Le esigenze del mondo del lavoro stanno cambiando: per ottenere un impiego stabile e ben pagato, è fondamentale puntare su studi con forte applicabilità pratica.
Nel 2025 la scelta del percorso di studi è più strategica che mai. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando interi settori e dove la sostenibilità ambientale è diventata un imperativo globale, scegliere cosa studiareequivale a decidere il proprio posizionamento nel mondo del lavoro di domani.
La crisi economica del decennio precedente, unita ai cambiamenti tecnologici e demografici, ha ridisegnato la mappa delle professioni più richieste. Chi intende investire in formazione con intelligenza non può più permettersi di ignorare i dati occupazionali, l’evoluzione delle competenze richieste e le opportunità di crescita nei vari settori.
Le facoltà STEM restano le più forti: informatica, ingegneria e data science ai vertici
Secondo i dati Almalaurea e Unioncamere aggiornati al 2025, i laureati in ambito STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) sono tra i più richiesti dalle aziende, con un tasso di occupazione che sfiora il 95% entro un anno dalla laurea.

Tra i corsi più strategici ci sono:
Ingegneria informatica, con sbocchi in ambiti in piena espansione come cybersecurity, blockchain, machine learning, Internet of Things e sviluppo software.
Scienze dei dati (Data Science), indispensabili per analizzare, interpretare e valorizzare le enormi quantità di dati prodotti ogni giorno da aziende, pubbliche amministrazioni e piattaforme digitali.
Ingegneria energetica e ambientale, chiave per affrontare le sfide legate alla transizione ecologica e al Green Deal europeo.
Biotecnologie e scienze biomediche, in crescita costante per via dell’invecchiamento della popolazione e dell’innovazione farmaceutica.
Le aziende cercano profili con capacità analitiche, visione sistemica e autonomia nel problem solving, ma anche spirito critico e flessibilità. Competenze difficili da sostituire con l’intelligenza artificiale, e per questo destinate a restare centrali. Non solo ingegneri e informatici: anche le lauree “ibride” che fondono competenze umanistiche e digitali stanno guadagnando terreno, perché rispondono alle esigenze di un mondo in cui il contenuto, la narrazione e l’etica contano quanto l’algoritmo.
Nel 2025, alcuni corsi sempre più richiesti sono:
Comunicazione digitale e marketing, con sbocchi in ambito social media, e-commerce, pubblicità e strategie digitali. Le aziende cercano professionisti in grado di coniugare creatività, analisi e comprensione dei trend.
Psicologia del lavoro, utile in contesti aziendali, risorse umane e benessere organizzativo. Una competenza cruciale per migliorare la produttività e ridurre lo stress lavorativo.
Design e user experience, per la progettazione di prodotti fisici e digitali che siano intuitivi, accessibili e sostenibili.
Digital humanities, ovvero studi umanistici applicati alla tecnologia, come archivi digitali, conservazione dei beni culturali con l’AI, analisi semantica e linguistica.
In particolare, i percorsi che includono laboratori pratici, stage e contatto diretto con le aziende tendono a offrire maggiori possibilità occupazionali entro i primi sei mesi dal termine degli studi.
Certificazioni tecniche, corsi brevi e formazione continua: il valore della specializzazione
Il mercato del lavoro moderno non premia solo chi ha una laurea, ma soprattutto chi continua a formarsi. Oggi si parla sempre più spesso di micro-credential: brevi corsi altamente specializzati, rilasciati da università, enti privati o big tech (Google, Amazon, IBM) che certificano competenze specifiche.
Alcuni esempi richiesti nel 2025:
Certificazioni in Cloud Computing (AWS, Azure, Google Cloud)
Competenze in Python, SQL, JavaScript e automazione tramite Zapier o Make
Corso per data analyst con strumenti come Power BI o Tableau
Master online in intelligenza artificiale generativa, cybersecurity o green economy
Un percorso vincente oggi potrebbe essere: laurea triennale + master specialistico + certificazioni verticali. Questo approccio modulare consente di adattarsi con rapidità al mercato e reinventarsi professionalmente se necessario. Oltre alla tecnologia, ci sono altri ambiti in grande espansione che necessitano di profili ben formati:
Sanità e assistenza: infermieri, OSS, fisioterapisti, logopedisti sono richiestissimi.
Settore educativo: educatori, docenti digitali, formatori aziendali, esperti in DSA e BES.
Agroalimentare e food-tech, con attenzione alla sicurezza alimentare e all’innovazione sostenibile.
Green economy e mobilità sostenibile: tecnici per impianti fotovoltaici, mobilità elettrica, bioedilizia.
Logistica e supply chain, che con l’esplosione dell’e-commerce si è completamente rivoluzionata.
Studiare oggi con una visione proiettata sul domani non è mai stato così importante. Chi sceglie percorsi formativi aggiornati, legati alle evoluzioni tecnologiche, ambientali e sociali, ha più probabilità di trovare un lavoro stabile, ben retribuito e gratificante. Ma attenzione: più che inseguire mode passeggere, serve un approccio dinamico e curioso, aperto al cambiamento e capace di unire le passioni personali a competenze spendibili.
La vera differenza, nei prossimi anni, la farà chi saprà apprendere in modo continuo, costruendo un profilo professionale flessibile, pronto a reinventarsi più volte nel corso della carriera.