Gemini su Android diventa agente personale: tutte le novità dal Galaxy Unpacked 2026

Salvatore Broggi

26 Febbraio 2026

San Francisco, 26 febbraio 2026 – Nel corso del Galaxy Unpacked 2026, Google ha presentato una nuova funzione agentica per Gemini su Android che promette di semplificare la vita degli utenti, automatizzando compiti complessi direttamente dal telefono. Grande attenzione è stata riservata alla privacy, un tema che sta diventando sempre più centrale nel mondo digitale. L’annuncio, arrivato ieri alle 18 ora italiana, rappresenta una svolta importante per il sistema operativo di Mountain View, che punta da tempo a trasformare l’assistente digitale in qualcosa di più di un semplice risponditore vocale.

Una nuova generazione di assistenza digitale

All’evento, svoltosi al Moscone Center, è stato Sameer Samat, vicepresidente di Android, a spiegare le novità. “Con Gemini agentico vogliamo offrire un’esperienza dove il telefono non si limita a rispondere alle domande, ma prende iniziative su compiti che oggi richiedono diversi passaggi manuali”, ha detto. L’idea è chiara: lasciare all’utente la possibilità di affidare ad Android attività come fissare appuntamenti multipli, organizzare documenti sparsi tra diverse app o preparare report automaticamente partendo da email e calendario.

Fino a oggi gli assistenti virtuali erano in grado solo di fare cose semplici: mandare messaggi, impostare promemoria o avviare chiamate. Le demo mostrate a San Francisco invece raccontano un’intelligenza artificiale che gestisce processi più complessi, come prenotazioni incrociate tra servizi o flussi di lavoro personalizzati in base alle abitudini dell’utente.

Privacy al centro della scena per gli utenti Android

Un tema tornato più volte nel corso dell’annuncio e al centro delle domande è stato proprio quello della privacy. Google ha chiarito che tutte le automazioni saranno eseguite “on device”, cioè direttamente sul telefono, senza spostare dati sensibili su server esterni se non strettamente necessario. “I dati personali resteranno sul dispositivo a meno che l’utente non decida diversamente”, ha assicurato Samat, spiegando anche che sarà possibile scegliere con precisione cosa condividere e cosa no.

A rafforzare questa promessa è intervenuto Rick Osterloh, responsabile hardware di Google, che ha illustrato come verranno usati chip dedicati e crittografia avanzata per proteggere le informazioni durante tutte le automazioni. Un dettaglio importante: alcune funzioni saranno disponibili solo sui modelli più recenti con i nuovi processori Tensor G4 nelle prime versioni beta.

Casi pratici e qualche limite iniziale

Durante la presentazione sono stati mostrati esempi concreti d’uso. Tra questi la capacità di Gemini di analizzare una casella email piena e suggerire risposte prioritarie o organizzare riunioni con più partecipanti tenendo conto delle preferenze orarie e della disponibilità nei calendari collegati. Non mancano però dei limiti: alcune automazioni richiedono permessi extra o dipendono dalla compatibilità con servizi esterni.

“Non vogliamo sostituire il giudizio umano nelle decisioni importanti – ha confidato una sviluppatrice del team Android ai margini dell’evento – ma puntiamo a togliere il peso delle attività ripetitive.” Solo in futuro sarà possibile ampliare il raggio d’azione ad app finanziarie e sistemi smart home più sofisticati.

La sfida degli assistenti si fa serrata

Dietro questo lancio c’è anche una chiara mossa strategica. Apple lavora da tempo su Siri e Samsung ha già presentato soluzioni simili per Bixby: “Sappiamo bene che la concorrenza è forte”, ha ammesso Samat davanti ai giornalisti. Ma la promessa di Gemini resta quella di tenere sempre l’utente al comando, con trasparenza sui dati raccolti e possibilità di revocare subito i permessi.

Google prevede un lancio graduale già nelle prossime settimane sui dispositivi con Android 15 e versioni successive. Per ora non ci sono date certe sull’arrivo in Italia; fonti interne parlano però del secondo trimestre 2026 come periodo probabile. Nel frattempo gli sviluppatori potranno provare le API dedicate a partire dai prossimi giorni.

La sfida sugli agenti intelligenti è appena iniziata. Per chi usa Android però l’idea di avere un’intelligenza artificiale capace davvero di capire abitudini e preferenze quotidiane non sembra così lontana. Come ha concluso Samat uscendo dalla sala: “Questa sarà un’estate diversa per chi vorrà toccare con mano il futuro prima degli altri”.

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