Dollaro ai minimi da 4 anni: attesa per decisione Fed e possibile boom di Bitcoin oggi

Corrado Pedemonti

28 Gennaio 2026

New York, 28 gennaio 2026 – Il dollaro precipita ai livelli più bassi degli ultimi quattro anni, proprio mentre la Federal Reserve si prepara a comunicare, questa sera alle 20 ora italiana, la sua decisione sui tassi di interesse. Un momento che tiene col fiato sospeso investitori e mercati di tutto il mondo. Giornata importante anche per le criptovalute, con il prezzo di Bitcoin che segue da vicino i movimenti della moneta americana e le attese sulle prossime mosse della banca centrale.

Dollaro giù, occhi puntati sulla Federal Reserve

Il calo del dollaro, che ormai dura da settimane, ha preso slancio proprio stamattina. Alle 11.30 a New York, il cambio euro/dollaro ha toccato quota 1,21, un livello che non si vedeva da gennaio 2022. Gli esperti di Goldman Sachs spiegano che la spinta verso il basso arriva soprattutto dai dati sull’inflazione americana – ferma al 2,4% annuo – e dalle parole del presidente Fed, Jerome Powell, che ha lasciato intendere un possibile rallentamento nella stretta sui tassi.

“Il mercato si aspetta ormai un atteggiamento più morbido”, ha detto ieri James Fitzgerald, strategist di J.P. Morgan a Wall Street. Un clima incerto, ma anche carico di attesa, in vista della riunione del Federal Open Market Committee di questa sera. Sarà lì che si deciderà se lasciare i tassi fermi – cosa che la maggior parte degli operatori dà per scontata – o se intervenire con una leggera correzione per contrastare i segnali di rallentamento dell’economia.

Bitcoin e criptovalute: i riflessi del dollaro debole

Nel frattempo, il prezzo di Bitcoin resta sotto i riflettori. Oggi la criptovaluta ha oscillato tra i 41.300 e i 41.900 dollari, dopo giorni di crescente volatilità. Gli operatori collegano questo andamento proprio al calo del dollaro e alla tensione in vista della decisione della Fed.

“Quando il dollaro perde forza, parte della liquidità si sposta su alternative come Bitcoin”, spiega Alan Rivera, analista di CoinDesk, contattato stamattina alle 8.45 ora italiana. Ma il quadro non è semplice. Negli ultimi giorni sono aumentate le prese di profitto da parte dei grandi portafogli digitali, le cosiddette “whale”, in attesa di segnali più chiari dalle istituzioni finanziarie.

Secondo i dati di Glassnode, solo ieri sono stati spostati dagli exchange verso portafogli privati più di 30mila Bitcoin. Un movimento che di solito anticipa una minore pressione di vendita sugli scambi ufficiali.

Investitori istituzionali e mercati globali sotto la lente

Il quadro rimane però influenzato dall’atteggiamento degli investitori istituzionali, sempre più attivi sia nel mercato azionario sia in quello delle criptovalute. Nelle note diffuse da BlackRock all’apertura di Wall Street si legge che “la correlazione tra la performance di Bitcoin e le oscillazioni del dollaro si è rafforzata nell’ultimo trimestre”. Un segnale chiaro di quanto le decisioni della Fed influenzino anche asset nati fuori dalla finanza tradizionale.

Non è solo Wall Street a sentire la pressione. Sulle piazze asiatiche la tensione si fa sentire: a Hong Kong il future sul bitcoin viaggia sopra i 42mila dollari tra le 14 e le 16 ora locale. A Tokyo, invece, la Borsa chiude in rialzo dello 0,8%, ma gli operatori segnalano una volatilità superiore al solito sulle azioni legate al fintech.

“La volatilità è diventata una costante nel mondo delle criptovalute”, conferma a Reuters Annalisa Ferrante, portfolio manager di Sella Asset Management a Milano. Non sorprende quindi che la domanda di derivati su Bitcoin sia tornata ai livelli più alti da giugno 2023.

Il conto alla rovescia prima della Fed

Mentre si avvicina l’annuncio della Fed, investitori e trader restano in allerta. Il prezzo di Bitcoin potrebbe oscillare molto, sia se i tassi restano invariati sia se dovesse arrivare una sorpresa, anche se meno probabile, di stretta. Come sottolinea Fitzgerald di J.P. Morgan, “tutto dipenderà dalle parole di Powell e dalle indicazioni sulle mosse future”.

Fino a quando la decisione ufficiale non arriverà, intorno alle 20 in Italia, il mercato vive una calma apparente. Sotto la superficie però i flussi sono pronti a cambiare direzione in fretta. E ancora una volta, le criptovalute si candidano a diventare il termometro dell’incertezza che attraversa la finanza globale.

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