Investimenti Family Office: AI Supera le Criptovalute, Rivela il Rapporto JPMorgan

Salvatore Broggi

3 Febbraio 2026

Milano, 3 febbraio 2026 – L’ultima indagine di JPMorgan sulle scelte degli investitori più facoltosi racconta un quadro chiaro: l’intelligenza artificiale è diventata la stella polare per chi gestisce patrimoni importanti, mentre le criptovalute rimangono ai margini dei portafogli delle famiglie ultra-ricche. Lo studio, diffuso questa mattina e relativo al 2025, mette in luce una tendenza netta tra i family office: la tecnologia, soprattutto l’AI, ha cambiato le carte in tavola.

Intelligenza artificiale, il nuovo cuore pulsante dei family office

L’indagine di JPMorgan ha coinvolto oltre 200 family office sparsi nel mondo, con asset medi superiori al miliardo di dollari. Oltre il 70% degli intervistati ha detto che aumenterà gli investimenti in startup e soluzioni legate all’intelligenza artificiale nei prossimi due anni. Un gestore milanese, che ha chiesto di restare anonimo, sintetizza così: “Non è una moda passeggera, ma una rivoluzione vera”. I capitali si spostano verso fondi tecnologici, aziende innovative e accordi con realtà specializzate. Al contrario, appena il 10% considera le criptovalute una parte stabile della strategia d’investimento. Una percentuale praticamente invariata rispetto a un anno fa.

Perché l’AI piace e le criptovalute meno

Secondo i dati raccolti, l’interesse per l’AI nasce dalla convinzione che abbia un impatto concreto su settori cruciali come salute, energia e logistica. “Chi ha grandi patrimoni non cerca avventure o alta volatilità”, spiega Claudia Pagliari, consulente finanziaria a Zurigo. Le famiglie con radici industriali puntano sull’intelligenza artificiale soprattutto per migliorare la gestione delle forniture e i processi produttivi. Sul fronte delle criptovalute, invece, il 65% le ritiene troppo instabili. Solo una minoranza scommette su Bitcoin o Ethereum come riserva di valore a lungo termine. Più della metà teme regolamentazioni incerte e problemi di sicurezza informatica.

Come si muovono i soldi: dati e numeri

Le scelte d’investimento confermano questa tendenza: nel 2025 la quota media destinata all’AI tra i family office globali oscilla tra l’8 e il 12%. Un balzo rispetto al 2022, quando non superava il 4%. “È il settore dove arrivano più richieste dai nostri clienti”, racconta Roberto Ferrari, responsabile investimenti in una grande banca privata italiana. Le criptovalute, invece, pesano meno dell’1% nei patrimoni gestiti. In Europa si gioca ancora più sul sicuro: qui si punta su immobiliare e infrastrutture riducendo l’esposizione alle monete digitali.

Una svolta nelle priorità

La ricerca sottolinea come i family office stiano cambiando rotta nel medio periodo. Se prima cercavano soprattutto di proteggere il capitale accumulato negli anni, ora si aprono a rischi calcolati legati all’innovazione. L’intelligenza artificiale, secondo JPMorgan, diventa lo strumento chiave per far crescere i patrimoni delle future generazioni. “Non è solo tecnologia, è anche un tema sociale”, ha detto un portavoce della banca durante la presentazione dello studio a Londra alle 11 del mattino. Solo in quel momento gli operatori presenti hanno compreso davvero la portata del cambiamento.

Perché le criptovalute restano fuori dal giro

Dall’altra parte c’è ancora molta diffidenza verso le criptovalute, alimentata da questioni culturali e regolamentari. Fabrizio De Luca di Milano Finanza osserva: “Tra i clienti private raramente si vede entusiasmo per il Bitcoin”. Negli Stati Uniti c’è qualche segnale più positivo – con esposizioni sotto il 15% –, ma la gran parte dei capitali rimane concentrata in investimenti tradizionali o innovativi solo se con rischi controllabili. I consulenti ricevono richieste sporadiche sulle blockchain ma per ora senza tradursi in operazioni concrete.

Il futuro dell’investimento secondo i grandi patrimoni

Guardando avanti, gli esperti concordano che l’intelligenza artificiale continuerà ad attirare capitali e a far crescere start-up e società quotate nel settore. Sulle criptovalute, invece, prevale un cauto ottimismo: servono regole più chiare e stabilità per convincere davvero gli ultra-ricchi ad aumentare la loro presenza. La strada sembra ormai segnata: chi gestisce grandi fortune privilegia sicurezza, crescita concreta e tecnologie che lasciano il segno nell’economia reale.

Un dato che racconta senza fronzoli come sta cambiando l’equilibrio della ricchezza nel mondo.

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