Instagram dice addio alla crittografia end-to-end nei messaggi privati

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Alessandro Bolzani

15 Marzo 2026

La gestione della privacy nei messaggi privati continua a essere un tema centrale per i social network. In questo contesto arriva una novità che riguarda direttamente Instagram: la piattaforma ha deciso di interrompere il supporto alla crittografia end-to-end nelle conversazioni private. La decisione è stata annunciata dalla società madre Meta Platforms, che ha indicato anche una data precisa per il cambiamento: la funzione non sarà più disponibile a partire dall’8 maggio 2026, come riportato in un aggiornamento pubblicato nella pagina di assistenza del social network.

La fine della crittografia end-to-end nei messaggi diretti

Secondo quanto comunicato da Meta, la protezione avanzata dei messaggi smetterà quindi di essere supportata nei direct message di Instagram. Il cambiamento entrerà in vigore tra pochi mesi e segna la conclusione di un lungo periodo di test che non ha mai portato questa tecnologia a diventare un elemento davvero centrale nell’esperienza di messaggistica del social.

In sostanza, la crittografia end-to-end non è mai riuscita a imporsi come funzionalità diffusa tra gli utenti della piattaforma, restando confinata a un ruolo marginale nonostante gli anni di sperimentazione.

Una funzione poco utilizzata dagli utenti di Instagram

Uno dei fattori principali dietro questa scelta è stato lo scarso utilizzo della funzione. A differenza di quanto accade su WhatsApp, dove la crittografia è attiva automaticamente per tutte le conversazioni, su Instagram era disponibile solo in alcune aree e richiedeva un’attivazione manuale per ogni singola chat.

Questa impostazione si è rivelata poco pratica per molti utenti. Il risultato è che soltanto una percentuale limitata di persone ha effettivamente scelto di utilizzare le conversazioni protette, rendendo la tecnologia poco rilevante nell’uso quotidiano della piattaforma.

Il progetto di espansione della crittografia nei servizi Meta

L’introduzione della crittografia nelle piattaforme del gruppo risale al 2016, quando Meta decise di implementarla proprio su WhatsApp. Nei piani dell’azienda guidata da Mark Zuckerberg c’era l’idea di estendere progressivamente questa protezione anche agli altri servizi del gruppo.

Nel corso degli anni sono stati effettivamente avviati diversi tentativi di espansione verso altre piattaforme social controllate da Meta. Tuttavia, questo percorso non è stato privo di ostacoli e ha incontrato resistenze da parte di governi e autorità di regolamentazione.

Le critiche delle autorità e il tema della sicurezza

Le obiezioni sollevate da molte istituzioni riguardano il delicato equilibrio tra tutela della privacy e sicurezza online. La crittografia end-to-end garantisce infatti che i contenuti dei messaggi possano essere letti soltanto dai partecipanti alla conversazione, proteggendo così la riservatezza delle comunicazioni.

D’altra parte, proprio questa caratteristica può rendere più difficile individuare attività illegali sul web. Secondo diverse autorità, un sistema di messaggistica completamente criptato potrebbe facilitare alcune forme di criminalità digitale, oltre a complicare gli interventi necessari per tutelare i minori sulle piattaforme social.

La posizione di Meta sulla protezione dei messaggi su Instagram

Nonostante le critiche e il ridimensionamento del progetto su Instagram, Meta continua comunque a difendere il valore della crittografia nelle comunicazioni digitali. L’azienda sostiene che una protezione forte dei messaggi rappresenti ancora un elemento importante per garantire la sicurezza degli utenti online.

Anche Mark Zuckerberg ha ribadito in più occasioni che la possibilità di scambiarsi messaggi protetti resta, in linea di principio, un fattore positivo per la privacy e per la sicurezza complessiva delle comunicazioni digitali.

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