Cuneo, 26 febbraio 2026 – Un’articolata operazione della Guardia di Finanza di Cuneo ha portato allo smantellamento di un’organizzazione criminale transnazionale specializzata in frodi informatiche (anche con criptovalute) e riciclaggio. La procura locale ha iscritto nel registro degli indagati 23 persone, una delle quali è stata sottoposta a custodia cautelare in carcere per i reati di truffa, autoriciclaggio e sostituzione di persona. Due degli indagati risultano già detenuti per altri reati.
Frodi sentimentali e investimenti in criptovalute: il modus operandi
L’indagine è nata dalla denuncia di una vittima di una cosiddetta “truffa romantica”, che ha permesso di ricostruire l’attività del gruppo criminale operante tra Italia, Portogallo, Lituania, Irlanda del Nord e Belgio. Gli indagati creavano falsi profili sui principali social network per avvicinare e adescare le vittime, residenti sull’intero territorio nazionale. Le persone truffate venivano convinte a versare ingenti somme di denaro, coinvolte in finti rapporti sentimentali o attirate da offerte di facili guadagni tramite investimenti inesistenti in criptovalute e wallet digitali.
L’organizzazione si avvaleva di tecniche sofisticate di manipolazione e di sostituzione di persona per rendere credibili i profili virtuali. La ricostruzione dei flussi finanziari, basata su approfondite analisi bancarie, controlli sul territorio, testimonianze e segnalazioni di operazioni sospette nel sistema antiriciclaggio, ha permesso di accertare il riciclaggio e l’autoriciclaggio di circa 900.000 euro.
Misure cautelari e sequestro di rapporti finanziari
Sulla base delle prove raccolte, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cuneo ha emesso una misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di uno degli indagati. Contestualmente, sono stati sequestrati preventivamente 19 rapporti finanziari utilizzati per la commissione delle frodi. Gli altri 22 indagati sono accusati di riciclaggio e autoriciclaggio, con due di loro attualmente già in carcere per altri reati.
L’intervento della Guardia di Finanza, che ha visto il coinvolgimento di reparti su tutto il territorio nazionale, conferma il ruolo centrale del Corpo nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria e nel recupero dei patrimoni illecitamente accumulati, a tutela dei risparmiatori e delle vittime.
Il procedimento giudiziario prosegue nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
