Milano, 15 novembre 2025 – Bitcoin torna a far parlare di sé tra i grandi investitori internazionali. Secondo un’analisi fresca di giornata di JPMorgan, la criptovaluta più famosa potrebbe arrivare a valere 170.000 dollari entro un anno. Nel report, firmato dal team guidato da Nikolaos Panigirtzoglou, si sottolinea come il prezzo attuale di BTC sia ancora molto lontano dal suo “valore giusto”, stimato oltre i 100.000 dollari. Un segnale, per la banca americana, di un mercato in piena trasformazione, dove la spinta di istituzioni finanziarie e la diminuzione dell’uso della leva stanno cambiando le carte in tavola.
Bitcoin sottovalutato? JPMorgan dice sì
Gli esperti di JPMorgan spiegano che oggi Bitcoin vale circa 68.000 dollari meno di quello che dovrebbe, calcolando il valore “giusto” basandosi sulla volatilità storica. “Il deleveraging è ormai alle spalle”, si legge nel documento, riferendosi alla forte riduzione della leva sui futures dopo il crollo del 10 ottobre. Da allora, il mercato ha guadagnato solidità, grazie soprattutto all’arrivo degli ETF spot e dei grandi investitori istituzionali.
Secondo Panigirtzoglou e colleghi, questo ingresso di capitali istituzionali ha avuto un doppio effetto: da una parte ha ridotto i guadagni facili e veloci, dall’altra ha abbassato il rischio di cali improvvisi. “Una maggiore liquidità funziona da ammortizzatore della volatilità”, spiegano gli analisti, mettendo in luce come questo renda Bitcoin più interessante per chi investe in modo tradizionale.
Gli ETF spot cambiano il gioco
Il report di JPMorgan evidenzia un cambiamento profondo nel mercato delle criptovalute. L’espansione degli ETF spot – fondi che seguono il prezzo di Bitcoin senza doverlo possedere direttamente – ha aperto la porta a soldi freschi da fondi pensione, compagnie assicurative e altri grandi investitori istituzionali. Questo fenomeno, dicono gli analisti, rende il mercato meno vulnerabile a shock improvvisi e più stabile nel medio termine.
“Stiamo passando da un asset sperimentale a uno più maturo”, confida una fonte vicina al dossier. In questo quadro, la fase attuale di consolidamento dei prezzi non è vista come un segnale negativo, ma come un passaggio necessario verso una maggiore solidità. “Solo quando arriveremo a questo punto – concludono gli analisti – si potrà parlare di una crescita stabile e non solo di mode passeggero”.
Meno leva, meno rischi: cosa cambia per gli investitori
Un punto chiave per JPMorgan è la riduzione dell’uso della leva finanziaria, cioè i soldi presi in prestito per amplificare i guadagni. Dopo il tonfo di ottobre, la leva è rimasta bassa, contribuendo a contenere le oscillazioni più forti del prezzo. In parallelo, l’aumento degli investitori istituzionali assicura una domanda più stabile, meno influenzata da speculazioni.
Se questa tendenza continuerà e Bitcoin sarà sempre più visto come un “bene rifugio” in tempi incerti, la soglia dei 170.000 dollari potrebbe essere raggiunta entro la fine del 2026. “Il mercato sta cambiando volto”, ammette Panigirtzoglou in una nota interna. “La fase sperimentale è ormai alle spalle”.
Criptovalute: tra scetticismo e nuove opportunità
Nonostante le previsioni positive, restano incertezze legate a norme e alla volatilità ancora presente nel settore. Ma per molti addetti ai lavori la strada è tracciata: “Le istituzioni sono qui per restare”, dice un gestore milanese che segue da vicino le criptovalute. Tra i piccoli investitori, invece, non mancano i più cauti, che ricordano i rischi di un mercato ancora giovane.
Comunque sia, il quadro tracciato da JPMorgan racconta come la finanza tradizionale stia piano piano facendo spazio alle criptovalute. Tra consolidamenti, nuovi strumenti e una base di investitori sempre più ampia, questa potrebbe essere la svolta decisiva per Bitcoin e tutto il mondo digitale legato alle valute virtuali.
