Milano, 4 gennaio 2026 – “Fiscal dominance” torna prepotentemente sotto i riflettori in un momento in cui l’attenzione sui conti pubblici è tornata alta. A spingere il dibattito è stato il recente allarme della Banca Centrale Europea sul crescente rischio legato ai debiti sovrani. Ma cosa vuol dire davvero questo termine? E perché, oggi più che mai, è fondamentale per capire cosa succederà a inflazione, tassi d’interesse e mercati finanziari?
Fiscal dominance: quando la politica monetaria passa in secondo piano
La Banca d’Italia spiega che si parla di fiscal dominance quando la politica monetaria – ovvero le decisioni di una banca centrale su tassi e acquisti di titoli – non ha più come obiettivo principale la stabilità dei prezzi. Anzi, diventa “subordinata” alle esigenze del bilancio pubblico. In altre parole, la banca centrale si ritrova a dover tenere sotto controllo i costi del debito pubblico. È una situazione tipica dei periodi in cui lo Stato ha molti debiti da gestire. Un concetto complesso, ma con diversi precedenti storici alle spalle: dagli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale fino all’Italia prima dell’euro.
Perché il termine torna d’attualità
Perché si parla di fiscal dominance proprio ora? La risposta è nei numeri. Il debito pubblico italiano ha superato i 2.870 miliardi di euro e quello dell’area euro resta sopra il 90% del PIL (dati Eurostat aggiornati a fine 2025). Con l’uscita dall’era dei tassi bassissimi – quella in cui la BCE acquistava titoli di Stato senza limiti – rifinanziare il debito è diventato più caro per tutti i governi europei. Come ha spiegato ieri Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia: “La tentazione di chiedere alle banche centrali un po’ più di flessibilità per sostenere i bilanci pubblici c’è sempre”.
Cosa cambia per inflazione e tassi
Quando la politica monetaria si piega alle esigenze fiscali, a farne le spese può essere l’inflazione. In teoria, una banca centrale dovrebbe poter aumentare i tassi senza problemi per frenare l’aumento dei prezzi. Ma se i governi sono troppo indebitati e i mercati temono una crisi fiscale, cresce la pressione a restare “accomodanti”. Così, il contrasto all’inflazione finisce sullo sfondo. Un esempio recente: nel biennio 2022-2023 la BCE ha alzato i tassi per arginare l’impennata dei prezzi, ma spesso si sono sentite pressioni per fermarsi e non mettere in difficoltà i Paesi più indebitati.
Che impatto c’è sui mercati finanziari
Per i mercati finanziari, il ritorno della fiscal dominance significa più incertezza. Gli investitori – specie quelli grandi e internazionali – guardano con attenzione se la banca centrale mantiene la sua indipendenza o cede alle pressioni dei governi. Come sottolinea il centro studi Ref Ricerche in una nota: “Se cresce il sospetto che la BCE stia troppo vicino alla politica fiscale degli Stati membri, i rendimenti dei titoli di Stato possono schizzare rapidamente”. Il rischio è una spirale pericolosa: tassi più alti rendono più pesante il debito e spingono ancora di più a chiedere aiuto alla banca centrale.
Un equilibrio complicato tra regole e scelte politiche
Trovare un punto d’equilibrio non è facile per le istituzioni europee: da una parte c’è il mandato della BCE di tenere l’inflazione intorno al 2%, dall’altra serve garantire la stabilità dei conti pubblici degli Stati membri. Mario Draghi, intervistato a novembre, aveva ricordato che la credibilità della Banca centrale è “il vero argine contro derive inflazionistiche e instabilità sui mercati”. È un equilibrio fragile che si gioca tra Francoforte e Bruxelles.
Tra gli economisti italiani cresce il dibattito
Economisti come Carlo Cottarelli e Veronica De Romanis avvertono da tempo: bisogna evitare “scivoloni fiscali”, soprattutto ora che torna in campo un Patto di Stabilità rivisto. De Romanis dice chiaro: “I margini sono stretti, rischiamo di tornare a chiedere politiche espansive con il sostegno della banca centrale”. Ma la storia insegna una cosa fondamentale: senza una gestione attenta dei conti pubblici, ogni indipendenza della banca centrale rischia di svanire.
Le sfide del 2026
Con la ripresa delle riunioni dell’Eurogruppo e lo scontro sulla legge di bilancio italiana alle porte, il tema della fiscal dominance sarà protagonista nei prossimi mesi. I mercati staranno a guardare due cose: resterà autonoma la BCE o arriveranno nuove richieste di aiuto dai governi? Solo allora sapremo se l’Europa riuscirà a evitare quel corto circuito che molti continuano a vedere come un rischio concreto.
