Milano, 14 gennaio 2026 – Ethereum torna a far parlare di sé tra gli addetti ai lavori e gli analisti del settore. Negli ultimi giorni, infatti, i dati di Nansen alle ore 13 di lunedì mostrano come il numero di indirizzi attivi giornalieri sulla sua rete abbia superato nuovamente quello delle principali soluzioni di Layer 2, come Base, Arbitrum e Optimism. Una svolta che rompe il trend degli ultimi mesi.
Ethereum in ripresa: sempre più utenti sulla mainnet
Secondo le rilevazioni tra domenica e lunedì mattina, la media dei wallet unici attivi su Ethereum si è avvicinata a quota 495.000 al giorno, con un picco la sera del 13 gennaio. I dati forniti da Nansen e CoinMetrics evidenziano come la rete principale abbia riconquistato terreno rispetto alle più recenti L2, pensate per abbassare i costi e accelerare le transazioni. Un analista di Nansen, contattato alle 10.30, ha spiegato che “questo movimento mostra un rinnovato interesse per le app native e i protocolli DeFi sulla mainnet”.
Fino a pochi mesi fa erano piattaforme come Base (sviluppata da Coinbase), Arbitrum e Optimism a trainare il settore crypto grazie a costi più bassi e tempi di validazione più rapidi. Ora però la curva si è invertita: domenica i wallet attivi su Base sono scesi a 375.000, su Arbitrum si sono fermati intorno ai 338.000, mentre Optimism – secondo Dune Analytics – è rimasta poco sotto i 250.000 indirizzi attivi.
Perché Ethereum ha ripreso quota: costi bassi, sicurezza e nuove app
Dietro questo sorpasso ci sono diverse ragioni. Prima di tutto, l’abbassamento delle commissioni gas su Ethereum: nelle ultime settimane sono scese sotto i 20 gwei per transazione, un livello che non si vedeva da tempo. Marco Falci, CTO di una nota software house italiana nel settore, spiega che “questa riduzione ha permesso anche agli utenti comuni di tornare sulla mainnet senza dover sostenere costi troppo alti”.
Parallelamente l’ecosistema delle dApp, in particolare quelle legate alla finanza decentralizzata e agli NFT (token non fungibili), ha visto il lancio di nuovi servizi nelle prime settimane di gennaio. Dall’exchange decentralizzato Rainfall al marketplace digitale Vela, l’offerta si è ampliata rapidamente. “Ethereum non ha mai smesso di innovare”, dice Falci. “Solo ora gli utenti lo stanno riscoprendo”.
Un altro fattore chiave riguarda la percezione della sicurezza della mainnet rispetto alle Layer 2: dopo alcuni problemi tecnici verificatisi su Optimism lo scorso novembre – con blocchi temporanei delle transazioni tra le 16 e le 20 – molti investitori hanno preferito affidarsi di nuovo alla rete principale. “Ethereum resta il punto fermo per chi gestisce asset importanti”, conferma un portavoce della società di custodia digitale Gnosis Safe.
Effetti sul mercato: volumi in crescita e capitalizzazione in rialzo
L’aumento del traffico sulla mainnet si riflette anche nei volumi giornalieri: secondo Glassnode, tra il 10 e il 13 gennaio il valore totale delle transazioni su Ethereum ha superato i 4 miliardi di dollari ogni giorno, contro poco più di 2 miliardi complessivi sulle Layer 2 nello stesso periodo. Di conseguenza, la capitalizzazione totale della blockchain – calcolata sommando i token nativi (ETH) depositati nei principali smart contract – è cresciuta dello 0,8% nell’ultima settimana.
Questa tendenza non è passata inosservata dagli investitori istituzionali. BlackRock e Fidelity Digital Assets – secondo fonti interne citate da The Block – stanno valutando un aumento delle loro posizioni proprio in vista del maggior movimento sulla mainnet. “C’è una buona occasione per attrarre liquidità nel primo trimestre”, ha commentato un gestore dell’area EMEA raggiunto telefonicamente alle 17.45.
Mainnet e L2: due facce della stessa medaglia
Nonostante questa momentanea inversione nei flussi degli utenti, gli esperti sottolineano che le Layer 2 restano fondamentali per far crescere Ethereum nel lungo periodo. Andrea Visconti di Chainlink Italia ha spiegato ieri pomeriggio durante un webinar organizzato da CryptoValley: “Le L2 sono essenziali per scalare la piattaforma”. Per Visconti sarà proprio la convivenza tra mainnet e soluzioni secondarie “la chiave per i prossimi aggiornamenti tecnici”.
In sintesi: se in queste settimane la rete principale è tornata sotto i riflettori grazie a commissioni più basse e nuove applicazioni, il cammino verso una maggiore efficienza passa ancora dal delicato equilibrio tra innovazione e affidabilità. Un bilanciamento che gli sviluppatori devono tenere stretto ad ogni aggiornamento software.
