New York, 28 gennaio 2026 – La Federal Reserve americana si avvicina a una delle sue riunioni più delicate degli ultimi dieci anni. Questa settimana, il board guidato da Jerome Powell dovrà decidere se muovere i tassi di interesse. Ma l’atmosfera è tutt’altro che quella delle solite riunioni di politica monetaria. Nei corridoi di Washington, la pressione politica sui governatori, già alta negli ultimi mesi, ha preso una piega nuova e più intensa. Un clima che rischia di mettere in discussione l’equilibrio tra istituzioni e mercati, coinvolgendo anche settori lontani come le criptovalute e soprattutto il Bitcoin.
Pressioni politiche sulla Federal Reserve
Dietro la consueta routine del Federal Open Market Committee, questa settimana si respira tensione. Diversi membri del Congresso, sia democratici che repubblicani, hanno chiesto apertamente a Powell di non ridurre il sostegno all’economia in vista delle elezioni presidenziali di novembre. “Ci aspettiamo che la Fed mantenga condizioni favorevoli finché la crescita non sarà più solida”, ha detto venerdì la senatrice Elizabeth Warren. Non è un caso isolato: negli ultimi giorni anche alcuni esponenti vicini all’ex presidente Trump hanno chiesto un taglio dei tassi, accusando la Fed di muoversi con troppa prudenza.
Dentro la banca centrale, le indiscrezioni raccontano di discussioni accese. Un funzionario anonimo ha spiegato: “La pressione politica non è mai stata così diretta. Il rischio è che l’indipendenza della Fed ne esca compromessa”. La questione sta diventando centrale nel dibattito pubblico. L’ultima volta che si era arrivati a tensioni simili era nel 2019, con Trump alla Casa Bianca, ma oggi lo scenario economico è più fragile: l’inflazione è sotto controllo, ma la crescita resta incerta.
Tassi di interesse e mercati: attesa e nervosismo
Gli investitori sono cauti. L’annuncio della Fed, previsto per mercoledì alle 20 ora italiana, è seguito con attenzione in tutto il mondo. Le borse americane hanno vissuto giorni incerti: venerdì il Dow Jones ha chiuso in leggero rialzo (+0,3%), mentre il Nasdaq è rimasto praticamente fermo.
Secondo Bloomberg, oltre il 70% degli analisti prevede un taglio dei tassi di almeno 25 punti base. Ma alcune società d’investimento preferiscono restare in attesa. “Siamo in una fase piena di dubbi, con segnali contrastanti sull’economia”, ha detto Ryan Detrick del Carson Group. “La Fed dovrà scegliere se puntare sulla stabilità o cedere alle pressioni politiche”.
Effetti a catena: il caso Bitcoin
In questa fase incerta, cresce l’attenzione sul mondo delle criptovalute. Negli ultimi mesi il prezzo del Bitcoin ha mostrato sempre più legami con i movimenti dei tassi negli Stati Uniti. A gennaio, dopo alcune parole considerate “dovish” da Powell, Bitcoin è salito sopra i 45mila dollari (dati Coinbase alle 16.30 del 26 gennaio). Esperti come Emily Parker di Messari vedono nella possibile maggiore flessibilità della Fed un incentivo per gli investitori a puntare su asset alternativi, soprattutto chi cerca rendimenti fuori dai canali tradizionali.
“La risposta delle criptovalute riflette una ricerca di protezione contro l’incertezza politica e finanziaria”, ha spiegato Parker ieri durante un webinar organizzato da Blockworks. Non si tratta solo di prezzo: il dibattito sulle regole per le valute digitali si intreccia sempre più con le mosse delle banche centrali.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Mentre si attende la decisione ufficiale – prevista per mercoledì sera – i mercati restano col fiato sospeso. L’effetto domino sulle borse globali e sulle criptovalute potrebbe essere rapido e difficile da prevedere, come confermano diversi operatori intervistati tra Wall Street e il distretto finanziario di Londra.
Powell ha ribadito nei suoi ultimi discorsi che “l’indipendenza della Fed non è in discussione”, pur riconoscendo che i rapporti con la politica sono diventati più tesi. Solo dopo l’annuncio sui tassi e la conferenza stampa finale si potrà capire se davvero qualcosa si è incrinato nell’equilibrio tra istituzioni e mercati. Per ora resta una sensazione diffusa tra operatori e analisti: questa riunione della Federal Reserve vale molto più della semplice revisione della politica monetaria abituale.
