Elon Musk scommette su Optimus: il robot umanoide che supererà le auto Tesla in innovazione

Salvatore Broggi

19 Gennaio 2026

Milano, 19 gennaio 2026 – Tesla è a un punto di svolta. Nel momento in cui le vendite globali di auto mostrano un netto rallentamento nell’ultimo trimestre, l’azienda guidata da Elon Musk sposta lo sguardo oltre le quattro ruote e punta con decisione sulla robotica umanoide. L’obiettivo? Riprendere il ruolo da protagonista nell’innovazione tecnologica a livello mondiale. La scelta, annunciata di recente a Palo Alto, ha scatenato reazioni contrastanti tra esperti e addetti ai lavori. La domanda resta semplice: davvero il futuro di Tesla si giocherà sui robot e non più sulle automobili?

Vendite in calo: una frenata che pesa

I numeri parlano chiaro. Nel quarto trimestre del 2025, le consegne di auto elettriche sono scese a 422.000 unità, un -12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Da Shanghai a Berlino, passando per Fremont e Austin, la produzione rallenta e le catene di montaggio procedono a ritmo ridotto. Fonti interne confermano che il calo più marcato riguarda gli Stati Uniti e l’Europa occidentale, mentre in Cina la crescita resta appena sopra la soglia di tenuta.

Un rivenditore milanese racconta: “Da settembre i clienti interessati alle nuove Model 3 o Y sono diminuiti. E la concorrenza cinese si fa sentire forte”. Non solo BYD o Nio – anche marchi tradizionali come Volkswagen e Hyundai stanno guadagnando terreno in Europa.

Robot umanoidi: la nuova sfida di Tesla

Proprio su questa battuta d’arresto si innesta la nuova strategia aziendale. L’11 gennaio, durante una presentazione agli investitori a Palo Alto, Musk ha ribadito che “il prossimo grande salto sarà nei robot umanoidi“, parlando di Optimus, il progetto su cui Tesla lavora da due anni con ingegneri e designer. Sono robot capaci di svolgere compiti manuali semplici – trasportare scatole, sistemare magazzini – ma anche operazioni più complesse che richiedono una certa autonomia.

“La domanda per questi robot è enorme”, ha detto Musk davanti agli analisti di Morgan Stanley e Reuters. Secondo lui, questo mercato potrebbe superare quello delle auto entro un decennio. Troppo ottimista? Forse. Ma il prototipo mostrato negli stabilimenti Tesla – alto un metro e settanta, cammina senza aiuto e risponde a comandi vocali semplici – ha colpito anche i concorrenti.

Investimenti e prime applicazioni sul campo

Sul fronte finanziario, Tesla avrebbe già messo sul piatto oltre 3 miliardi di dollari per sviluppare la piattaforma robotica tra il 2024 e il 2026. Una cifra importante se si pensa che nello stesso periodo l’azienda ha ridotto investimenti sulla Model S per puntare sull’intelligenza artificiale applicata ai robot.

Secondo indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal, i primi modelli Optimus sono già in uso nei magazzini di Sparks, Nevada, dove lavorano insieme agli operai nel trasporto merci pesanti e nel montaggio delle batterie. Un operaio preferisce non farsi riconoscere ma racconta: “Il robot si muove bene tra le corsie e si ferma appena incontra qualcuno”. Segno che l’integrazione pratica è iniziata davvero.

Mercato scettico ma interessato

Non mancano però i dubbi sulla svolta annunciata. Gli analisti di Bernstein Research hanno definito l’operazione “rischiosa”, sottolineando che il settore della robotica umanoide è ancora molto piccolo rispetto all’automotive. Eppure gli investitori guardano con attenzione: dopo un calo del 9% delle azioni Tesla da ottobre, nelle ultime settimane – proprio dopo la presentazione degli Optimus – c’è stato un rimbalzo del 3%. Segno che la curiosità c’è.

“Siamo in una fase di passaggio”, ammette Gina Wu, senior partner della società di consulenza McKinsey contattata dalla nostra redazione. Per lei Tesla deve ancora dimostrare se riesce a trasformare questa tecnologia in prodotti vendibili su larga scala.

Il futuro tra automobili e robot

In questo momento incerto – con le vendite delle auto Tesla che stentano a riprendere quota – resta da vedere se puntare sui robot umanoidi sarà la carta vincente per una nuova stagione di crescita. “La sfida vera sarà rendere questi robot affidabili ed economici”, conclude Wu.

Per ora a Palo Alto si lavora su entrambi i fronti: le auto elettriche restano in produzione ma nei capannoni spuntano sempre più spesso le sagome bianche dei primi automi. Toccherà al tempo dire se questa convivenza regalerà a Tesla il rilancio sperato o segnerà l’inizio di un cambiamento profondo nel cuore della Silicon Valley.

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