Milano, 18 febbraio 2026 – Intesa Sanpaolo fa il grande salto nel mondo delle criptovalute. Oggi ha annunciato un investimento diretto da 100 milioni di dollari in Bitcoin, segnando una svolta importante per la banca italiana più grande. Dopo mesi di voci e riflessioni interne, il gruppo abbandona un atteggiamento finora prudente verso questo settore.
Intesa Sanpaolo scommette 100 milioni sul Bitcoin
La notizia è stata ufficializzata stamattina alle 8:34 con una comunicazione inviata agli operatori di Borsa. È la prima volta che una banca commerciale di peso in Italia mette sul piatto una cifra così importante in Bitcoin. L’investimento è stato fatto tramite l’acquisto di quote in un fondo regolamentato, pensato apposta per garantire la sicurezza degli asset digitali. A spiegare le ragioni dietro questa scelta è stato Carlo Messina, presidente e ad del gruppo, durante una call con gli analisti: “La tecnologia blockchain e il ruolo crescente delle criptovalute nella finanza globale ci obbligano a rivedere costantemente le nostre strategie”.
Sul mercato la reazione è stata rapida: il titolo Intesa ha aperto in rialzo del 2,7% a Piazza Affari, mentre il prezzo del Bitcoin ha guadagnato quasi il 4% nelle prime ore di scambi tra Milano e Francoforte.
Un movimento europeo: le altre banche non restano a guardare
Non è un caso isolato. Negli ultimi mesi, diverse grandi banche europee si sono avvicinate alle valute digitali. A gennaio, ad esempio, Deutsche Bank ha stretto una partnership con un noto exchange. In Francia, invece, BNP Paribas sta testando piattaforme di custodia per clienti istituzionali. Però l’investimento diretto in Bitcoin da parte di Intesa rappresenta qualcosa di nuovo nel nostro Paese e segna un distacco rispetto agli approcci più cauti visti altrove.
“La spinta arriva sia dal mercato sia dalla pressione sempre più forte dei clienti corporate”, spiega a alanews.it un dirigente della direzione finanziaria di Intesa che preferisce restare anonimo. Secondo lui, negli ultimi sei mesi le richieste per prodotti legati alle criptovalute sono aumentate del 30% tra i clienti più ricchi.
Tra rischi e opportunità: la posizione della Banca d’Italia
Resta però alto il tema della sicurezza. La Banca d’Italia, in una nota diffusa poco dopo le 11, ha ricordato che “gli investimenti in asset digitali presentano rischi importanti, dovuti sia alla volatilità sia a norme che sono ancora in fase di definizione”. Senza mai citare direttamente Intesa Sanpaolo, l’autorità di vigilanza ha sottolineato l’importanza di monitorare bene la situazione e adottare procedure rigorose per proteggere le chiavi private e tracciare ogni operazione.
Nel quartier generale di via Monte di Pietà si respira comunque una certa fiducia prudente. Un trader senior intercettato durante la pausa pranzo ammette: “Sapevamo che prima o poi sarebbe successo. Il settore bancario italiano non poteva più stare fuori da questo giro”. E aggiunge: “L’interesse non viene solo dai grandi patrimoni ma anche da clienti più giovani che si avvicinano agli investimenti”.
Cosa cambia nel sistema finanziario? Le prospettive
L’ingresso in grande stile di Intesa nel mondo delle criptovalute potrebbe far partire un effetto domino tra gli altri istituti nazionali. Nei corridoi di Unicredit e Banco BPM già si parla di mosse simili nelle prossime settimane. Qualcuno ipotizza l’arrivo di fondi dedicati agli asset digitali o nuovi servizi di consulenza rivolti ai clienti privati.
Gli analisti però invitano alla calma. Davide Fioroni, docente all’Università Cattolica esperto in economia degli intermediari finanziari, commenta: “Per ora l’esposizione è limitata rispetto al totale degli attivi della banca. Solo se questi investimenti cresceranno davvero potremo vedere effetti significativi sul sistema”.
La notizia fa il giro delle piattaforme finanziarie internazionali – CNBC l’ha inserita tra i titoli principali della mattinata – ma resta da capire se questo segnerà davvero un cambio duraturo anche negli altri istituti italiani. Quel che è certo è che oggi la finanza italiana ha fatto un passo avanti verso i mercati digitali globali. In via Verdi a Milano qualcuno parla già della “mossa che cambia le regole del gioco”, anche se dentro Intesa preferiscono mantenere i toni bassi e definire tutto come una “nuova fase sperimentale”.
