I migliori siti per offerte viaggi: scopri come risparmiare sulle tue prossime vacanze

Giulio Righi

30 Novembre 2025

Milano, 30 novembre 2025 – Ci sono persone per cui il viaggio è una pausa ogni tanto, e poi c’è chi, come Laura, 32 anni, impiegata in una società di consulenza, che non riesce a stare con le valigie ancora da svuotare prima di pensare già alla prossima meta. È una **voglia continua di viaggiare** quella che spinge tanti, anche in pieno novembre, a scorrere foto e offerte alla ricerca di nuovi orizzonti. «Quando torno da un viaggio ho già in testa dove andare dopo», racconta Laura con un sorriso davanti a un caffè a Città Studi. Le sue parole, a tratti divertite e a tratti rassegnate, rispecchiano bene quella fame di novità che molti conoscono.

## **La psicologia dietro il desiderio di partire**

Non è solo voglia di fuggire o semplice curiosità. La psicologa Marta Gatti, esperta nei comportamenti legati al viaggio, spiega che «è una tensione positiva verso l’ignoto, che per alcune persone diventa quasi un’abitudine mentale». Quella sensazione che gli anglosassoni chiamano “travel bug” sembra prendere soprattutto i giovani tra i 25 e i 40 anni. I dati dell’Osservatorio Viaggiatori, usciti a ottobre, confermano il fenomeno: negli ultimi sei mesi il 57% degli italiani tra i 18 e i 45 anni ha già prenotato almeno due viaggi futuri, spesso mentre è ancora in vacanza.

## **Dal mappamondo al biglietto: la scelta della prossima destinazione**

A casa di Laura il mappamondo sul davanzale è sempre lì. Lo gira distrattamente durante le pause dallo smart working. «Puntare il dito è diventato quasi un rito – ammette – così scelgo dove andare la prossima volta. Due settimane fa ero a **Lisbona**, ora sto guardando verso la **Georgia**». Non è solo decidere una meta: c’è tutta una fase fatta di sogni ad occhi aperti e ricerche tra foto su Instagram e forum di viaggiatori. Le piattaforme per prenotare confermano il trend: «Stiamo vedendo più ricerche per posti meno conosciuti come **Baku o Tbilisi**», racconta Luca Bianchi, portavoce di Booking.com Italia. Perché? «Perché la gente vuole scoprire cose nuove e non tornare mai due volte nello stesso posto», spiega Laura.

## **Viaggiare per costruire se stessi**

Per molti oggi **viaggiare** non significa solo staccare la spina. È un modo per definire chi si è. Lo sottolinea uno studio dell’Università Bicocca: «Il viaggio diventa parte della storia personale», scrive la professoressa Giulia Martini. Le storie nei diari digitali, le foto nelle gallerie e i racconti agli amici diventano pezzi della propria identità. Così anche quando si torna da un weekend lungo tra i vicoli di Marsiglia, la testa è già al prossimo viaggio.

## **Viaggi più costosi ma sempre più digitali**

Un’indagine dell’Enit del terzo trimestre 2025 mostra come la spesa media per persona nei viaggi sia salita del 12% rispetto al 2023. «Gli italiani risparmiano su altro ma non sulle esperienze», dice Roberta Russo, analista del turismo. Il digitale gioca un ruolo decisivo: offerte last minute e voli lampo danno una spinta forte all’impulso del momento. Su Telegram e Whatsapp fioccano canali dedicati alle promozioni con messaggi alle prime ore del mattino e biglietti che spariscono in poche ore. A partecipare sono non solo giovani come Laura ma anche famiglie e over 50 che hanno imparato a prenotare senza pensarci troppo.

## **I piccoli rituali degli appassionati di viaggi**

Anche se questa voglia di partire non si placa mai del tutto restano quei piccoli gesti familiari: fotografie incorniciate sulla scrivania, calamite dal Marocco attaccate al frigo o taccuini pieni di appunti sparsi qua e là. Qualcuno scherza chiamandola “la malattia del viaggio”, quella voglia che non si spegne neanche davanti al meteo brutto o agli impegni lavorativi. «Mi dicono che non so stare ferma», ride Laura, «ma io mi sento viva solo così».

## **Sguardo oltre l’orizzonte**

Così mentre l’inverno avanza sono tanti quelli che sfogliano guide e siti alla ricerca della prossima meta: Islanda a gennaio, Giappone in primavera, magari con solo uno zaino sulle spalle e la mente già oltre il confine successivo. Perché per alcuni – come Laura e molti altri – la vera casa è sempre un po’ più lontana. Forse proprio dove finirà il dito sul mappamondo.

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