Hyperliquid verso il boom: token HYPE potrebbe schizzare a 150$ entro agosto, prevede Arthur Hayes

Cristina Manetti

11 Marzo 2026

Milano, 11 marzo 2026 – Il token nativo di Hyperliquid potrebbe volare fino a 150 dollari entro agosto, almeno secondo le previsioni di Arthur Hayes, ex CEO di BitMEX e una voce di peso nel mondo delle criptovalute. La notizia, diffusa ieri mattina sul suo blog, ha suscitato un certo interesse tra investitori e analisti internazionali, anche se finora il mercato digitale ha reagito senza grandi scossoni.

Hyperliquid verso il boom? La previsione di Hayes

Arthur Hayes non ha usato mezzi termini: “Vedo Hyperliquid a 150 dollari entro l’estate”. Al momento, il token gira intorno ai 30 dollari, secondo i dati di CoinGecko aggiornati alle 15. Se queste previsioni si avverassero, significherebbe una crescita vicina al 400%. Cosa spinge questa fiducia? Hayes punta sul mix tra una domanda in aumento per le piattaforme decentralizzate e alcune novità tecniche che Hyperliquid ha presentato nelle ultime settimane.

L’analista sottolinea che la decentralizzazione della finanza (DeFi) sta entrando in una nuova fase: “Non si tratta solo di hype, ma di numeri concreti – ha detto – Hyperliquid mostra dati solidi su volumi e partecipazione degli utenti”.

Cosa dicono i numeri su Hyperliquid

Da gennaio 2024 a oggi, la piattaforma ha visto crescere costantemente il numero delle transazioni giornaliere. Secondo Messari, lo scorso 9 marzo si è toccata quota 120mila operazioni. Un traguardo che Hayes ripete spesso: “Quando una piattaforma regge questi numeri per oltre tre mesi, è entrata in una fase più avanzata di adozione”, ha spiegato durante una diretta su X (ex Twitter).

Intanto fonti vicine all’azienda, con sede a Singapore ma team sparsi tra Europa e Stati Uniti, confermano che presto arriveranno nuovi strumenti di trading. Recentemente è stato introdotto anche un sistema di incentivi basato su staking automatico con rendimenti annui variabili tra il 7 e il 9%.

Non mancano però voci più caute. Per esempio, Federica Sala, analista per Blockchain Italia, ricorda che “Hayes è sempre molto ottimista e tende spesso a sovrastimare le prospettive nel breve termine”. Per lei, il target dei 150 dollari resta “possibile ma difficile”, soprattutto vista l’alta volatilità del settore.

Mercato globale sotto osservazione: i rischi

Il contesto in cui arriva questa previsione non è affatto scontato. Il mercato delle criptovalute sta cambiando rapidamente: dal primo trimestre 2026 i capitali nelle principali piattaforme DeFi sono tornati a salire, superando i 180 miliardi di dollari in asset complessivi (dati Glassnode).

Ma l’incognita principale resta la regolamentazione. La Commissione europea ha infatti rivisto le regole sugli scambi digitali e rischia di imporre limiti stringenti agli operatori non registrati già dalla seconda metà dell’anno.

Interpellato da alanews.it, Marco Rinaldi – docente all’Università Bocconi ed esperto di economia digitale – mette in guardia: “Le previsioni su questi asset vanno prese con le pinze. L’interesse per la DeFi c’è davvero, ma da qui ad agosto i nodi normativi potrebbero cambiare le carte in tavola”. Per lui, la chiave sarà vedere come Hyperliquid saprà muoversi dentro un quadro regolatorio sempre più stretto.

Mercati tiepidi e comunità in attesa

Dopo l’annuncio di Hayes la reazione dei mercati è stata tutto sommato contenuta. I volumi degli scambi sul token sono cresciuti del 12% entro ieri pomeriggio (dato CoinMarketCap), senza però picchi clamorosi né su social né nelle community più attive: molti sembrano guardare con prudenza.

Sul forum Reddit dedicato a Hyperliquid, un moderatore noto come “CrypTommy” commenta: “Siamo abituati a movimenti anche più ampi, ma sentire Hayes esporsi così è sicuramente un segnale importante”. Nel gruppo Telegram ufficiale invece gli utenti chiedono soprattutto come si comporterà la piattaforma se dovesse arrivare un afflusso massiccio di capitali.

Solo il tempo potrà dirci se queste previsioni diventeranno realtà. Per ora i 150 dollari restano un traguardo ambizioso: inseguito da chi crede nel futuro della finanza decentralizzata e seguito con attenzione da chi non dimentica le montagne russe del passato.

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