Criptovalute in calo oggi: Bitcoin perde il 2,8% sotto i 70.000 dollari

Corrado Pedemonti

26 Marzo 2026

Milano, 26 marzo 2026 – Una giornata non facile ieri per il mercato delle criptovalute. Il Bitcoin ha perso quasi il 3%, chiudendo intorno ai 69.300 dollari nelle prime ore del mattino. La pressione al ribasso ha preso il sopravvento proprio quando molti si aspettavano che la moneta digitale riuscisse a restare sopra la soglia simbolica dei 70.000 dollari, un livello che, come ricordano gli esperti, nelle settimane scorse aveva fatto nascere un cauto ottimismo tra investitori e addetti ai lavori.

Il segnale dai mercati: Bitcoin in calo, Ethereum e le altre criptovalute seguono

Nel dettaglio, il calo del Bitcoin registrato tra le 16 e le 20 ora italiana ha trascinato con sé anche le principali altcoin. Secondo i dati di CoinMarketCap, Ethereum ha lasciato sul campo quasi il 2%, attestandosi attorno ai 3.500 dollari, mentre Binance Coin e Solana hanno registrato perdite tra l’1,5% e il 3%. A influire sulla situazione, spiegano operatori di piazza Affari, è stata anche la debolezza temporanea delle borse statunitensi, messe sotto pressione dai nuovi dati sull’inflazione diffusi mercoledì sera.

I volumi di scambio sulle piattaforme internazionali sono saliti rispetto alla media della settimana. “C’è stata una vera e propria corsa a incassare profitti dopo che il Bitcoin non è riuscito a superare i 70.000 dollari,” dice Andrea Cavalli, analista di CryptoLab. “Molti piccoli investitori hanno preferito alleggerire le posizioni in attesa di segnali più chiari.”

Cosa influenza il mercato: Fed, inflazione e scenari globali

Ma cosa ha fatto scendere così rapidamente le criptovalute? La giornata era partita con un po’ di fiducia, spiega ancora Cavalli: “Tutti erano concentrati sulle parole della Federal Reserve americana riguardo all’andamento futuro dei tassi di interesse.” L’idea di un taglio più lento rispetto alle attese – emersa durante l’intervento della governatrice Michelle Bowman a Washington – ha avuto un impatto immediato su tutti gli asset più volatili. Il dollaro si è rafforzato sull’euro e anche i listini europei hanno visto vendite soprattutto nei settori più sensibili alle oscillazioni valutarie.

In questo quadro, aggiunge Marco Vitale di Digital Asset Management, la corsa agli asset digitali tende a rallentare: “Il Bitcoin spesso viene visto come una riserva alternativa quando aumenta l’incertezza su inflazione e politica monetaria. Ma ieri tutto è cambiato in poche ore.”

Il clima tra investitori e reazioni degli operatori

Tra gli appassionati italiani – da Milano a Torino e nei gruppi Telegram più frequentati – il dibattito si è acceso sulle possibili riprese. Qualcuno ha confidato ad alanews.it che “la correzione era nell’aria,” considerando i movimenti degli ultimi giorni come una fase di accumulo laterale. Altri preferiscono mantenere prudenza: “La tenuta dei 67.000 dollari sarà decisiva nelle prossime ore,” spiega Luca Romano di CryptoItalia. Ieri pomeriggio si respirava soprattutto incertezza: solo dopo si sarebbe capito se quel supporto avrebbe retto o meno.

Tra i piccoli risparmiatori cresce un po’ di preoccupazione. Matteo, operaio 29enne di Rozzano, racconta: “Ho visto il prezzo scendere velocemente e verso le sei ho venduto metà delle mie cripto. Meglio aspettare.” È un sentimento condiviso da tanti trader retail, che hanno scelto la cautela in attesa dei prossimi sviluppi.

Sguardo al futuro: quali scenari per Bitcoin e criptovalute

E adesso cosa ci aspetta? I report principali del settore concordano su un punto: nel breve periodo resta tutto molto incerto. “La volatilità del Bitcoin continuerà finché non arriveranno segnali chiari dalla Federal Reserve e dalle politiche economiche globali,” dice Alessandro Dini, editorialista finanziario. “Detto questo, il trend generale dell’adozione rimane positivo.”

Nessun allarme vero quindi – almeno per ora – ma la discesa sotto quota 70.000 dollari potrebbe spingere altri a prendere profitti nei prossimi giorni o far entrare chi punta sul rimbalzo tecnico.

Per ora i mercati navigano a vista tra attesa e incertezza, con tutti gli occhi puntati sulle mosse della Federal Reserve, sull’andamento dell’inflazione negli Stati Uniti e sulla reazione delle piattaforme globali alle prossime notizie macroeconomiche. In uno scenario così fluido, la parola d’ordine resta una sola: prudenza.

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