Roma, 13 marzo 2026 – Guidare per lavoro o per esigenze personali, spesso su tratte lunghe, è una realtà quotidiana per migliaia di italiani che ogni giorno si spostano sulle strade del Paese. A chi macina chilometri su chilometri capita spesso di sentire il bisogno di restare “sveglio” durante le ore al volante: un bisogno che cresce insieme alle professioni itineranti e alla mobilità sempre più diffusa.
Le abitudini di chi guida a lungo
“Sto in macchina anche sei ore al giorno. L’unico modo per non lasciarmi prendere dalla stanchezza è trovare qualcosa che mi tenga concentrato”, racconta Davide L., 47 anni, agente commerciale di Latina. Come lui, tanti autisti, rappresentanti, tecnici e pendolari combattono contro la noia e il rischio di distrazione soprattutto nei viaggi lunghi. Secondo l’ACI, oltre il 30% degli incidenti sulle strade italiane deriva proprio da cali di attenzione, spesso legati alla fatica o a una guida monotona.
Non è solo una questione mentale: guidare per molte ore riduce naturalmente i riflessi. “Dopo un certo punto la mente si rilassa e mantenere la prontezza diventa più difficile”, spiega il neurologo Francesco Parisi dell’ospedale San Camillo di Roma. “Serve alternare pause brevi a momenti in cui si fa uno sforzo consapevole per restare vigili”.
Strategie per rimanere attivi durante i viaggi lunghi
C’è chi mette su musica – playlist fatte su misura, radio accesa, qualche canzone da cantare piano piano. Altri preferiscono i podcast: notizie, cultura, sport, o anche audiolibri. “A volte ascolto un’intervista o una rassegna stampa. Mi aiuta a non sentirmi solo e fa passare il tempo più in fretta”, confida Giulia M., 35 anni, consulente milanese che ogni settimana viaggia tra Milano e Parma.
Non mancano i piccoli trucchi: aprire un po’ il finestrino anche d’inverno per aria fresca, masticare gomme o bere acqua regolarmente. E chi può programma soste brevi – cinque minuti ogni ora e mezza – per sgranchirsi le gambe e riattivare la circolazione. “Non sempre puoi fermarti dove vuoi”, dice Davide, “ma anche una pausa breve cambia come percepisci la fatica”.
Rischi e raccomandazioni per chi guida spesso
Guidare a lungo porta rischi spesso sottovalutati: affaticamento degli occhi, dolori muscolari e cali di attenzione che possono essere molto pericolosi. Il Ministero dei Trasporti raccomanda di evitare pasti troppo pesanti prima di mettersi alla guida – un consiglio semplice ma efficace. “Mangiare troppo può far venire sonnolenza”, avverte Parisi.
I nuovi sistemi tecnologici come il cruise control adattivo o i rilevatori di stanchezza aiutano, ma non devono sostituire l’attenzione del guidatore. “L’automobilista deve restare sempre vigile, non affidarsi ciecamente alle tecnologie”, sottolinea Parisi.
Secondo dati Istat, nel 2025 in Italia ci sono stati oltre 172mila incidenti stradali; quelli legati a distrazioni da stanchezza sono leggermente aumentati rispetto agli anni precedenti.
Soluzioni pratiche per mantenere l’attenzione
Tra gli accessori più diffusi ci sono cuscini ergonomici, coprisedili riscaldabili e supporti per il collo: utili a chi sta molte ore seduto. Ma la vera differenza – confermano i professionisti della strada – la fanno le abitudini consolidate nel tempo. “Il segreto è cambiare”, dice Giulia, “non stare troppo tempo nello stesso stato d’animo. Cambiare podcast o fare una telefonata con vivavoce se si può”.
Infine le associazioni di categoria ricordano l’importanza delle pause obbligatorie previste dalla legge – massimo due ore consecutive senza fermarsi per i conducenti professionali – un minimo indispensabile per viaggiare sicuri.
Restare “attivi” al volante non è solo evitare la noia. È un gesto concreto per proteggere se stessi e gli altri: l’attenzione non va mai abbassata, nemmeno quando la strada sembra familiare. Un piccolo sforzo che può fare la differenza tra un viaggio tranquillo e uno che non finisce mai come vorremmo.
