iPhone 18 Pro con connessione satellitare: Apple punta a Starlink di SpaceX per la rete del futuro

Salvatore Broggi

6 Febbraio 2026

Cupertino, 6 febbraio 2026 – Apple sta trattando con SpaceX per portare la rete satellitare Starlink sui prossimi iPhone. Un passo che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui milioni di persone restano connesse, ovunque si trovino. La notizia, filtrata ieri da fonti vicine alle due società, arriva a pochi mesi dal lancio del nuovo modello Apple previsto per settembre. Questa possibile svolta potrebbe mettere in dubbio l’attuale accordo con Globalstar, partner ufficiale del servizio SOS satellitare attivo dal 2022.

Starlink e Apple: una nuova era per la connettività globale

L’idea di integrare Starlink negli iPhone è sul tavolo da almeno sei mesi, come raccontano le prime indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal e rilanciate da Bloomberg. Il motivo è semplice: la costellazione di satelliti a bassa orbita di SpaceX copre quasi tutte le zone popolate della Terra, dai deserti alle montagne fino alle rotte oceaniche. Un ingegnere coinvolto nel progetto ha confidato, rimanendo anonimo: “Apple punta a una copertura più ampia e stabile per superare i limiti delle reti cellulari e dei partner attuali. Starlink ha la tecnologia giusta per farlo”.

Oggi, la funzione “Emergenza SOS via satellite” di Apple si basa quasi tutta su Globalstar, un’azienda con sede in Louisiana che assicura una copertura limitata ma sufficiente per buona parte degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale. Ma le richieste degli utenti – soprattutto nei mercati emergenti e nelle aree isolate – hanno spinto Apple a cercare altre strade.

Globalstar sotto pressione, Starlink pronto a spingere

Secondo quanto riportato da Reuters e confermato da analisti come Mark Gurman di Bloomberg, Globalstar gestisce circa 48 satelliti attivi, un numero che non basta a garantire una copertura globale né a gestire milioni di dispositivi contemporaneamente. “Nelle zone più popolate si rischia il sovraffollamento delle frequenze”, ha spiegato Gurman in un recente podcast.

Dall’altra parte, Starlink può contare su oltre 5.000 satelliti lanciati negli ultimi quattro anni e su una rete capace di reggere grandi volumi di traffico dati con bassa latenza. La società di Elon Musk ha appena avviato in Australia i primi servizi di telefonia diretta su smartphone Android, portando internet veloce in aree rurali dove le reti tradizionali non arrivano. “Il vero problema – dice una fonte tecnica dentro Apple – è rendere compatibili gli hardware radio dei nuovi iPhone con i terminali Starlink. Si lavora su prototipi ma ci vuole ancora tempo”.

Scelte strategiche oltre la tecnologia

Non si tratta solo di tecnologia. Passare a Starlink significherebbe anche una mossa strategica per Apple, soprattutto guardando ai mercati asiatici e africani dove le reti mobili sono meno diffuse e i blackout frequenti. Elon Musk ha detto recentemente in un’intervista a CNBC: “Vogliamo portare connessione affidabile ovunque. Un accordo con Apple sarebbe una rivoluzione per miliardi di utenti”.

Fonti vicino ai vertici di Cupertino confermano che siamo ancora alle fasi iniziali della trattativa con SpaceX. Nessun contratto firmato finora, solo incontri tecnici tra novembre 2025 e gennaio 2026 in California e Texas. Nel frattempo Globalstar risponde con una nota breve: “Rimaniamo impegnati nella partnership con Apple e nei nostri piani di crescita”.

Cosa cambia davvero per chi usa l’iPhone

Per gli utenti finali passare a Starlink potrebbe significare poter inviare messaggi d’emergenza ma anche dati più complessi come foto o coordinate GPS dettagliate da luoghi remoti senza bisogno delle antenne cellulari terrestri. Un esperto di sicurezza informatica della Stanford University osserva: “Questo miglioramento sarà utile non solo agli escursionisti o soccorritori ma anche a chi vive in zone dove le infrastrutture sono fragili o inesistenti”.

Resta però aperta la questione dei costi: i servizi satellitari diretti hanno ancora tariffe più alte rispetto ai piani dati tradizionali. In futuro però la concorrenza tra operatori potrebbe abbassarle. E sarà importante anche l’adeguamento delle normative nei vari paesi: non tutti permettono l’uso libero dei servizi satellitari privati senza licenze specifiche.

Per ora nessuna conferma ufficiale dai protagonisti della vicenda, ma il quadro è chiaro: Apple guarda a SpaceX per superare i limiti della connettività tradizionale. E chissà che già dal prossimo autunno non vedremo sugli scaffali i primi iPhone capaci di parlare direttamente col cielo.

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