Comandi vocali, riscaldamento intelligente, sicurezza da remoto: la smart home è sempre più presente nelle nostre vite e cambia il modo in cui viviamo la casa.
Nel linguaggio comune si fa sempre più spazio l’espressione smart home, termine anglosassone che sta lentamente sostituendo l’italiano “domotica”. Se quest’ultimo richiama le prime sperimentazioni degli anni ’90, legate a impianti cablati e centraline interne, il nuovo concetto rimanda a una rete connessa, gestibile via app, che trasforma ogni oggetto domestico in un dispositivo intelligente.
In Italia, il fenomeno è in piena espansione. Secondo gli ultimi dati 2025 dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il mercato smart home ha raggiunto gli 810 milioni di euro, con una crescita del +5% rispetto al 2023, nonostante la riduzione degli incentivi fiscali. La differenza principale con la domotica tradizionale? Oggi si parla di Internet of Things applicato all’ambiente domestico, con dispositivi capaci di comunicare tra loro, interagire con gli utenti in tempo reale e adattarsi in base alle abitudini quotidiane.
Da impianti cablati a dispositivi intelligenti: come funziona davvero una smart home
Il principio che rende una casa “intelligente” è la connessione in rete. Ogni componente – che si tratti di una lampadina, un termostato, una serratura o un forno – può essere controllato da remoto tramite app o comandi vocali, integrandosi con assistenti virtuali come Alexa, Google Assistant o Siri. Il cuore del sistema è il gateway, un dispositivo simile a un router, che consente la comunicazione tra i vari elementi e ne permette l’accesso anche da smartphone o computer fuori casa.
La tecnologia impiegata varia: si va dal Wi-Fi al Bluetooth, passando per protocolli dedicati come Zigbee o Z-Wave, sempre più sicuri grazie alla crittografia dei dati e alla protezione cloud offerta dai produttori. Alcune aziende italiane, come quelle dell’Emilia-Romagna e dell’Abruzzo, hanno introdotto interruttori intelligenti che sostituiscono i classici comandi elettrici senza alterare l’estetica dell’abitazione, mantenendo uno stile coerente con gli arredi ma aggiornato alle esigenze digitali.

Nel 2025, grazie a queste soluzioni, trasformare una casa classica in una smart home è diventato accessibile, senza opere murarie o ristrutturazioni invasive.
Uno dei principali benefici della smart home è il controllo energetico personalizzato. La possibilità di regolare luci, elettrodomestici, riscaldamento e raffreddamento secondo routine intelligenti consente di evitare sprechi e ottimizzare i consumi. Grazie ai termostati intelligenti e alle valvole termostatiche connesse, è possibile impostare temperature diverse in ogni ambiente e modificare tutto da remoto.
Molti sistemi offrono anche la geolocalizzazione dell’utente: se si esce di casa prima del previsto, il sistema lo rileva e spegne automaticamente il riscaldamento o il condizionatore, senza bisogno di interventi manuali. Si tratta di automatismi intelligenti, pensati per adattarsi allo stile di vita di ciascun abitante.
Ma il comfort non si ferma al risparmio: i comandi vocali, oggi più precisi e veloci, permettono di gestire luci, tende, tapparelle, musica e persino elettrodomestici senza muoversi. Le routine personalizzabili (come “modalità notte” o “modalità cinema”) offrono esperienze d’uso su misura, migliorando concretamente la qualità della vita.
Anche la sicurezza domestica ha fatto passi da gigante. Sistemi di videosorveglianza connessa, videocitofonia remota, serrature intelligenti e allarmi con notifiche in tempo reale consentono un controllo totale, anche quando si è lontani. È possibile ricevere avvisi in caso di movimento sospetto, visualizzare le immagini direttamente dallo smartphone o dalla smart TV e intervenire tempestivamente.
Uno sguardo all’Italia: dati, tendenze e cambiamenti nel 2025
Sebbene l’Italia sia ancora indietro rispetto alla media europea – con una spesa pro capite di 13,7 euro contro i 28,8 euro della media UE – il 2025 ha segnato un anno di consolidamento del settore, con un numero crescente di aziende italiane che integra tecnologie IoT nei propri prodotti. I dati dell’Osservatorio milanese segnalano un’espansione dell’offerta, con l’introduzione di algoritmi di intelligenza artificiale generativa per anticipare i bisogni degli utenti e ottimizzare i consumi.
Molti produttori puntano a modelli di business basati sui servizi, non più solo sull’hardware. Le app collegate ai dispositivi permettono analisi dettagliate dei consumi, segnalano anomalie e suggeriscono comportamenti più sostenibili. Alcune aziende offrono manutenzione predittiva, supporto da remoto e aggiornamenti software costanti per aumentare l’affidabilità del sistema.
Nel settore edile, la smart home si inserisce anche nel filone degli smart building, ovvero edifici progettati fin dall’inizio con tecnologie connesse, efficienti e sostenibili, molto richiesti nel mercato immobiliare di alta fascia.
La casa intelligente non è più un lusso per pochi, ma una realtà concreta che può migliorare la vita di chiunque, in ogni tipo di abitazione. In un momento storico in cui il risparmio energetico, la sicurezza e la gestione del tempo sono sempre più centrali, investire in tecnologie smart diventa una scelta razionale, oltre che comoda. La direzione è chiara: vivremo in case che ci capiscono, ci aiutano e ci proteggono. Il futuro è qui, e comincia dalla porta di casa.