Democratici Usa attaccano la SEC: accuse di collusione con Trump e mancata vigilanza sulle crypto

Cristina Manetti

16 Gennaio 2026

Washington, 16 gennaio 2026 – Negli Stati Uniti, alcuni esponenti del Partito Democratico hanno sferrato un duro attacco alla SEC, accusando l’agenzia federale di aver lasciato il campo nella sua missione di vigilanza, soprattutto sul mercato delle criptovalute. Le critiche sono esplose ieri durante un’audizione alla Camera, proprio mentre crescevano i dubbi sulla capacità delle istituzioni di tenere sotto controllo un settore sempre più instabile e imprevedibile.

Dem Usa all’attacco: “SEC troppo arrendevole sulle crypto”

La tensione in aula a Capitol Hill è salita rapidamente poco dopo le 14, quando la deputata Maxine Waters, voce storica dei progressisti californiani, ha messo sotto pressione i rappresentanti della Securities and Exchange Commission. “Siete qui per proteggere gli investitori americani, non per lasciare che società fuori controllo facciano come vogliono”, ha detto con fermezza. Waters ha puntato il dito contro la gestione delle piattaforme di scambio, citando episodi recenti di fughe di capitali e crolli improvvisi del valore dei token.

Il riferimento — anche se mai nominato esplicitamente — era diretto a colossi come Binance US e ai crack che hanno scosso il mercato tra dicembre e gennaio. Un altro deputato, Brad Sherman (California), ha parlato senza giri di parole di una “SEC troppo arrendevole, lenta a reagire e sempre un passo indietro rispetto agli eventi”. La domanda che aleggiava tra i banchi — con gli occhi fissi sul presidente Gary Gensler, presente in aula — era una sola: la vigilanza federale può ancora arginare gli abusi in un mondo digitale che cambia così rapidamente?

Le falle nella vigilanza e i casi recenti

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli episodi di hackeraggi, sottrazioni illegali di fondi e tentativi di manipolazione su larga scala nel mercato crypto. Secondo dati diffusi dalla società Chainalysis, nel solo 2025 il volume di capitali persi a causa di violazioni sulle piattaforme statunitensi ha superato i 2,1 miliardi di dollari. Un numero che da solo spiega perché l’allarme sia ormai alto tra i politici.

Le indagini federali — ha spiegato uno degli ispettori chiamati a riferire — si scontrano con la mancanza di regole chiare e con l’evoluzione rapidissima delle tecnologie usate dagli operatori. “Serve un quadro più stabile”, ha ammesso un funzionario della SEC sotto anonimato. “Ogni settimana spunta uno strumento nuovo e noi dobbiamo ricominciare da zero”.

Gensler difende la Commissione: “Impegno massimo ma servono nuovi poteri”

Pressato dalle domande dei parlamentari, il presidente della SEC Gary Gensler ha respinto le accuse parlando di “impegno totale nel cercare di stare al passo con le nuove sfide”. Gensler ha sottolineato che la commissione ha avviato oltre 150 indagini nel settore crypto nel 2025, infliggendo multe e sequestri “mai visti prima”. Però ha ammesso che gli strumenti legislativi sono vecchi: “Ci servono leggi aggiornate e risorse in più. Senza queste è alto il rischio di nuovi scandali”.

Secondo Gensler, la normativa attuale rende complicato capire quali token siano titoli finanziari da vigilare direttamente. Questa zona grigia favorisce pratiche opache e spinge capitali verso mercati meno controllati.

I timori bipartisan e la richiesta urgente di regole nuove

Nonostante le divisioni politiche sulla regolamentazione futura, sia democratici che repubblicani concordano su una cosa: servono regole più chiare e strumenti per intervenire in fretta. “Le famiglie americane meritano trasparenza”, ha ribadito il deputato Patrick McHenry (Repubblicano, North Carolina). Il rischio è quello di una serie di fallimenti a catena che potrebbe colpire anche i risparmiatori comuni.

Al Congresso sono in discussione almeno tre proposte bipartisan per rafforzare la vigilanza federale sulle criptovalute, mentre il Tesoro osserva da vicino l’impatto potenziale sulla stabilità finanziaria. Gli operatori chiedono certezze giuridiche per attirare investimenti senza spingere capitali all’estero.

Verso una stretta sulla regolamentazione?

Alla fine dell’audizione la sensazione tra esperti e analisti era chiara: il dossier crypto resta una delle sfide più complesse per Washington. In gioco non c’è solo il futuro delle piattaforme digitali o delle startup del settore, ma anche la credibilità stessa delle istituzioni americane nel difendere cittadini e risparmiatori. Il prossimo passo sarà decisivo: capire se la pressione politica – insieme al clamore mediatico – riuscirà a tradursi in nuove norme serie. Solo allora si potrà valutare se davvero la SEC abbia abbassato troppo la guardia o se il problema siano piuttosto strumenti troppo vecchi per affrontare un mondo in veloce cambiamento.

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