Da XP a Windows 11: il confronto che evidenzia i problemi dell’ultimo sistema operativo Microsoft

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Il logo di Windows | Photo by KK IN HK - Cryptohack.it

Alessandro Bolzani

9 Gennaio 2026

Le lamentele degli utenti su Windows 11 non sono più soltanto impressioni soggettive. Mentre Microsoft continua a presentarlo come il sistema operativo più veloce e sicuro mai realizzato, una parte crescente della comunità lo vive in modo opposto: un prodotto appesantito, instabile, ricco di software indesiderato e afflitto da bug frequenti, oltre a una generale sensazione di scarsa reattività rispetto alle versioni precedenti. Ora, una serie di test comparativi fornisce anche numeri concreti a sostegno di queste critiche, collocando Windows 11 in fondo alle classifiche prestazionali.

Il test che mette a confronto sei generazioni di Windows

A realizzare il confronto è stato lo YouTuber TrigrZolt, che ha analizzato sei versioni di Windows, partendo da XP fino ad arrivare a Windows 11. Le prove hanno riguardato scenari d’uso molto concreti: tempi di avvio del sistema, autonomia della batteria, velocità di apertura delle applicazioni, gestione della memoria e persino operazioni di montaggio video.

Per rendere il confronto il più possibile coerente, tutte le versioni sono state testate sulla stessa piattaforma hardware: una serie di Lenovo ThinkPad X220 equipaggiati con processori Intel di seconda generazione, 8 GB di RAM e hard disk meccanici. Si tratta di una configurazione ormai datata e non ufficialmente supportata da Windows 11, soprattutto per motivi di sicurezza, ma che resta comunque significativa per valutare il comportamento reale del sistema, anche se questo ha inevitabilmente inciso soprattutto sui test di avvio e sulle prestazioni di I/O.

I risultati: Windows 11 ultimo in quasi tutte le prove

I numeri emersi dalle prove sono tutt’altro che incoraggianti per l’ultima versione del sistema operativo Microsoft. Windows 11 si è rivelato il più lento in molte delle categorie analizzate: avvio del sistema, apertura di applicazioni come Esplora File e Paint, montaggio video con OpenShot e consumo di memoria in condizioni di inattività.

Particolarmente problematico continua a essere Esplora File. Nonostante utilizzi circa il doppio della RAM rispetto all’equivalente di Windows 10, risulta comunque meno reattivo e più lento nelle operazioni quotidiane. Nemmeno Paint riesce a difendersi, anche se in questo caso le nuove funzioni avanzate introdotte da Microsoft possono in parte giustificare le prestazioni inferiori, soprattutto su hardware non recente.

Il peso della memoria e dei servizi in background

Uno degli aspetti più critici emersi dal test riguarda l’utilizzo della RAM. Anche senza applicazioni aperte, Windows 11 occupa molta più memoria rispetto alle versioni precedenti. Questo comportamento viene ricondotto all’elevato numero di servizi in esecuzione in background e ai numerosi componenti di telemetria, da tempo contestati dagli utenti più esperti. A questo carico strutturale si stanno inoltre aggiungendo le nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, che contribuiscono ulteriormente all’appesantimento complessivo del sistema.

Le poche note positive

Il quadro non è del tutto negativo. Windows 11 ottiene risultati discreti nelle prove di trasferimento dei file e nella gestione dello spazio occupato dalle applicazioni di sistema. Tuttavia, anche in scenari apparentemente semplici, come il caricamento della homepage di Google, il sistema si è rivelato sorprendentemente il più lento del gruppo.

Il futuro di Windows 11 tra promesse e dubbi

Alla luce di questi dati, cresce la speranza che Microsoft possa tornare a concentrarsi maggiormente sull’ottimizzazione del proprio sistema operativo, riducendo bloatware, servizi superflui e problemi di stabilità.

Tuttavia, osservando l’attuale strategia fortemente orientata verso l’intelligenza artificiale, molti utenti restano scettici sul fatto che questo cambiamento di rotta possa avvenire in tempi brevi.

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