chiavi private degli utenti, diminuendo il rischio di furti digitali.

Nel frattempo cresce anche l’interesse sull’impatto occupazionale: con l’ingresso in Borsa si prevede l’apertura di una sede operativa a New York per supportare le attività negli Usa. “Siamo pronti ad ampliare il team americano”, ha dichiarato ieri sera una portavoce dell’azienda. Tra i piani ci sono anche collaborazioni più strette con exchange regolamentati come Coinbase e Kraken, oltre ad accordi con banche interessate ai servizi sugli asset digitali.

Un segnale per il fintech europeo

L’annuncio arriva in un momento delicato per il fintech europeo, che deve fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita delle big tech americane. La mossa di Ledger non è passata inosservata nemmeno tra le autorità francesi: “L’innovazione va sostenuta senza perdere talento e capitali sul territorio”, ha commentato un alto funzionario del Ministero dell’Economia francese.

Gli esperti vedono nell’operazione una sorta di test per altre realtà europee: si aspetta infatti la reazione del mercato americano verso una società nata fuori dagli Usa ma con ambizioni globali. Il prossimo passo sarà l’avvio formale delle pratiche presso la SEC – previsto entro marzo, secondo fonti non ufficiali – e i primi incontri con i grandi fondi newyorkesi.

Solo allora si capirà se questa scommessa potrà davvero cambiare gli equilibri tra vecchio e nuovo continente nel delicato incrocio fra finanza tradizionale e innovazione digitale.

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