Milano, 27 gennaio 2026 – Ethereum, seconda criptovaluta per capitalizzazione dopo Bitcoin, è tornata sotto i riflettori degli investitori grazie a una serie di segnali positivi. Negli ultimi giorni, il prezzo di Ethereum ha ripreso quota, spinto da indicatori di rete in crescita e, non meno importante, da costi di transazione ai minimi storici dalla nascita della blockchain. Un quadro che – secondo operatori e analisti sentiti questa mattina a Milano – lascia intravedere una nuova ondata di interesse per le criptovalute, sostenuta sia dalla vivacità dei mercati sia da alcune novità tecnologiche.
Ethereum: nuove prospettive dopo un 2025 altalenante
Il 2025 si era chiuso con Ethereum intorno ai 2.050 dollari, in un clima fatto di alti e bassi legati a fattori macroeconomici e all’incertezza sulle normative. Da inizio gennaio però – come mostrano i dati del sito CoinMarketCap – il token ETH ha guadagnato circa il 15%, sfiorando ieri sera i 2.360 dollari alle 19.34 ora italiana. Marco Di Stefano, analista intervistato da alanews.it, spiega che “la crescita è legata a un aumento dell’attività sulla rete, ma anche a un dato meno visibile: le commissioni per transazione sono ai minimi storici“. Un dettaglio che secondo gli operatori sta favorendo la ripresa degli scambi sia tra piccoli risparmiatori sia tra investitori istituzionali.
Commissioni ai minimi: gli effetti sulla rete
Tra le ragioni dietro questo nuovo interesse verso Ethereum, le commissioni di transazione giocano un ruolo importante. Fino a pochi mesi fa, anche spostare piccole somme sulla blockchain comportava costi elevati che scoraggiavano molti utenti. Ora invece la situazione è cambiata drasticamente. Secondo Etherscan, nella settimana dal 20 al 27 gennaio la spesa media per una transazione standard è scesa sotto i 30 centesimi di dollaro — un livello mai visto dal lancio della piattaforma nel 2016. “È un incentivo concreto”, commenta Silvia Brunetti, responsabile cripto in una grande banca italiana. “Transazioni più economiche fanno ripartire gli NFT e le app decentralizzate, riportando volumi simili a quelli del biennio pandemico”.
Indicatori di rete: crescita e stabilità
Un altro segnale positivo arriva dagli indicatori tecnici. La cosiddetta “hash rate”, cioè la potenza complessiva usata per mantenere la blockchain attiva, rimane alta e stabile: dati recenti di Glassnode mostrano un aumento del 7% nell’ultimo mese. Anche il numero delle transazioni giornaliere resta sopra il milione — numeri che non si vedevano dalla primavera del 2022. “È la prova che la rete è solida”, commenta Riccardo Sala, docente di Sistemi Distribuiti all’Università Statale di Milano. Per Sala questa solidità tecnica dà fiducia agli operatori sulle prospettive a medio termine.
Mercati attenti alle novità tecniche
Il calo delle commissioni viene attribuito dagli esperti anche all’aggiornamento “Dencun”, introdotto a fine dicembre 2025 dagli sviluppatori. Questo update punta a migliorare la scalabilità grazie a nuove tecniche per comprimere i dati. Solo con queste modifiche si è riusciti a ridurre il traffico e alleggerire la blockchain. “Non è solo un aspetto tecnico”, sottolinea Di Stefano, “ma una leva economica: meno costi vuol dire più attività”. I mercati sembrano aver reagito con cautela ma interesse: nei primi venti giorni dell’anno il volume medio degli scambi su ETH è salito del 12% rispetto al periodo precedente (fonte: Binance Research).
Le prospettive degli operatori
Se questo trend continuerà, molti vedono il prezzo di Ethereum puntare verso quota 2.500 dollari nelle prossime settimane. “Ora l’attenzione è sulla tenuta della rete e sulle possibili novità normative negli Stati Uniti”, dice Brunetti. Anche tra i piccoli investitori c’è un cauto ottimismo: nei forum italiani sono tornati post che sperano in un ritorno ai livelli pre-2022.
Insomma, secondo buona parte degli analisti, oggi Ethereum appare più accessibile e competitiva rispetto agli ultimi tempi. Tutti guardano con attenzione ai prossimi sviluppi tecnici e alle mosse dei grandi fondi internazionali. Per ora — almeno a giudicare dai numeri — questa criptovaluta sembra aver ritrovato energie nuove e una base più solida su cui costruire il suo futuro prossimo.
