Milano, 2 gennaio 2026 – Ethereum ha fatto segnare un nuovo record. Nelle ultime 24 ore, la blockchain ideata da Vitalik Buterin ha toccato quota 1,87 milioni di transazioni giornaliere, superando così il massimo precedente, datato 2021. A segnalarlo stamattina sono stati i principali strumenti di monitoraggio on-chain, come Etherscan e Dune Analytics.
Quello che colpisce non è solo il numero impressionante di scambi – concentrati soprattutto tra le 9 e le 18, ora italiana – ma anche il costo delle operazioni: commissioni quasi azzerate, un fenomeno mai visto finora con volumi così alti.
Ethereum batte ogni record: superato il picco del 2021
Il traguardo è stato raggiunto nel pomeriggio di Capodanno, quando la rete ha registrato più di 1,87 milioni di transazioni in sole 24 ore. Il precedente limite si fermava poco sopra gli 1,7 milioni ed era stato raggiunto nell’estate del 2021, durante la cosiddetta “DeFi Summer”, il periodo in cui i protocolli finanziari decentralizzati esplosero in popolarità.
Questa volta, spiegano gli addetti ai lavori, la spinta arriva dalla ripresa delle applicazioni DeFi e dall’interesse verso i nuovi token ERC-404, senza dimenticare una serie di giochi on-chain molto attivi nelle ultime settimane.
Non è solo una questione di numeri. Rispetto a quel boom del 2021, le commissioni sono rimaste sorprendentemente basse: si parla di pochi centesimi per transazione, a fronte dei picchi oltre i 50 dollari di quattro anni fa. Anche negli orari più trafficati – intorno alle 15 e alle 21 – i costi sono rimasti stabili e contenuti rispetto ai giorni precedenti.
Commissioni basse nonostante il traffico: come è possibile?
Come ha fatto Ethereum a gestire un traffico così intenso senza far schizzare i costi? Gli esperti indicano alcune novità introdotte negli ultimi due anni. “Il passaggio al proof-of-stake e l’arrivo degli rollup di secondo livello hanno cambiato radicalmente la scalabilità della rete,” spiega Tommaso Altieri, sviluppatore di Polygon Labs.
Gli rollup, in particolare, spostano molte transazioni su catene parallele che poi inviano dati compressi alla mainnet. Questo alleggerisce la pressione sulla catena principale e lascia spazio per molte più operazioni senza intasamenti.
Un’altra chiave importante è l’adozione progressiva del protocollo EIP-4844 – chiamato anche “proto-danksharding” – che secondo gli analisti riduce la pressione sulle mempool, cioè le code dove le transazioni aspettano il turno per essere processate. “Non abbiamo visto lunghe attese neanche nei momenti più intensi,” ha raccontato un tecnico anonimo su X (ex Twitter). Solo due anni fa, situazioni simili avrebbero causato rallentamenti a catena.
Reazione della community e impatto sulle DeFi
La risposta della community non si è fatta attendere. Su Telegram e Discord decine di utenti hanno commentato quanto sia stato facile fare swap o spostare fondi anche nelle ore più calde della giornata. “Sembrava impossibile gestire volumi così alti senza blocchi o costi esorbitanti,” ha scritto un utente italiano su un canale dedicato a Uniswap.
Per molti sviluppatori DeFi questa fase è un banco di prova importante: se la rete regge con questi numeri, dicono in tanti, significa che il salto di qualità è finalmente arrivato.
Anche il settore dei giochi blockchain – dai collectibles ai mini-game interattivi – continua a spingere buona parte del traffico su Ethereum. Secondo DappRadar, quasi il 31% delle transazioni giornaliere del primo gennaio riguarda smart contract legati a giochi o NFT.
Che cosa ci aspetta?
Gli analisti vedono nel nuovo record l’inizio di una fase stabile per Ethereum. “I dati dicono che il network può reggere nuovi cicli di adozione su larga scala,” afferma Beatrice Ceroni, analista di Chainalysis.
Ma non mancano le incognite. Con gli aggiornamenti tecnici in arrivo – tra cui lo sharding completo e i moduli modulari – si dovrà vedere se sarà possibile mantenere bassi i costi qualora i volumi dovessero aumentare ancora.
Per ora gli investitori restano cautamente ottimisti. Dopo la notizia del record l’Ether si è mosso poco: alle 11 veniva scambiato intorno ai 2.430 dollari su Binance, poco sopra i livelli della settimana scorsa. Segno che per ora la novità tecnica non ha acceso corse speculative.
Il vero test arriverà nelle prossime settimane: con i grandi exchange tornati operativi dopo le feste e nuovi prodotti DeFi in arrivo entro gennaio, tutti guardano alle performance della rete. Solo allora – dicono gli sviluppatori – sapremo se questo nuovo Ethereum potrà davvero diventare la piattaforma universale per le app del futuro.
